Guardavalle (Cz)

Guardavalle è un comune italiano di 4145 abitanti della provincia di Catanzaro, in Calabria. Piccolo paese della cosiddetta “Calabria d’Europa”, racchiude in sé una natura incontaminata, si affaccia su uno splendido mare e possiede una tradizione millenaria che si può ancora ritrovare negli usi e costumi della popolazione locale. Una vacanza a Guardavalle, infatti, non significa esclusivamente mare, sole e natura, ma anche un rapporto umano con la realtà locale, con i suoi sentimenti, con il suo patrimonio di folklore, arte, storia, civiltà e cultura. Un paese difficile da descrivere, tanto è vario ed imprevedibile nei suoi improvvisi cambiamenti di paesaggio e di colore. Infatti, nel breve spazio di pochi chilometri si passa da ampie spiagge di sabbia fine e dorata e da un mare pescoso e cristallino, a colline alberate di mandorli, uliveti e agrumeti, e alla tranquillità delle montagne popolate da boschi di querce e castagni. Oggi Guardavalle è una affascinante meta turistica grazie alle strutture ricettive esistenti, che non hanno alterato quell’equilibrio naturale che permette di ammirare uno splendido paradiso terrestre non ancora perduto.

Clima

Il clima di Guardavalle è dolcissimo, caratterizzato da una lunga estate e da un inverno corto. La temperatura media di 18,50°C è tra le più alte d’Europa. Il clima secco e ventilato giova nella cura delle malattie respiratorie.

Un po’ di storia

Guardavalle è una cittadina del versante jonico delle Serre. Si adagia in una valle circondata da colline, alle falde orientali del monte Pecoraro, delimitata dai fiumare Assi e Lunari ed attraversata nel centro dal Patella. Posta al confine Sud della Provincia di Catanzaro, conta oggi circa 4200 abitanti, superando di gran lunga Stilo alla cui contea apparteneva. Sorse intorno all’anno 1000 quando gli abitanti della Marina, per sfuggire alle incursioni Saracene, si trasferirono in una vallata dei monti Consolino. Guardavalle divenne comune autonomo nel 1799 in seguito all’ordinamento amministrativo del Generale Championnet.

Il paese fu attaccato per ben due volte dai Saraceni nel 1555 e nel 1569. In questo periodo, i guardavallesi, per difendere le loro case e le loro terre, costruirono nei punti più alti dodici torri di avvistamento, delle quali la torre dei Crocco e la torre dei Giordano sono state mozzate e radicalmente modificate in abitazioni. La torre Toscano fu scriteriatamente demolita nel 1948. Intatta resta oggi la torre di sopraguardia fatta costruire nel 1486 da Carlo V a Vinciarello. Il piano terra della torre era adibito a scuderia, mentre il piano superiore serviva come alloggio per i soldati. Successivamente, nel XVIII secolo, le scuderie vennero trasformate in magazzini oleari, le cui giare si possono ancora oggi ammirare nel giardino antistante la torre.

Delle restanti torri si è persa anche la memoria. La cittadina fu resa illustre dal Cardinale Guglielmo Sirleto, il quale occupa un posto preminente nella storia della chiesa del tempestoso XVI secolo. Egli fu nominato vescovo di S. Marco Argentano nel 1566, ma ben presto fu richiamato a Roma dove partecipò alla preparazione del “Catechismo Romano”, alla riforma del “Breviario” e del “Messale”. Alla morte di Pio IV, rifiutò l’investitura a pontefice preferendo lo studio della Bibbia, della filosofia e delle scienze, e presiedette inoltre alla riforma del calendario giuliano. Quest’illustre personaggio guardavallese, costretto a vivere lontano dalla sua gente, nutrì sempre grande affetto per il suo paese natio, al quale procurò vantaggi economici e politici. In quei tempi, i cittadini erano obbligati a dare alloggio alle truppe militari di stanza. Per le misere economie locali e per la moralità paesana, l’arrivo dei soldati era una calamità pubblica.

Grazie all’intervento del Cardinale Sirleto, i guardavallesi furono esentati da tale obbligo. Di portata maggiore fu il suo intervento presso il re di Napoli, dal quale ottenne che Guardavalle fosse esentata dal pagamento delle tasse per dieci anni, in quanto era stata saccheggiata dai turchi.

Le cose più interessanti da vedere

Nella parte più alta del paese sorge Palazzo Sirleto, costruito tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo dal nipote del Cardinale Sirleto, Fabrizio. Dei quattro lati che dovevano costituire il palazzo, ne è stato costruito solo uno, in puro stile rinascimentale. Doveva essere un grande complesso architettonico, forse un seminario, che avrebbe attirato l’interesse del mondo culturale.

Nei pressi del Palazzo Sirleto campeggiano i maestosi ruderi della Basilica di San Carlo. Ad iniziare questa costruzione fu il Vescovo Fabrizio Sirleto, per rendere omaggio alla memoria di San Carlo Borromeo, il più grande stimatore di suo zio, il Cardinale Guglielmo Sirleto. Anche se sommersa da successive costruzioni, mostra ancora tutta la sua imponenza. Il grandioso arco in granito della facciata ha un’altezza di circa 15 metri. Altro interessante palazzo è quello della famiglia Spedalieri in piazza Immacolata, la cui facciata è dotata di elementi decorativi baroccheggianti, mentre la costruzione interna del palazzo risale ad epoche antecedenti. All’interno del palazzo vi è la copia in piccolo della cappella gentilizia della chiesa di Sant’Agazio.

Di epoca più recente è il palazzo Falletti, costruito nella metà del XIX secolo. Il portale scolpito da artigiani Serresi, è costituito da due colonne monolitiche; il cornicione è in puro granito, come anche il piano dei balconi. Al giardino pensile si accede attraverso un bellissimo cancello in ferro battuto. Da vedere sono anche tanti portali, mensoloni ed elementi architettonici di pregevole fattura in granito, opera di artigiani locali dei secoli XVII, XVIII e XIX, sparsi in varie zone del centro abitato.

La chiesa di Sant’Agazio

La chiesa arcipretale di Sant’Agazio, sorta in epoca barocca, ha una bella facciata di stampo neoclassico. Il portale centrale è del XVIII secolo in puro granito, come quello laterale. L’interno della chiesa, sempre in stile barocco, è formato da una sola navata e da un altare in marmi policromi. Il soffitto è decorato con affreschi dell’800 raffiguranti diverse scene: Gesù che scaccia i mercanti dal tempio, la vita e il martirio di Sant’Agazio, Gesù con la samaritana. La chiesa ha tre cappelle; in quella di destra, terminante con cupola cieca, si trovano la statua lignea ed il reliquiario di Sant’Agazio. Nella parete di sinistra si apre la cappella dei Vescovo Pietro Spedalieri, riprodotta in piccolo nel palazzo Spedalieri. Sopra l’altare si trova la “Madonna dei Rosario”, pregevole pala d’altare di Tommaso Martini del 1713.

Il monastero di Santa Maria

Era un monastero di monaci basiliani che si insediarono verso il 1300 in Calabria e nel resto dell’Italia Meridionale, dopo essere sfuggiti alle persecuzioni dell’imperatore di Bisanzio. L’attività più importante che svolgevano i monaci era la trascrizione di libri religiosi, molti dei quali si trovano nella Biblioteca Vaticana. Annessa al Monastero, di cui oggi non rimangono che ruderi, c’è una chiesetta consacrata alla Madonna dell’Assunta, all’interno della quale si trova un crocifisso in legno di dimensioni ragguardevoli, opera, si dice, dei maestri serresi del XV secolo.

Recentemente, dopo essere stata ristrutturata, la chiesa è stata restituita al culto, ed il 15 agosto di ogni anno, in occasione dell’Assunzione, i guardavallesi portano la statua della Madonna in processione per le vie del paese, partendo dalla chiesa sita in contrada Marasà. Caratteristica della processione è la “nave”, che consiste in una forma geometrica realizzata da più fedeli che recitano anche litanie dialettali.

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