Giuseppe Raffa, il giorno dopo la decisione di Maria Carmela Lanzetta, vittima ancora una volta di intimidazioni, esprime la sua ”amarezza di uomo, la preoccupazione di politico e rappresentante delle istituzioni” e rileva che, per condannare il gravissimo episodio, non basta più la convenzionale solidarietà nei confronti della vittima. ”Le dimissioni del sindaco di Monasterace segnano la sconfitta dello Stato in una terra di frontiera che non riesce a garantire quanti sono stati scelti alla guida delle istituzioni locali. La decisione di Maria Carmela Lanzetta rappresenta anche la sconfitta della politica che, al di la’ degli schieramenti, continua a litigare dimostrandosi divisa sul fronte dell’emergenza criminale che impedisce la crescita sociale, economica e culturale delle nostre comunita”’.

Il presidente della provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, il giorno dopo la decisione della dottoressa Lanzetta, esprime la sua ”amarezza di uomo, la preoccupazione di politico e rappresentante delle istituzioni” e rileva che, per condannare il gravissimo episodio, non basta piu’ la convenzionale solidarieta’ nei confronti della vittima.

”La scansione degli attacchi che criminalita’ e forze oscure continuano a sferrare contro i rappresentanti dei cittadini genera dubbi sulla tenuta democratica in un Mezzogiorno e in una Calabria che piu’ di altre aree geografiche del Paese avvertono gli effetti della crisi economica”, sostiene Raffa.

”Al sindaco Lanzetta – afferma – rivolgo l’invito a rivedere la decisione di abbandonare la scena politica: nell’interesse della popolazione del centro ionico che l’ha scelta al governo cittadino e per respingere il tentativo, da qualsiasi parte provenga, teso a condizionare i comportamenti di quanti sono stati liberamente eletti da popolo. La dottoressa Lanzetta non e’ sola: la Calabria degli onesti, che e’ poi la stragrande maggioranza degli abitanti, le e’ accanto”.

 

 

Il presidente della Provincia di Reggio auspica infine ”una mobilitazione di tutte le forze sane della societa’ che, al di la’ di estemporaneita’ linguistiche o folcloristiche parate, sia in grado di erigere una grande diga contro l’antistato e contro quanti attraverso l’illegalita’ diffusa tentano la scalata ai vertici della societa’ organizzata, della politica e del sistema economico e imprenditoriale”.

(Adnkronos) 31 marzo 2012

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