tarantella powerHa tanti volti Tarantella Power. Intanto quello dello splendido borgo di Badolato che ne assolve la funzione di perfetto palcoscenico. Oppure quella dei Marasà che per due giorni hanno suonato nella piazzetta davanti al municipio le loro storie appassionate che parlano di una Calabria remota e mai dimenticata. O ancora quello di Piero Pelù, che si sta riposando nel luogo che ha scelto da anni come suo ”buen retiro’: adesso si sta ritemprando dopo le fatiche della prima tranche del tour con i Litfiba. Ogni sera fa capolino presso il bar preferito all’angolo di Piazza Fosso per godere della musica che invade ogni angolo di strada, in mezzo ai suoi amici, come se fosse un turista qualsiasi:’ Amo questa gente e questa atmosfera- dice sorridendo- Badolato è anche casa mia.’ Poi c’è quello di ”Sua maestà’ Ginevra Di Marco. Arrivata qui a Tarantella Power per il suo penultimo atto con il suo carnet di canzoni che arrivano da tutto il mondo. Difficile descriverla senza sbilanciarsi a suo favore. Se i dieci anni con i C.S.I, (poi P.G.R.) ce l’avevano fatta conoscere, e i suoi precedenti lavori da solista ne avevano dimostrata la valenza individuale, è proprio in questo periodo che Donna Ginevra sta finalmente raccogliendo tutti i consensi che la sua infinita classe merita. Un live avvincente costituito su di un repertorio più o meno tradizionale (ma sicuramente popolare), che in una magnifica notte stellata di fine estate guarda al mare di fronte per depositarsi sulla riva di Grecia e Sicilia, risalendo poi verso Napoli e ovviamente la Toscana per spingersi ai Balcani, per poi tornare indietro alle inquietudini di Luigi Tenco e dei tramonti di terra di Domenico Modugno e Violeta Parra. Una festosa raccolta di battiti cardiaci in mille lingue e dialetti per illuminare ancora la scena di Tarantella Power, per la passione amorosa e il ritmo vitale profusi con vitalità e sapienza; un raccolto contadino e marinaio spogliato nelle musiche, con la voce pura e intensa, i caratteri dell’interpretazione ad avere la parte da protagonista sul palco. Quella che spetta a Donna Ginevra. Belli e vividi gli arrangiamenti di Francesco Magnelli, a dimostrazione di quanto i concerti siano sempre la ribalta che non mente mai sulle qualità vere di un musicista, e di quanto non serva fare mille acrobazie se le doti sono così evidenti. L’ultimo flash è per i volti accesi d’entusiasmo delle migliaia di persone che ogni sera affollano i luoghi di Tarantella Power alla ricerca di un emozione velata di poesia come per ”Gracias a la vida’, con il quale la Di Marco si è congedata ben oltre la mezzanotte, oppure travolgente, come sarà fra poche ore per l’apoteosi finale della Kocani Orkestar. Lla leggendaria Kocani Orkestar è espressione di una ricchissima tradizione in quelle zone di confine dei Balcani tra la Macedonia e l’Oriente. Una fanfara che eredita caratteri ed umori di tutta una lunga storia, fatta di invasioni e domini vari in una Terra, la Macedonia, che ha assimilato culture diverse ed elaborato un suo stile di vita e concezione artistica. La fanfara, la Kocani Orkestar, è un’istituzione ai limiti del sacro: tramandata di padre in figlio per generazioni. Ora che ne ha assunto la guida il trombettista Naat Veliov, la Orkestar ha ampliato ulteriormente il suo repertorio proponendo un’interpretazione originale di brani tradizionali, caratterizzati da arrangiamenti che introducono elementi di modernità, ma anche composizioni proprie che fanno del ritmo e dei virtuosismi di tutto il collettivo le caratteristiche piu’ evidenti. Strabilianti le cover ”tzigane’ di brani in apparenza lontanissimi da questo mondo come per esempio avviene per Bob Dylan e Cheb Khaled. Una girandola di timbri, accenti, colori, che esalta il ricco mosaico di ritmi e melodie meticcie nate da queste parti dalla combinazione di Oriente ed Occidente, melange con forti accenti jazzati. Questo genere musicale è stato portato alla ribalta internazionale dal film ”Underground’ del regista di Sarajevo Emir Kusturica, la cui colonna sonora, scritta e arrangiata da Goran Bregovic, è quasi interamente dedicata al repertorio delle brass band balcaniche. La Kocani ha conosciuto grande popolarità proprio sulla scia di questi eventi filmografici, giustificando poi la grande fama acquisita a livello internazionale con incredibili prestazioni in memorabili concerti. In Italia hanno contribuito non poco ad accrescere il loro mito le collaborazioni con Paolo Rossi e Vinicio Capossela che per loro stravedono. Dopo un periodo oscuro dovuto a vicende discografiche, la fanfara è ritornata on stage acquisendo la denominazione di ”King’ Nat Veliov & The Original Kocani Orkestar, per distinguersi dalle volgari imitazioni che hanno usufruito della loro precedente popolarità. Ed ancora oggi ogni loro concerto si trasforma in una celebrazione cui tutti sono invitati. Dalle ore 22 fino ad orario non meglio precisato in Piazza Fosso, per poi cedere il testimone ai suonatori tradizionali calabresi: sarà la conclusiva festa a ballo che probabilmente tirerà avanti sino a giorno fatto.

Fonte: catanzaroinforma.it

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