bombolaNella notte tra il 9 e il 10 febbraio scorso, una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Cardinale rinveniva, nelle adiacenze di un bar nel cuore di quel paese, un potenziale ordigno esplosivo, costituito da una bombola del gas, recante i segni di una vera e propria minaccia verso i gestori dell’esercizio commerciale. In particolare, la bombola, posizionata dinanzi la saracinesca del bar, era dotata di un artigianale e dissimulato sistema di innesco, costituito da un filo elettrico, alcuni fiammiferi ed una piccola batteria elettrica. Sul manufatto, simulato ordigno esplosivo, era attaccato un biglietto, recante la scritta, chiaramente intimidatoria, “BOOM”, contornata da croci.

I Carabinieri, accertata nell’immediatezza l’inefficacia del sistema di innesco e l’inoffensività dell’ordigno, avviavano, sin dalla notte ed ancor prima che la notizia potesse diffondersi unitamente alla paura di ulteriori intimidazioni, le indagini, che prendevano inizio proprio dal biglietto apposto sulla bombola. L’intuito investigativo ed una accurata ricerca del potenziale movente dell’atto intimidatorio inducevano i militari a non ricondurre il fatto a fenomeni di criminalità organizzata o a scopo estorsivo. In particolare, si iniziava, con un congruo dispiegamento di forze, una serie di perquisizioni domiciliari, che, infine, hanno portato al rinvenimento ed al sequestro, in una abitazione di un sospettato, di una copertina di un quaderno di una nota marca, dal quale era stato ritagliato il biglietto apposto sul finto ordigno.

Inoltre, da accurato sopralluogo nelle zone limitrofe, veniva rinvenuta anche la zona ove il responsabile aveva bruciato gli abiti indossati durante l’azione delittuosa.

All’esito di tutti gli accertamenti, stabilito il movente riconducibile a dissidi privati, R.L., classe 1977, veniva denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro sia per le minacce aggravate nei confronti dell’esercente di Cardinale, sia per porto abusivo di un coltello di genere vietato, che, nel corso delle operazione, veniva trovato in suo possesso.

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