regione calabria 23Palazzo Condò, ingabbiato ancora forse per qualche settimana, sarà un centro polifunzionale a carattere sociale. Volgono al termine, infatti, i lavori, finanziati dalla Regione Calabria per una spesa di 417.000 mila euro. I lavori sono stati essenzialmente mirati per la staticità e il consolidamento del vasto immobile che da una parte si snoda sul corso Vittorio Emanuele e dal quella inferiore ha l’accesso sulla via Umberto primo. Il Palazzo era stato acquistato cento e uno anni fa dalla famiglia di origine pugliese, Condò, i cui eredi in quegli anni si trasferirono a Napoli. Originariamente lo scopo dell’acquisto era stato quello di far funzionare gli uffici comunali e per i quali il Comune pagava una somma che pesava anche allora sui magri bilanci comunali, uffici soggetti anche a frequenti traslochi. Successivamente l’ampio immobile, con numerose stanze e saloni venne anche utilizzato come scuola ,oltre che come Municipio, e un ampio salone al pianterreno venne utilizzato come palestra, come teatro, come centro sociale. Poi l’edificio per un certo periodo rimase precluso a qualsiasi attività necessitando di lavori di consolidamento. Situazione precaria della quale si è fatta carico l’attuale Amministrazione. Il sindaco Michele Drosi ha recuperato un vecchio finanziamento che rischiava di perdersi e con gli oltre quattrocentomila euro finanziati dalla Regione sono stati appaltati e in parte giù eseguiti i lavori che stanno per essere conclusi. «Abbiamo in animo, ma la parola definitiva spetterà al Consiglio comunale, – dice Drosi – di destinare l’immobile, di storica memoria, per un uso sociale della collettività satrianese. Sarà a disposizione di tutte le Associazioni, avrà una destinazione culturale, ricreativa, artistica e dovranno trovare spazio anche i locali promessi e destinati all’Associazione degli Anziani per le loro giornaliere attività e riunioni. L’importante è che siamo riusciti a restituire a Satriano un importante palazzo, che fa parte della storia stessa del nostro paese e soprattutto di averlo reso vivibile, agibile e fruibile a pieno titolo dalla nostra comunità».

Gazetta del Sud del 3.3.2010 – Raffaele Ranieri

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