rosa daniela grembialeGuardavalle Web riceve e pubblica – I ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo di Catanzaro si sono riuniti in un’assemblea convocata dal sindacato CIPUR – Confsal, il più rappresentativo dei docenti universitari, per discutere del DL 31 maggio n. 78 (Manovra finanziaria) e del DDL 1905 (Legge Gelmini). Dall’assemblea è emersa la volontà di inoltrare agli organi accademici un documento nel quale si dà voce al disagio per la continua mortificazione del proprio lavoro e della propria dignità causata da leggi e proposte che colpiscono l’istituzione universitaria nel suo complesso, senza tenere in alcun modo conto del merito, né dell’importantissima funzione sociale svolta dai ricercatori. “Da oltre 30 anni” – ha detto nel corso dell’incontro la professoressa Rosa Daniela Grembiale, componente nazionale della giunta del CIPUR-Confsal e delegato nazionale per i rapporti con le sedi – “i ricercatori universitari attendono la definizione del proprio stato giuridico e, pur svolgendo di fatto la stessa attività dei professori universitari, il loro lavoro non viene assolutamente riconosciuto a livello ministeriale. Questo nuovo disegno di legge – pur essendo per molti versi condivisibile – vede l’istituzione di un nuovo ruolo: “il Ricercatore a tempo determinato” il quale dopo sei anni, acquisito il giudizio di idoneità nazionale, viene automaticamente inserito nel ruolo dei professori di II fascia, mentre i ricercatori a tempo indeterminato si trovano posizionati su un binario morto. Solo per loro, infatti, dopo aver ottenuto il giudizio di idoneità nazionale, vi è la necessità di un nuovo concorso per accedere al ruolo di docente”. E’ una “chiara discriminazione che ha indotto i ricercatori dei diversi Atenei ad iniziare manifestazioni di protesta, spesso condivise dai Consigli di Facoltà e dai Senati accademici ” Per i ricercatori della Magna Graesia “il DDL Gelmini è frutto non di una azione atta a migliorare il sistema universitario ma a distruggerlo a favore delle università più grandi e di quelle private e “l’artefice di tutto questo è il ministro Tremonti” che con la nuova Finanziaria sottopone anche gli atenei “virtuosi”, come la Magna Graecia, a tagli indiscriminati che “di fatto impediscono le normali attività didattica”. “Con il DL 31 maggio 2010, – aggiunge Rosa Daniela Grembiale – oltre a bloccare gli stipendi del personale docente per tre anni senza alcuna possibilità di recupero, come previsto per i magistrati – e stiamo parlando di uno stipendio di 1.300.00 euro per un giovane ricercatore – si decurta quello già ottenuto con gli aumenti ISTAT previsti per il biennio 2008-2010, aumenti di poche decine di euro. Inoltre, reintroducendo il turnover, un Ateneo non può assumere più del 50 % del personale che ha cessato l’attività. Ad una università giovane come la Magna Graecia verrà bloccata per tre anni la progressione di carriera di molti, e stiamo parlando di gente che ha una età media prossima ai 50anni”. I ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia hanno quindi sottoscritto e inoltrato agli organi accademici un documento nel quale, in maniera provocatoria, dichiarano la non disponibilità a ricoprire incarichi didattici per il prossimo anno accademico che non rientrino in quelli previsti dagli obblighi attuali di legge per la figura del Ricercatore; ma anche la non disponibilità ad essere inseriti nei requisiti minimi necessari all’attivazione dei Corsi di Laurea. “La nostra forma di protesta – conclude Rosa Daniela Grembiale – è pienamente condivisa dagli organi accademici ai quali vogliamo fornire uno strumento in più per tutelare l’Università “Magna Graecia”, già vittima di tagli assurdi negli anni scorsi. Un Paese che non investe nella ricerca è destinato certamente a morire. Dobbiamo, purtroppo constatare che l’Italia è l’unico Paese che, nella situazione di crisi globale nota a tutti, vuole apportare drastiche riduzioni ai finanziamenti destinati alla cultura e alla ricerca scientifica”.

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