disturbi-alimentariÈ stata costituita ufficialmente l’associazione “Fenice Calabria”, che si occupa di approfondire e supportare le persone affette da disturbi del comportamento alimentare. L’esigenza nasce dai numerosi casi di bulimia, anoressia e altre patologie legate all’alimentazione che sono presenti sul territorio del basso Jonio soveratese. Non ultima la recente vicenda che ha visto coinvolta una ragazza di quattordici anni di Soverato, costretta a migrare in una struttura del nord Italia per ricevere le cure del caso, constatata la carenza del territorio in questo delicatissimo settore. Il vicepresidente Gianni Nisticò, che da anni sta conducendo una vera e propria battaglia per promuovere iniziative volte alla risoluzione delle complesse problematiche legate alle patologie dei disturbi alimentari, ha svelato a Gazzetta del Sud, le finalità dell’associazione e tutto ciò che intende perseguire per costruire un centro sanitario d’eccellenza proprio nel nostro territorio. «Riteniamo fondamentale – afferma Nisticò – che nella società attuale sia necessario informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, gli enti locali, le scuole, le Asl di appartenenza, le associazioni e singoli cittadini sulle problematiche dei disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia nervosa, obesità, disturbi da alimentazione incontrollata) per una corretta e trasparente azione preventiva e riabilitativa. In sostanza, si tratta di consolidare la pratica del mutuo aiuto per dare e ricevere un sostegno reciproco a coloro che sono familiari di pazienti con disturbo del comportamento alimentare. Promuovere seminari informativi e formativi coinvolgendo le scuole e le parrocchie, partecipare a convegni, giornate formative, seminari che trattano la prevenzione, la riabilitazione e la cura dei disturbi. Sensibilizzare e proporre alle istituzioni statali, regionali, provinciali, comunali e alle Asp la nascita di ambulatori specialistici per il trattamento dei disturbi alimentari». Su quest’ ultimo punto, Nisticò, per la verità, già da qualche anno ha iniziato di sua spontanea volontà e con la speranza che prima o poi la Regione Calabria, lo affiancasse, la costruzione di una mega struttura di circa cinquemila metri quadri, a Montepaone Lido, da destinare a centro sanitario d’eccellenza per le malattie alimentari. «Purtroppo da soli – esclama Nisticò – non si va da nessuna parte! Confidavo nell’aiuto della Regione, che inizialmente aveva sposato il progetto e compreso l’importanza che rivestiva non solo per il basso Jonio ma per tutto il sud Italia, non essendoci altri centri che si occupano di queste patologie. In attesa che qualcuno si svegli, abbiamo deciso di erogare il servizio nei locali del consultorio familiare di Soverato, dove la dottoressa Maria Luigia Barbieri, con la sua equipe, garantisce aiuto e supporto per le persone affette da anoressia, bulimia e disturbi in generale. Ogni giorno che passa, sono sempre maggiori le richieste d’intervento in questo ambito. Dobbiamo però riscontrare e prendere atto delle enormi difficoltà incontrate dalla dottoressa Barbieri. Difficoltà dovute alle condizioni precarie dei locali del consultorio di piazza Casalinuovo. Ambienti piccoli e angusti, mancanza di privacy per i pazienti e quant’altro. In questo senso, chi di dovere, nell’attesa che il centro d’eccellenza sia terminato, deve impegnarsi a trovare locali consoni a trattare questo tipo di patologie».

Gazzetta del Sud – Cesare Barone

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