Caro Tito, è iniziato ieri, sabato 8 maggio, il 104° Giro ciclistico d’Italia, che avviene emblematicamente e simbolicamente nei 160 anni dall’Unità nazionale (1861-2021). Peccato che, proprio in onore di questa ricorrenza (lapsus freudiano!) quasi tutte le regioni del Sud e le isole sono state ignorate da tale edizione. Spero che il ciclismo non segua affatto il calcio dei ricchi con la super-Lega e si limiti soltanto alle super-Regioni, quelle ricche e preponderanti!…

Oggi, domenica 9 maggio, è il giorno dedicato a tutte le mamme del mondo. Nei sette volumi del “Libro-Monumento ai miei Genitori” (2005-2007) ho voluto soffermarmi sul valore della genitorialità diffusa che non è esclusivamente quella detenuta da un padre e da una madre, ma appartiene a chiunque “generi” la vita in tutte le sue declinazioni e sfumature atte a far crescere un essere umano nel migliore dei modi. Infatti, i soli genitori biologici non bastano per formare una persona e farla stare al mondo dignitosamente. Ci vogliono altre figure e altri momenti genitoriali!…

1 – OMAGGIO ALLA BICICLETTA

Ed oggi, 9 maggio 2021, festa della mamma (come genitrice a allevatrice generazionale) e giornata concomitante alla seconda tappa del giro d’Italia, voglio rendere omaggio alla bicicletta di mio padre che, fin dall’infanzia, mi è stata “mamma” nella scoperta, nella conoscenza e nell’amore per il nostro territorio jonico da Riace a Catanzaro Lido, specialmente negli anni della mia adolescenza.

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Infatti, sempre precoce e curioso del mondo attorno a me, mi sono avventurato fin da piccolo e da solo nei paesi vicini (Isca sullo Jonio, Sant’Andrea Apostolo dello Jonio e Santa Caterina dello Jonio) quando già frequentavo le scuole elementari e guidavo la bicicletta con le gambe traverse poiché non riuscivo ancora a raggiungere i pedali stando seduto sul sedile!… Naturalmente non avevo una bicicletta mia e, quindi, dovevo usare quella di mio padre (una vecchia Bianchi del 1948) o di mio fratello Antonio e soltanto quando non serviva loro che la usavano soprattutto per lavoro.

Quando frequentavo la scuola media ed alcuni ragazzi avevano una bicicletta, ho cercato di organizzare delle gite verso i borghi collinari. Ma una serie di resistenze e di improvvise defezioni amareggiavano e rendevano incomplete queste escursioni. Perciò ho deciso di andare da solo. Mi fermavo come e quanto volevo, visitavo i borghi secondo le mie curiosità senza sottostare ai capricci o al disinteresse degli altri “ciclisti” troppo abituati a sbuffare. Insomma, facevo su misura e senza limite di tempo questi “viaggi” e così ero assai contento e soddisfatto.

2 – LE MIE CICLO-SCOPERTE ESTATE 1963

All’età di tredici anni, da Riace a Catanzaro Lido, nell’estate del 1963, ho visitato le marine, le spiagge più suggestive e i borghi adagiati sulle montagnole in modo stupendamente panoramico sul mare! A volte mi addentravo per le campagne, come a Vallo di Borgia, dove abitavano i due fratelli Rotella, miei compagni alla scuola media di Catanzaro Lido. Così facendo ho visto tanto e tanto ho conosciuto ed ammirato, in un tempo in cui non esisteva ancora il termine “territorio” subentrato molto tempo dopo nella fraseologia specialmente politica.

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Grazie alla bicicletta, più adatta a quella mia età, e prima ancora della comparsa dei motorini (poi andati di moda), ho potuto conoscere ed amare le campagne ed i paesi dell’interzona badolatese e della fascia jonica più prossima alla mia vita quotidiana. Ero troppo curioso di mio, ovviamente, come lo sono tuttora; però devo dare il giusto merito a tre persone, in particolare, se tale pur notevole curiosità è cresciuta a dismisura e con vero gusto della scoperta ad oltranza. Le prime due persone sono i miei fratelli maggiori Vincenzo (1932) e Antonio (1935), mentre l’altra è stata Antonio Gesualdo (1936) oggi storico locale assai affermato. Costui, appena diplomato maestro elementare, portava me e altri ragazzi di Badolato in giro per le campagne del nostro comune e in quelli limitrofi di Isca e Santa Caterina. Sembravamo appartenere ai filosofi naturalistici e “peripatetici” seguaci di Aristotele. La stessa cosa faceva il maestro elementare Teodoro Cotilli che portava per le campagne a spiegare ai suoi alunni piante, animali, rocce, terreni, case rurali, coltivazioni e tutto ciò che la curiosità infantile percepiva, braccianti-contadini e agricoltori compresi.

3 – JOHN MOORE CICLO-TURISTA SCOZZESE

Molti anni dopo, nel 1981, quando lavoravo a Roma come giornalista-collaboratore di Francesco Arcà (ex caporedattore di Rai Radio Uno), un’altra persona mi ha fatto appassionare alla bicicletta come mezzo privilegiato per conoscere più da vicino non solo le bellezze della Calabria ma di numerosi Paesi nei 5 continenti: il giovane professore scozzese John Moore di Aberdeen. Costui allora ha lavorato prima come insegnante privato di inglese per i rampolli di famiglie facoltose romane e, dopo, come lettore all’Università di Venezia. Me lo ha presentato un’amica di Soverato che ha convissuto parecchi anni con lui.

Nel 1981 in Italia pochi parlavano di ciclo-turismo. John invece, che lo praticava fin da ragazzino, ne osannava le meraviglie ed i vantaggi salutari, ecologici e paesaggistici. Ma elencava anche i riscontri socio-economici e mi sollecitava a parlarne ai nostri amministratori calabresi. Ne ho parlato con qualche sindaco, ma da noi i tempi non erano maturi nemmeno per farsi ascoltare. In pratica John, nel periodo in cui è stato in Italia, si è fatto il giro di tutte le regioni, in particolare della Calabria di cui era veramente assai innamorato. Diceva a noi calabresi che vivevamo in un autentico Eden. Sarebbe stato bello rendersene conto in massa, come me ne ero reso conto pure io quando ho fatto il “mini ciclo-turista” a modo mio negli anni sessanta.

4 – CICLOVIE IN CALABRIA

Oggi, ad occhio nudo e per ciò che ne so, la nostra Calabria non dimostra adeguata attenzione verso i propri ciclisti del week-end, tanto meno verso i ciclo-turisti interni ed esteri, specialmente lungo le coste marine. Però pare che ci sia una specie di “ciclovia” o, ancora meglio, un semplice ciclo-itinerario raccomandato per attraversare i Parchi dall’Aspromonte al Pollino, passando per Serre e Sila ( https://www.bikeitalia.it/2021/04/21/i-parchi-della-calabria-in-bicicletta-ebook-gratuito/ ) … un itinerario che forse nessuna regione italiana può vantare con un così splendido, variegato, lussureggiante, continuo  ed ameno paesaggio naturalistico.

La Calabria è stata però inserita nel progetto di future strutture per ciclo-turisti con l’ipotizzata “Ciclovia della Magna Grecia” (mille km da Lagonegro PZ a Pachino SR). Però non passa dal basso Jonio (dalle nostre parti, cioè) perché dall’Istmo di Catanzaro va sulla costa tirrenica, come si può notare visionando l’allegata cartina delle buone intenzioni governative nel contesto delle ciclo-vie europee ( https://www.mit.gov.it/node/5383 ).

Personalmente, nei sei mesi di bella stagione che sono solito passare al mare di Vasto, mia moglie ed io usiamo, per le nostre camminate, la ciclovia adriatica che, a detta di molti, dovrebbe far parte dell’itinerario Berlino – Palermo. La vedranno (forse) i nostri lontani posteri.  Tuttavia, c’è già un buon tratto (sebbene ancora spezzettato) che utilizza la ex sede ferroviaria dismessa, gallerie comprese, lungo la costa dei trabocchi. E, ti assicuro Tito, è un incanto camminare o ciclo-pedalare a pochi metri dal mare in uno scenario complessivo a dir poco stupendo, da incanto paradisiaco. So per certo che le confinanti città di Vasto – San Salvo (in provincia di Chieti) vengono scelte da tantissimi turisti residenziali pure perché tale efficiente conurbazione presenta un numero impressionante di km di ciclovie che vengono usate pure dai podisti e dai camminatori a tutte le ore del giorno e della notte.

La medesima cosa potremmo produrre noi in Calabria, visto e considerato che abbiamo quasi 800 km di costa lungo i mari Tirreno e Jonio. Sicuramente, le nostre piste ciclabili potrebbero essere utilizzate da appassionati cicloturisti anche nei periodi del nostro mite inverno. Purtroppo non abbiamo ancora la giusta cultura del turismo fatto con la bicicletta, da soli o in gruppo. Ricordo che fino a qualche anno fa era un vero e proprio evento (pure perché assai raro) vedere transitare sulla nostra strada statale jonica 106 un cicloturista. Veniva trattato quasi da eroe nazionale, persino con interviste televisive e articoli sui giornali!

Spero che la nostra parte jonica (da Catanzaro Lido a Reggio – Capo Sud) venga presto dotata di affidabili ed amene piste ciclabili e che si investa su questo tipo di turismo lento. In particolare, a riguardo conto su Badolato che si sta promuovendo proprio come luogo da “vacanza lenta” assieme alla sua interzona ( https://genteinviaggio.it/vacanze-lente-relax-posto-giusto-calabria-si-chiama-badolato/ ). Voglio, infine, rendere omaggio ad una famiglia di cicloamatori badolatesi. Tutti i suoi componenti, quando ogni estate scendono dalla Lombardia a Badolato per le vacanze, portano le loro bicilette con cui girano alla scoperta di quella Calabria che ancora non conoscono. Così dovremmo fare tutti i calabresi o quasi tutti.

5 – DALLA PRIMA ITALIA A GEORGE CLOONEY

Caro Tito, come hanno riportato alcuni “social” ed organi di stampa,  venerdì scorso 7 maggio, in occasione del suo sessantesimo compleanno, George Clooney (il celebre e fascinoso attore USA che da molti anni trascorre parte delle sue vacanze annuali nella sua villa sul lago di Como) ha così “lisciato” l’Italia: << Ho imparato ad apprezzare la fortuna che ho. (…). La casa in Italia mi ha cambiato. Ci passo l’estate normalmente. Prima andavo sempre di corsa, poi ho imparato a rallentare. Ho osservato gli italiani dopo una giornata di lavoro … mettersi a tavola, un buon vino, chiacchiere, amici, è gente che si sa godere la vita, sa come celebrarla e da loro ho imparato anch’io. Vorrei che molti miei colleghi, spesso arrabbiati e insoddisfatti, imparassero ad apprezzare ogni cosa come ho imparato io, con la mia “italiani-therapy” >>.

Probabilmente Geoge Clooney non sa che questa “italian-therapy” della lentezza e dell’amicizia, della sana aggregazione e dalla solidarietà proviene dalla Prima Italia di re Italo, da 3500 anni fa, soprattutto con i “sissizi” (i pasti comuni) che poi si estesero in tutto il Mediterraneo. Ne sa qualcosa pure il noto cantautore Piero Pelù che da tanti anni passa parecchio tempo con gli amici in un ritmo di vita lenta che coinvolge la “dolce e bella vita” sissiziale. Questa è la più antica terapia italiana e la dieta mediterranea è nata proprio in quel tempo con i sissizi di re Italo nella Prima Italia la cui culla è il nostro Istmo tra il Golfo di Squillace (di cui appartiene Badolato) e il Golfo di Lamezia. Così, fa parte della “slow life” di questa “italian-therapy” pure la passeggiata lenta fatta in bicicletta per nutrirsi di amenità panoramiche e naturalistiche, di aria e acqua buona direttamente dalle fontanelle rupestri. Tornare alla Natura e ai ritmi lenti, gustando quell’aria leggera e quell’acqua gustosa e tersa che altrove la civiltà industriale e del consumismo ha irrimediabilmente inquinato e rubato! Pensiamoci gente, pensiamoci molto bene!

6 – LA SALUTE IN BICICLETTA

Caro Tito, sappiamo bene come e quanto possa essere utile alla nostra salute una passeggiata in bicicletta. Non soltanto alla nostra salute mentale e al nostro stile di vita, ma anche e soprattutto alla nostra salute corporea. Infatti, trascorrere almeno un’oretta in bicicletta, a contatto diretto con la natura (specialmente in mezzo ai boschi), ci permette di far respirare meglio i nostri polmoni, troppo abituali al chiuso delle case e dei luoghi di lavoro (specie d’inverno).

Ne beneficia così tutto il nostro corpo e la nostra mente! Ricordi ciò che esortavano gli antichi romani (che avevano imparato dalla Prima Italia: “Mens sana in corpore sano” (mente sana in un corpo sano).

E loro erano veri intenditori non soltanto perché frequentavano l’igiene e le piacevolezze delle terme, ma anche perché, anticipando tutti al mondo, hanno scelto i luoghi più ameni (generalmente su alture sia in montagne che al mare) per una visione estesa dell’anima e per l’aria sopraffina.

Proviamo ad elencare molto brevemente sei benefici minimi che procura l’andare in bicicletta. Dieci minuti migliorano la circolazione del sangue. Venti minuti rafforzano il sistema immunitario. Trenta contribuiscono a mantenere il cuore sano. Quaranta aumentano la capacità polmonare. Cinquanta alimentano il metabolismo. Sessanta tengono sotto controllo il peso, aumentano il benessere generale ed eliminano lo stress. In mancanza delle uscite all’aria aperta, bisognerebbe almeno fare il medesimo tempo in casa con la “cyclette” (è sempre meglio di niente).

7 – SALUTISSIMI

Caro Tito, nella loro festa annuale (ma, come per la festa delle donne è necessario che duri tutto l’anno), vorrei raccomandate alle mamme di esortare i propri figli (e quelli di familiari, parenti ed amici) di fare molto sport e, in particolare, di utilizzare la bicicletta amatoriale, poiché con essa si fa l’utile ed il dilettevole. E’ uno sport piacevole quando non è competitivo. Tutto è più piacevole quando non è competitivo.

Così, è giunto il momento di salutare te e i nostri lettori, guardando all’appuntamento della prossima lettera n. 329. Purtroppo, quest’anno il giro d’Italia centro-settentrionale ci ha tolto il piacere di vedere le belle contrade meridionali, specialmente con le inquadrature dagli elicotteri. Una mancata promozione anche sociale e turistica. Se le gare (come il giro d’Italia) sono a carattere nazionale non si dovrebbero escludere così tante regioni come quelle escluse in questa 104^ edizione! Così come, a mio modesto ma logico parere, un campionato di calcio a carattere nazionale dovrebbe includere una squadra per regione. Ci sono troppe esclusi nella nostra società attuale. Troppi soldi, speculazioni ed  affarismi. Alla prossima! Cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

Iter Love City, domenica 09 maggio 2021 ore 20.45 (le foto che non sono mie sono state prese dal web)

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