Currenti23L’ On. Pippo Currenti scrive al Sig. Sindaco di Messina, all’ Assessore al Personale, all’Assessore alla Viabilità e al  Segretario Comunale. Di seguito il testo integrale della nota: << Messina, 50 vigili urbani a mezzo servizio da marzo ? Necessario “Recuperare risorse dai fondi ecopass e dal 208 c.d.s per garantire il dovuto controllo della viabilità nella città dello stretto”. Dal 1 Marzo scadrà la validità dell’attuale integrazione oraria a 50 dipendenti a tempo determinato inquadrati nel profilo di Agente di Polizia Municipale e di Pubblica Sicurezza. Urge intervenire e programmare per tempo il da farsi, altrimenti gli stessi saranno costretti ad effettuare servizio solamente su 18 ore settimanali con le immaginabili ripercussioni sull’efficienza del servizio all’utenza e sulla tranquillità degli stessi lavoratori impegnati nella viabilità cittadina in maniera encomiabile, in un così delicato servizio essenziale ed indispensabile alla collettività Messinese. “Giova ricordare che nell’anno 2010, l’innesto di questi 50 dipendenti nell’organico della Polizia Municipale ha dato un determinante impulso alle attività istituzionali con grande beneficio per la viabilità cittadina e nella totalità dei servizi; sarebbe pertanto gravissimo non provvedere nell’immediatezza alla soluzione della problematica che se non prontamente risolta porterebbe gravi disagi alla collettività, nonché scontento e malumore fra tutti i lavoratori stessi”. “Ridurre gli stipendi del 50% ai suddetti lavoratori, impegnati in un così prezioso e delicato servizio, vuol dire dimenticare e non tenere in giusta considerazione il ruolo fondamentale svolto dal corpo di polizia municipale, ancora più prezioso se si considerano gli sforzi fatti da tali lavoratori per supplire alla grande carenza organica di tali figure. Le risorse possono essere recuperate dai fondi provenienti dall’ecopass e dall’art. 208 cds.. La mancanza dei 50 vigili per le strade di Messina comporterebbe un grave danno al traffico, causando “disservizi giornalieri nella gestione della sicurezza dei cittadini, della vivibilità e della viabilità nelle strade comunali oltre ai grandi problemi economici e di sussistenza per le famiglie dei 50 vigili che, da un mese all’altro, si troverebbero a non poter sbarcare il lunario. “Questa prospettiva non troverebbe la benché minima giustificazione, rilevata l’esiguità dei fondi necessari per la programmazione di servizi essenziali ed indispensabili alla collettività ed inoltre farebbe emergere problematiche gestionali che indurrebbero a pensare al danno erariale all’ente comunale in quanto il costo dei 50 vigili urbani, finanziati x il 90% dalla Regione Siciliana, è indubbiamente minimo in riferimento alla professionalità ottenuta sul territorio, sottolineando ancora una volta l’uso discriminatorio di questo personale rispetto ad altri presenti nel corpo di polizia municipale, e cioe’ tra dipendenti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato”. “Stupirebbe che il Sindaco Accorinti, a fronte di ridicole risorse da recuperare, preferirebbe innescare questo tipo di dinamiche, sacrificando, a cuor leggero, la sicurezza dei cittadini e la mitigazione dell’emergenza del traffico, che invece dovrebbero rappresentare il primo obbiettivo garantendone di fatto, l’assolvimento delle funzioni e dei servizi sicuramente indispensabili. Non posso esimermi dal ricordare che la presente richiesta di impiego full-time, riguarda appunto il personale transitato sin dal 2010 nel Corpo di Polizia Municipale attraverso atto d’interpello per Mobilità interna, corso di formazione professionale, concorso interno con prove selettive, visite mediche, conseguimento Patente di Servizio per condurre auto/moto di servizio, attribuzione della qualifica di agenti di Polizia Municipale e di Pubblica Sicurezza con apposito Decreto Prefettizio, da subito lodevolmente impegnato full-time nella tutela e nella salvaguardia del territorio, nella sicurezza dei cittadini con pattugliamento armato h 24 per tutto il territorio comunale che oggi, indubbiamente, funge da deterrente ai numerosi malintenzionati, nonché dalla viabilità cittadina del territorio piu’ trafficato d’Italia quale porta della Sicilia e tutto questo con un investimento irrisorio di circa €. 50 mila mensili, contrapposto da introiti per quasi 2milioni di €. annui documentati. Si evidenzia, che la tipologia specifica di tali servizi rientra fra quei pochi servizi riconosciuti dalla legge come “servizi indispensabili ed essenziali per ogni ente comunale” ed è per questo che giova sottolineare l’importanza dell’impiego full-time, altrimenti il controllo, la sicurezza e la prevenzione sul vastissimo territorio avrebbero incontrovertibilmente un notevole decremento, non solo in servizi resi ai cittadini ma anche delle entrate derivanti dall’attività sanzionatoria quali proventi delle innumerevoli infrazioni al codice della strada. Per quanto attiene le modalità di finanziamento per il reintegro dell’orario pieno, oltre i fondi ecopass, oggi la questione va vista anche alla luce delle modifiche apportate dalla L. 120/10 e, in particolare, va analizzata la possibilità di far rientrare tale spesa nel concetto di “potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni”: la ratio della norma della lettera b) dell’art. 208 citato sarebbe quella di consentire agli enti locali di poter impiegare un quarto (del 50%) della quota dei proventi in esame, in strumenti o attività che incrementino il controllo delle violazioni; la locuzione “anche attraverso l’acquisto di automezzi, mezzi ed attrezzature” mostra, al contrario, l’intenzione del legislatore di allargare la possibilità di impiego di queste risorse, permettendo spese che non siano esclusivamente connesse all’utilizzo di mezzi strumentali all’attività del servizio di polizia stradale (come automezzi o altri mezzi tecnici che sono esplicitamente richiamati dalla norma), ma anche attraverso altri strumenti non “materiali”, purché perseguano il fine del potenziamento del controllo delle violazioni; tale nuova norma quindi si riferisce ad un potenziamento dell’attività lavorativa svolta nel perseguimento di questo fine, ovvio che l’interpretazione porta a riferirsi alle prestazioni lavorative aggiuntive o che comportano maggiore impegno e presenza sui luoghi di lavoro (turnazione, lavoro straordinario, flessibilità oraria) espressamente finalizzate al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni. In senso contrario, si risolverebbe il quesito nel caso di nuove assunzioni perché il legislatore espressamente disciplina la sola fattispecie ammessa delle assunzioni di stagionali a progetto. Sul medesimo presupposto sarebbe ammessa la possibilità di finanziarie, con i proventi in questione, il prolungamento dell’orario di lavoro di unità di personale già inserite nella struttura organizzativa dell’ente e che prestano la propria attività lavorativa a tempo parziale presso il servizio di Polizia municipale come nel caso specifico dei 50 contrattisti agenti di P.M.». «Si può sostenere che, con questa disposizione, il legislatore abbia voluto riconoscere valore alla maggiore efficienza e al maggior risparmio realizzabile utilizzando il medesimo personale, dotato di professionalità, armi d’ordinanza, patenti di servizio, divise e mezzi tecnici già nella disponibilità degli operatori di p.m e dell’ente, superando la lettura interpretativa precedente che non ravvisava la connessione tra tale spesa e il “miglioramento della circolazione stradale”. Preme evidenziare che le somme necessarie per l’elevazione oraria del personale contrattista in oggetto, non rientrino nella “mannaia dell’art. 9, comma 2 bis, dl 78, convertito dalla legge 122/10, in quanto non ci sarebbe alcun aumento della spesa globale e individuale perché essi già percepivano le somme inerenti l’aumento orario sin dal 2010. In ultimo — conclude —, il personale “contrattista, ai sensi dell’art. 6, comma 7, del Ccnl 14.09.2000, “il consolidamento nell’orario di lavoro…OMISSIS…, del lavoro aggiuntivo o straordinario, svolto in via non meramente occasionale…OMISSIS… previa verifica sull’utilizzo del lavoro aggiuntivo e straordinario per più di sei mesi effettuato dal lavoratore stesso”,ha diritto al ripristino dell’orario di lavoro ad h 36, infatti, l’Aran, ha con formale parere riconosciuto la giustezza delle richieste dei lavoratori medesimi. Tale dovuto riconoscimento, potrebbe evitare l’aggravarsi dell’entità del contenzioso in essere con il personale medesimo». On. Pippo CURRENTI

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