giampilieri chiesa I tesori risalente al XV, XVI eXVII secolo strappati all’acqua e al fango sono stati finora custoditi nei locali del Seminario Arcivescovile A meno di un mese di distanza dal primo anniversario della tragedia che ha stravolto i villaggi sud di Messina, tante rimangono le questioni in sospeso, soprattutto sul fronte della messa in sicurezza. Si cerca però anche di restituire ad una comunità colpita in pieno “cuore”, una quotidianità ormai forse dimenticata. Segnale importante in questo senso la restituzione alla popolazione di Giampilieri delle opere d’arte salvate dall’acqua e dal fango, finora conservate al Seminario Arcivescovile, e questa mattina risistemate nella chiesa madre di San Nicola. Un “traguardo” raggiunto a seguito delle intese strette tra il sindaco Buzzanca, la Curia e la Soprintendenza.“L’odierno adempimento – ha commentato il soggetto attuatore – si inserisce nel percorso che sta portando alla normalità; è un ulteriore messaggio di fiducia e di speranza, che si trasmette alle comunità così duramente colpite”. Del patrimonio 0 artistico messo in salvo in quei giorni dalla chiesa di S. Nicola ed oggi ricollocato, vi è un consistente patrimonio pittorico risalente a XV, XVI e XVII secolo. Tra queste una tavola della scuola antonelliana della seconda metà del 1400 e una “Pietà” del pittore messinese Antonino Barbalonga, allievo del Domenichino, datata 1634, secondo lo storiografo messinese Giuseppe Grosso Cacopardo. Il quadro, conosciuto come l’Addolorata, si lega ad un episodio tramandato che sarebbe avvenuto a Giampilieri nel 1674, al tempo della rivolta di Messina contro la Spagna. Secondo alcune ricostruzioni soldati spagnoli entrarono in chiesa per trafugare il dipinto, e non riuscendovi, uno di loro sfregiò con l’alabarda la testa di un angioletto, tagliando la tela asportata più facilmente. Dalla lacerazione fuoriuscì sangue che coprì tutto il dipinto fino a lambire i gradini dell’altare e – come confermato da un atto del 21 ottobre 1675 conservato nell’archivio parrocchiale – l’atto sacrilego fu sventato. Rientrati anche a Giampilieri testimonianze di arte serica (tessuti, ricami) del XV secolo e opere ligne del XVI e XVII secolo.

Tempostretto.it – Foto Dino Sturiale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


cinque × = 35