Gd di Casole BruzioProsegue la raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua. Due gazebo sono stati allestiti domenica sulle vie principali del piccolo centro di Casole Bruzio per raccogliere adesioni contro l’articolo 23 bis della legge n.133/2008 che prevede la privatizzazione del sistema idrico nazionale. A raccogliere le firme dei cittadini, i Giovani democratici del Pd nonché un folto numero di amici e simpatizzanti. Il referendum, fortemente voluto dai Gd dell’ameno borgo cosentino, propone anche l’abrogazione degli articoli che affidano la gestione del bene a società di capitali e che indirizzano le norme tariffarie in favore dei privati. Gli organizzatori hanno espresso la propria soddisfazione per l’esito della tornata referendaria, che ha suscitato molto interesse nella comunità locale. “Noi crediamo fermamente che l’acqua sia un bene di tutti e sia il bene che vada più di tutti tutelato, per cui a tal scopo decidiamo autonomamente da “cittadini liberi” di portare avanti le istanze atte a difendere un diritto umano universale come lo è l’acqua”. Togliere, dunque, l’acqua dal mercato e arrivare a una gestione pubblica e partecipativa del bene comune sono tra i principali punti che motivano la campagna referendaria. «L’acqua – hanno affermato gli organizzatori – è un bene vitale che appartiene a tutti e crediamo che nessuno ci possa far profitti. Per cui come cittadini onesti e liberi anche questa volta vogliamo difendere i sani capisaldi a favore ed in difesa del bene comune». La giornata di domenica è stata inoltre, anche un momento di “incontro” fra persone di svariate età, durante cui i Gd hanno distribuito ai convenuti, un volantino dal titolo: “2 Giugno 1946.. La Seconda Liberazione!”. In tale locandina è stato rievocato uno degli “avvenimenti storici” più importanti del dopo guerra, ossia l’opzione data al popolo italiano di poter scegliere autonomamente fra monarchia e repubblica. Nel manifestino ci si è voluti soffermare su tre punti cardini, suscitando l’apprezzamento della gente, ossia: in primis “il diritto di poter scegliere la propria forma di governo e di partecipazione al popolo italiano”; l’ammissione del diritto al voto per la “prima volta” alla popolazione femminile italiana; poi, il ruolo svolto dai giovani “nell’alfabetizzare” gli aventi diritto al voto e sensibilizzare la popolazione verso una scelta “repubblicana” delle istituzioni e non più monarchica. Oltre a questo simbolo “ricordo”, la giovanile di Casole Bruzio ha espresso la sua preoccupazione e il suo malcontento sulla cosiddetta “Legge Bavaglio” “con la quale il governo sta tentando di limitare fortemente le intercettazioni impedendo così l’azione della magistratura nel poter contrastare, con strumenti all’avanguardia, le cosche mafiose e le associazioni a delinquere”.

Elia Fiorenza

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