Caro Tito, mappa_san_vito_lo_capocome già sai, ho soggiornato davvero meravigliosamente a San Vito Lo Capo dal 16 al 23 settembre 2017 in occasione della ventesima edizione del “Cous Cous Fest” assieme a mia moglie che ormai è da considerarsi una veterana di questo splendido luogo della Sicilia più occidentale, essendo già alla sua quarta presenza a tale Festival enogastronomico di portata internazionale. Comodo il viaggio notturno con traghetto Tirrenia da Napoli a Palermo (e ritorno) con automobile al sèguito, mentre tramite internet avevamo prenotato con largo anticipo un mini appartamento al “Residence Tre Stelle” sito in Via San Vito al Tagliamento, cioè proprio a due passi dalle strade dove si espande tale festa, affollata di una moltitudine di gente proveniente da ogni parte del mondo, specialmente dal bacino del Mediterraneo.

panorama-san-vito-lo-capo-mare-porto-montagnaI proprietari e gestori del “Residence Tre Stelle” sono Gennaro Esposito e la moglie, persone da sùbito simpaticissime ed accoglienti che abitano in una villa poco distante e, quindi, sono sempre presenti e a disposizione dei loro “ospiti” 24 ore su 24. L’appartamentino è di recente costruzione, bene attrezzato ed arredato con gusto dalla sua stessa moglie. Tra l’altro, ho notato che la tenda della nostra camera da letto varrebbe già un “Cinque Stelle” tanto è bella, fine ed elegante. L’automobile ha avuto la sua sede protetta e garantita, sottocasa, in un apposito parcheggio sotterraneo (sempre di proprietà della famiglia Esposito).

mdeAl “residence” io e mia moglie siamo arrivati nel tardo pomeriggio e verso sera ci telefona Gennaro per essere sicuro che eravamo in casa. Poco dopo è arrivato con una vaschetta ripiena di una fumante pasta ben condita alla siciliana-maniera con forti evocazioni napoletane. E’ il suo modo gentile e consueto di dare il “benvenuto” agli ospiti. Ma, abbiamo pensato, è anche un modo molto generoso, tutto siculo-napoletano, di accogliere gli amici. “L’ho cucinata io!” ha esclamato entusiasta e fiero. E com’era squisita!… Quella pasta è stata buona parte della nostra prima cena a San Vito Lo Capo, un luogo dove si mangia veramente benissimo e dove l’enogastronomia trionfa in tutte le sue forme e in tutti i suoi sapori. E’ il caso di dire “Non solo cous cous!”. Sono convinto che San Vito Lo Capo (ma tutta la Sicilia) è la più vera patria dei golosi … (però fatelo sapere a tutti men che meno all’infernale Dante Alighieri e … alla vostra dieta)!!!

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Nel corso della settimana, Gennaro si è presentato ancora una volta con una vaschetta di profumata pasta alle verdure del suo orto, sempre cucinata da lui. D’altra parte, si può ben notare che già il chiamarsi “Gennaro Esposito” è dire che più napoletano di così non si può. La grande anima ed il grande cuore napoletano ha trovato in questo “Gennaro Esposito” di San Vito Lo Capo la massima espressione di generosità, di allegria, di simpatia e quella “solarità” aggiunta dalla grande anima e dal grande cuore siciliano. Pure per tali sue caratteristiche reputo che il nostro Gennaro Esposito sia il vero “re” di San Vito Lo Capo, dove è conosciuto da tutti per la sua lunga permanenza in questa perla mediterranea ma anche per il suo essere alla mano, sempre cordiale e anche affettuoso e disponibile, proprio come un partenopeo verace!

davInfatti, Gennaro è nato in Napoli (nella zona dell’aeroporto di Capodichino – Secondigliano) il 30 agosto 1955 ed è stato compagno di giochi del famoso cantante Nino D’Angelo (21 luglio 1957), amico del noto musicista James Senese e di altri artisti. Si è arruolato in Aeronautica che era ancora adolescente. Dopo la scuola sottufficiali e le prime destinazioni, è “atterrato” all’aeroporto di Trapani Birgi, in forza allo strategico 37° stormo, dove è rimasto fino alla conclusione naturale del suo percorso lavorativo, pensionandosi con il grado di “Luogotenente” (il massimo consentito alla sua carriera di sottufficiale). Come tantissimi altri militari che hanno trovato l’amore nel territorio di lavoro o di missione, Gennaro ha saputo raccogliere il più bel fiore di Erice (il borgo-gioiello sull’altura che domina Trapani) ed ha messo su una bella famiglia che vanta due simpaticissime e geniali figlie, professioniste di successo, la primogenita radicata in Roma e l’altra a Milano.

segesta-tempio-grecoAl fresco dell’ampia e panoramica veranda della villetta che ci ospitava, io e mia moglie abbiamo ascoltato con piacere ed interesse Gennaro nei suoi racconti di vita e di lavoro, scoprendolo grande affabulatore (immancabilmente, come è del tutto naturale per quasi tutti i siculi-napoletani) ed lieto intrattenitore di raro pregio. Così ho potuto approfondire qualcosa sul ruolo, anche internazionale, della nostra Aeronautica e, in particolare, sulle “Frecce tricolori” nel cui gruppo aveva carissimi amici. Nella foto a corredo di questa lettera, Gennaro indossa proprio una maglietta blu delle nostre gloriose Frecce.

E già fin dalla prima sera questo nostro “padrone di casa”, mettendosi veramente a disposizione, ci ha dato le più utili indicazioni sui locali dove si mangia meglio, dove viene fatto il miglior gelato, il più saporito “pane cunzatu” (cioè ben condito, come si usava anche da noi in Calabria negli anni cinquanta) e tante altre informazioni che ci hanno agevolato il soggiorno in questo lembo estremo e stupendo della provincia di Trapani e della stessa Sicilia che guarda verso occidente.

sdrMa non è finita qui. Dicendo cosa volevano visitare, Gennaro ci ha procurato biglietti con forti sconti, come ad esempio, per la mini-crociera su un catamarano da San Vito alla tonnara di Scopello, passando dalla “Riserva naturalistica dello Zingaro” nel cui mare ho fatto un bagno in mezzo ad una grande varietà di pesci in un’acqua davvero limpida e cristallina che non causa bruciore agli occhi né prurito alla pelle (come accade, purtroppo, in alcuni mari italiani alquanto inquinati, sebbene vantino la “bandiera blu”).

Vorrei dire di più sullo strepitoso soggiorno a San Vito (dove, tra tanto altro, abbiamo fatto parte della giuria nel turno di semifinale Italia – Angola sul miglior piatto di cous-cous) ma vorrei continuare l’elogio sulla disponibilità e sulla simpatia della famiglia Esposito, in particolare di Gennaro, riportando (qui di seguito) quanto hanno scritto (sul sito di viaggi “TripAdvisor”) quattro studenti del Politecnico di Torino che, qualche settimana prima, erano stati ospiti del “Residence Tre Stelle”.

RECENSIONE SU “RESIDENCE TRE STELLE” DI SAN VITO LO CAPO (Trapani)

Simone N

No Gennaro no Party

Scritta il Sep 9, 2017 per un soggiorno nel mese di Sep 2017

segesta-tempio-grecoSiamo un gruppo di quattro ragazzi; abbiamo soggiornato presso la struttura nel periodo tra agosto e settembre… Un accoglienza fantastica, Gennaro ci ha seguiti come fossimo figli… ci ha illustrato e consigliato i posti migliori per quanto riguarda cibo, locali notturni e le escursioni dandoci modo di avere agevolazioni e sconti, cercando di farci vivere nel migliore dei modi San Vito e dandoci modo di vedere le migliori location dove trascorrere bellissime giornate di mare! (Consigliamo assolutamente la Riserva dello Zingaro sia a piedi che in catamarano e le Cale di Macari facilmente raggiungibili in bus; ma fatevi consigliare da Gennaro) L’appartamento in cui abbiamo soggiornato si è presentato esattamente come illustrato e ha soddisfatto a pieno le nostre esigenze soprattutto per la posizione centralissima e arredamento ed elettrodomestici nuovi; pulizia impeccabile! Gennaro e la moglie sono persone gentili, simpatiche, sempre a disposizione per ogni evenienza, ci hanno infatti aiutati a risolvere un problema con la compagnia aerea. Un esperienza bellissima, merito del posto fantastico ma soprattutto della professionalitá e della passione dei proprietari.

Questa recensione rappresenta l’opinione personale di un membro di TripAdvisor e non di TripAdvisor LLC.

Cosa dire di più, caro Tito?

Bisogna dire che non si può capire quanto sia meravigliosa una vacanza in questa zona (ricchissima di attrazioni notevoli) se non si va a San Vito Lo Capo (specialmente durante il “Cous Cous Fest” nella seconda metà del mese di settembre di ogni anno) e se non si saggia l’incomparabile gentilezza della famiglia Esposito che io e mia moglie ringraziamo anche qui e adesso (gennarotp1@gmail.com – telefono 342-7105848).

davIn questa parte del trapanese, abbiamo visitato (in distinte giornate) l’amenissima Erice, le saline sottostanti, la zona archeologica di Segesta, ma anche la vicina ed interessantissima Calatafimi, i ruderi della Gibellina rasa totalmente al suolo dal terremoto della Valle del Belice (14-15 gennaio 1968 che ancora ricordo molto bene per come seguìto in TV) trasformati nell’opera d’arte “Il Cretto” da Alberto Burri (dal 1984 al 1989), la nuova Gibellina, la confinante Salemi dove Vittorio Sgarbi, da sindaco, ha lanciato anni fa l’idea di “vendere” le case disabitate di un antico rione ad un euro (quasi sicuramente ricordandosi del contatto epistolare che abbiamo avuto nel 1987 sul mio “Badolato paese in vendita”).

Esaltante è stata la visita alla zona archeologica di Selinunte, la quale (estesa e bella com’è) meriterebbe già di per sé stessa un viaggio in Sicilia, così come un attento sopralluogo alla cattedrale di Monreale (sulle colline di Palermo) che, a mio parere, può essere considerata una delle chiese più belle del mondo con i suoi mosaici di quasi mille anni fa.

sicilia-con-il-simbolo-della-trinacriaUn particolare pensiero vorrei riservare al simpaticissimo anziano artista Peppe Genna, poeta di Marsala, che, all’ingresso delle Saline “Ettore e Infersa” della Laguna trapanese, accoglie i turisti con le sue Opere di artigianato locale (tra cui ciottoli incisi di variegati disegni). Un personaggio che sembra uscire dalla mitica cerchia omerica. Da amante dei ciottoli disegnati o incisi, ho comprato da lui il classico simbolo del sole della Trinacria, a ricordo di uno dei viaggi più belli e interessanti tra i tanti che ho fatto finora. Peppe Genna abita in Contrada Conca n. 80 del comune di Marsala ed è lieto di rispondere al telefonino n. 331-3305208. Un altro simpatico artista, incontrato sul lungomare di San Vito Lo Capo, è Antonio Iannini, originario di Napoli. Tra l’altro è specializzato in sculture di sabbia, sulla cui tenuta mi ha rivelato qualche segreto.

falcone_borsellino-francobolloMa chi va da quelle parti non dimentichi di portare un fiore al monumento dedicato alla memoria di quella strage mafiosa di Capaci del 23 maggio 1992 ore 17,58 (sulla autostrada A29 da e per Palermo) che ha impoverito il mondo del magistrato Giovanni Falcone, della moglie e dei loro agenti di scorta. Così come a Via D’Amelio sul luogo dove trovarono la morte il giudice Paolo Borsellino e i suoi 5 agenti di scorta, uccisi da altra bomba mafiosa alle ore 16,58 del 19 luglio 1992. Ho vissuto entrambe le stragi, in diretta via radio e poi nei resoconti televisivi, con grande emozione e duratura indignazione. La stessa emozione che ho avuto rendendo omaggio a tutte le vittime della mafia nel luogo dove, a margine dell’Autostrada A29, ci sono due alte stele dedicate a Giovanni Falcone e agli altri martiri. Ho notato che in vari luoghi di questa Sicilia occidentale ci sono “monumenti” alla memoria delle vittime di mafia con cartelli applicati alle fioriere o ad alberi (come ad esempio, davanti alla caserma dei Vigili del Fuoco di Trapani – porto).

federico-di-svevia-re-di-sicilia-stupor-mundiSul percorso per la spiaggia di Mondello ho notato una tale bellezza e varietà di alberi in fiore, finora mai visti in alcuna città né italiana né estera. Sono queste ed altre le inimmaginabili sorprese che (nel bene e nel male) rendono davvero la Sicilia quello ”stupor mundi” (stupore del mondo, come il suo re Federico di Svevia 1194-1250) che ci riempie di meraviglia e di squisitezze ma anche di grandi dolori non solo l’anima ed il cuore! Ma, caro Tito, non finirà qui il resoconto del mio viaggio nella Sicilia occidentale! Infatti, ho promesso ad Angela Abbate (della FEEDBACK di Palermo, società che organizza il Cous Cous Fest) di inviare a lei e ad altri interessati (enti, associazioni, media, ecc.) il mio progetto per una “Sicilia stupor mundi”. Alla prossima, quindi! Con tanti cari saluti!

Domenico Lanciano Azzurro Infinito – giovedì 12 ottobre 2017 ore 12,12 (525 anni della scoperta dell’America)

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