Nota diffusa dal Gruppo Cambiamo Messina dal Basso: <<“È una storia diventata vergognosa. Da oggi da qui deve sparire, non funziona nulla. Non voglio entrare nel merito sul perché si trova qui, perché non voglio innestare altre polemiche, ma è ovvio che questo è il posto sbagliato”. Ancora una volta il sindaco decide per sé e per tutti cosa serve e cosa no a questa città. Ancora una volta il sindaco decide cosa serve o non serve a questa città per mascherare la sua inadeguatezza politica. Sbarazziamoci della “bellezza”, vista come un superfluo di cui non è capace di prendersi cura. Sbarazziamoci dei sogni, dei doni dei cittadini, dell’impegno di tutte quelle persone che hanno, negli anni, scelto di dedicarsi anche solo un minuto a quel pianoforte. Sbarazziamocene! Eppure, sarebbe bastato davvero poco per ascoltare le richieste di chi aveva compreso il significato di quel pianoforte in galleria. E invece, nessuno stanziamento, nessuna manutenzione. Le scelte di bilancio sono scelte politiche: decidere su cosa investire i fondi e cosa, invece, ignorare, racconta la visione politica di un’amministrazione. Solo ora, forse sollecitato dai video postati dai turisti indignati – perché per lui ciò che conta è l’immagine – si ricorda che il piano esiste, e, con la sua solita diretta, accompagnato dall’assessora che lui tratta come sua “sottoposta”, alla quale rivolge uno sprezzante “così è deliberato”, decide di concludere l’esperienza di condivisione di un pianoforte per la città, “simbolo del grado di civiltà di una comunità” come lo definiva tre anni fa il maestro Giovanni Renzo. Viene il dubbio che, fallito – grazie alle proteste di chi lo aveva a cuore – il suo primo tentativo di rimuoverlo, questa delle condizioni in cui è adesso ridotto sia una scusa che gli torna comoda.La sua proposta, peraltro, di chiudere il piano dentro una chiesa, conferma la non comprensione del senso di quel piano in galleria: un bene di tutte/i, fruibile da chiunque ed in qualsiasi momento, come accade da tanto in molti posti del mondo.Sia chiaro: non ci uniamo alla schiera di coloro, il sindaco in primis, che strumentalmente attribuiscono la colpa della non cura ai cittadini insensibili. Scaricare le colpe sull’inciviltà della cittadinanza è un modo per deresponsabilizzarsi rispetto al proprio indirizzo politico. Perché al sindaco interessa la pulizia… anche se non quella delle strade dall’immondizia. Al sindaco interessano ordine e disciplina, e non il caos generatore di stelle danzanti. Adesso, chissà quale altra bella trovata si inventerà per la “riqualificazione” della povera bistrattata galleria e per la città tutta. Verrebbe da chiedersi: abbattiamo il duomo dato che qualcuno ci fa le scritte sopra? Se l’idea che lo muove è spostare quanto non è capace di curare, ci sono diversi monumenti, fontane, arredi della città che andrebbero rimossi.O forse … bisognerebbe rimuovere l’idea di politica che lui incarna, smascherare le ipocrisie e tornare a suonare i tasti dei beni comuni e della cura.>>

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


− tre = 2