aou g. martinoSono ancora troppi i ricoveri inappropriati in provincia di Messina. È una delle fotografie scattate ieri durante un incontro per addetti ai lavori, organizzato al policlinico “G. Martino”, a cui ha partecipato il dott. Sergio Buffa, dirigente del dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato alla salute.

 Un appuntamento con i professionisti, voluto dalle aziende sanitarie del territorio, per porre la lente di ingrandimento sul decreto assessoriale n. 954 del 17/05/2013 che dall’ 1 giugno ha ampliato il numero di day service erogabili, estendolo a quasi tutti i DRG.

 Il dott. Buffa ha fornito ai sanitari alcune istruzioni operative per fare in modo che quanto previsto dalla nuova normativa possa trovare piena applicazione all’interno delle strutture ospedaliere, rispettando i termini di quella che in gergo viene definita “appropriatezza” e che di fatto equivale alla scelta di trattamento migliore sulla base della patologia.

 Ed è proprio sul termine “appropriatezza” che si gioca tutta la partita di un decreto che valorizza il ruolo del day service ambulatoriale, modello organizzativo già consolidato ed operativo dal 2009. Quest’ultimo, infatti, è lo strumento da utilizzare in caso di pazienti stabili per i quali non sia richiesta sorveglianza ed osservazione prolungata e che, di fatto, può rappresentare un’utile alternativa ai ricoveri ospedalieri.

 Il numero di ricoveri – secondo quanto previsto dal legislatore – deve essere pari a 160 ogni mille abitanti. Nel 2012 la Sicilia ha registrato un tasso di ospedalizzazione grezzo pari a 168; in provincia di Messina il dato si attesta ancora a 191,4.

 Da qui l’esigenza di individuare nuovi percorsi per associare il così detto “setting organizzativo” – cioè la modalità di erogazione più idonea – alla prestazione di riferimento.

 Se è vero che in epoca di spending review, l’uso appropriato dei servizi sanitari costituisce di certo una possibilità per recuperare risorse; è, tuttavia, altrettanto vero che l’opportunità di abbattere i ricoveri non nasce solo da ragioni di natura economica. La motivazione più importante risiede infatti nel valore che l’appropriatezza ha come espressione di qualità per assicurare al paziente un trattamento più efficiente, ma soprattutto più efficace.

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