traffico Con l’avvicinarsi delle festività di fine anno il traffico a Messina impazzisce come la maionese. Ormai, andata e ritorno da una qualsiasi zona residenziale sino al centro cittadino richiede oltre un’ora di guida fortemente stressante e non parliamo poi del parcheggio : sinora sono due le multe inflitte alla famiglia del vostro reporter, di cui una, fortunatamente, alla consorte per sosta oltre il tempo consentito dal gratta-e-sosta (così le critiche domestiche sull’argomento sono rimaste contenute in limiti ridotti). Perché non usate il mezzo pubblico, dirà qualcuno ? Perché i bus sono ormai merce rara e perché il tram, purtroppo, non è a tiro di casa. E, comunque, una delle multe è relativa a parcheggio irregolare non nell’affollato centro dei negozi, ma proprio sotto casa, zona residenziale priva di parcheggi in numero adeguato. Quanto sopra è un fenomeno abbastanza diffuso nel nostro Paese : ormai il suono del mandolino come elemento caratterizzante dell’italico suolo è stato del tutto soppiantato dal frastuono degli autoveicoli, nel suo ritmico insorgere al mattino e cessare a notte avanzata. Nella nostra città, invero, si ha la possibilità di meglio studiare il fenomeno in quanto, per una indimostrata ma sempre verificata legge di natura, tutte le italiche storture in riva allo stretto si amplificano in maniera esponenziale. Il problema consiste nel mancato rispetto di due strumenti urbanistici : il P.U.T., acronimo di Piano Urbano del Traffico, ed il P.U.P., acronimo di Programma Urbano dei Parcheggi. Il Piano Urbano del Traffico serve, ovviamente, a regolare l’utilizzo della rete viaria automobilistica e può sia ottimizzare l’utilizzo delle strade esistenti sia prevedere il loro ampliamento sia programmare la realizzazione di nuove arterie. I punti di partenza sono il Piano Regolatore Generale del comune, che disciplina l’utilizzo edificatorio dei suoli, e il piano dei flussi di traffico esterno di attraversamento ( nel caso di Messina quest’ultimo aspetto non è certo di secondaria importanza). Il risultato finale ottimale è ottenere quelli che vengono chiamati in linguaggio tecnico “livelli di servizio” del traffico accettabili per l’utenza. Ma vi dico subito che, alla prova dei fatti, i livelli di servizio delle principali arterie cittadine, nelle ore di punta, sono ben lontani dall’essere accettabili ; e non solo in prossimità delle festività di fine anno. Insomma, non abbiamo strade in quantità sufficiente per il traffico automobilistico, che devono accogliere tutti i giorni dell’anno. Passando al Programma Urbano dei Parcheggi, la normativa prevede : – Obbligo di prevedere parcheggi privati per le nuove costruzioni in proporzione alla loro grandezza volumetrica ; – Obbligo di prevedere parcheggi pubblici pari ad almeno mq 2,5 per abitante. In soldoni, tenendo conto che una autovettura parcheggia in circa 10 metri quadrati, per una famiglia di quattro persone che vive in una abitazione di 80 metri quadrati, sono circa due gli stalli interni richiesti ed uno quello esterno. E qui, come per le strade, le dolenti note : non solo si è consentito l’edificazione del nuovo senza parcheggi privati in quantità adeguata (es. nel caso delle innumerevoli sopraelevazioni consentite nel centro urbano) ma la previsione di parcheggi pubblici secondo legge è sovente un pio desiderio. E si vedono sorgere sempre nuovi edifici in zone dove il rispetto di questo standard di legge è assolutamente una utopia. Il sospetto è che le lobby dei proprietari di suoli edificabili e degli operatori economici del settore delle costruzioni sappiano bene come raggiungere i propri obiettivi ; e che non esista alcuna lobby dei cittadini a difesa di quel bene collettivo che è il territorio della nostra comunità. Al momento non è nemmeno pensabile neanche una inversione di tendenza, che dovrebbe portare all’individuazione di zone urbane prive di strade e di parcheggi, in cui consentire l’attività edilizia solamente previa realizzazione da parte dei privati della quota di viabilità e di parcheggi attribuibile all’edificazione richiesta. In definitiva in famiglia siamo ormai rassegnati alle multe ed alle interminabili code nel traffico cittadino.

tempostretto.it – Bernardo Aiello

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