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Per qualcuno si tratta di uno «svilimento artistico», per qualcun altro è «una vergogna». Per Mimmo Lucano, sindaco di Riace, la pubblicità televisiva con la quale la Regione sta promuovendo il suo territorio, è «volgare». I due guerrieri di Fidia, per lui, «hanno un valore universale, ereditato – dice – da quella straordinaria civiltà aperta al mondo che era la Magna Grecia. E Riace, con la sua politica di accoglienza, ha dimostrato di collegarsi meglio a questo valore, piuttosto che uno spot volgare che sminuisce l’immagine dei Bronzi e di tutto ciò che rappresentano». Sarebbe stato meglio pubblicizzare il turismo in Calabria con «altri valori», aggiunge. Ad esempio parlando dell’accoglienza a profughi e rifugiati politici, in atto proprio nel suo borgo e nella limitrofa Caulonia, e non ritrarre «questa Calabria di luoghi comuni». Al dibattito aggiunge la sua voce Demetrio Costantino, presidente del Cids. Alle dichiarazioni del sindaco Lucano ribatte che il suo sodalizio «non avendo particolari titoli in materia», non entra nel merito, ma, aggiunge «quando lo spot è stato mandato in onda l’abbiamo trovato piacevole. Ognuno – aggiunge – in piena autonomia è libero di es primere una propria opinione . Quello che sconcerta – afferma Costantino – è però la finezza del linguaggio di Lucano. È davvero volgare l’impudenza del sindaco di Riace. Egli può avere meriti per determinati aspetti del suo impegno, ma rappresenta sempre un’istituzione e consideriamo un errore il modo di rapportarsi», frutto secondo il Cids di «pregiudizi politici».

Gazzetta del Sud – Armando Scuteri