25 novembre, Vallefiorita grida: «Giulia è stata l’ultima, fermiamo l’abominio». “Fiaccolata rumorosa” partita dalla parrocchia e culminata davanti alla panchina rossa.

Emozioni nuove, sensazioni coinvolgenti, commozione palpabile, voglia di esserci e di esserci con il cuore. Vallefiorita dice “No” alla Violenza contro le Donne.

Un “basta” tutto racchiuso nella “Fiaccolata Rumorosa” che si dipana dal piazzale antistante la parrocchia di San Sergio e Soci e raggiunge la “panchina rossa” collocata davanti al municipio.

Donne, uomini, famiglie, soprattutto tanti giovani formano il corteo assieme all’Amministrazione Comunale, alla Parrocchia, alla Pro Loco, alla cooperativa  “Liberamente” e all’Avis.  

Società civile e istituzioni assieme a fare da megafono contro “un sopruso” non più tollerabile da nessuno.

Vallefiorita, ancora una volta sensibile verso il fenomeno Violenza contro le Donne, lo grida forte, anche con i tanti striscioni che  coreografano la marcia.

«Giulia è stata l’ultima, fermiamo l’abominio» il messaggio racchiuso nelle candele illuminanti, nei tamburi rumoreggianti e nella rosa rossa poggiata sulla panchina.

È vero, Giulia è stata l’ultima. Ma prima di lei è toccato ad altre 106 donne. I loro nomi, scanditi ad alta voce, riecheggiano nel silenzio della riflessione.

Nomi che partono dal cuore di chi c’è e raggiungono il cuore di tutti. Nomi pronunciati con il pathos di chi sa che sta facendo la storia della propria comunità per un segnale che porta il sigillo della CIVILTÀ  e vola alto nel cielo del progresso e del vivere civile per un futuro colorato un po’ più di ROSA.

«Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima», Vallefiorita lo grida forte.

A nome e per conto del sindaco Salvatore MEGNA e dell’Amministrazione Comunale di VALLEFIORITA (Cz). Presidente del consiglio comunale di VALLEFIORITA (Cz)