FOTO_GIOVANNI_num__4Caro Tito, con l’inizio del nuovo anno 2014, come buon augurio per la Calabria, la Sicilia ed il resto d’Italia (e, ovviamente, dell’universo-mondo) voglio presentarti l’avvocato Giovanni Balletta, un personaggio calabro-siculo che tanto ama entrambe le regioni, con particolare attenzione per quella calabrese, pure dal momento che vive a Catanzaro dove è nato il 28 marzo 1950 da padre siciliano e da madre di Sellia. Si è laureato in Giurisprudenza a Palermo dove ancora vive il simpaticissimo padre ultranovantenne (che in questo periodo è alle prese con lo studio della lingua araba).

Ho conosciuto questo mio coetaneo nel febbraio 2001 immediatamente dopo la pubblicazione a stampa del suo importante libro

foto_libro_la_Calabria. Balletta

“La Calabria nel suo periodo eccelso” (Calabria Letteraria Editrice – Rubbettino – Soveria Mannelli), su segnalazione del mio compaesano badolatese Giuseppe Rafele. A quel tempo, Giovanni aveva una zia materna vivente proprio in Agnone del Molise dove abito ed è proprio qui che ci siamo incontrati. Tale libro, tra tanto altro, ha risposto ad alcuni interrogativi che mi si erano accumulati fin dalle prime frequentazioni di queste lussureggianti montagne dell’Alto Molise e del vicino Abruzzo, dove emergono notevoli resti archeologici d’ispirazione italica e magno-greca (come ad esempio il teatro, il templi e la città-capitale dei Sanniti, Pietrabbondante, a 20 km da Agnone) e dove volti di persone, atteggiamenti individuali e sociali, evocazioni culturali e toponomastica mi davano l’impressione di stare ancora in Calabria.

teatro sannitico NEL FRANCOBOLLONel suo libro, Giovanni Balletta sostiene che Annibale (di stanza a Crotone) per sei anni era riuscito a contrastare i Romani sullo Ionio, impedendo loro, con l’aiuto dei Bruzi, di poter transitare dalla odierna Lamezia Terme alle rive dell’attuale Catanzaro Lido (pur trattandosi di soli 30 km di strada). Purtroppo Annibale dovette lasciare improvvisamente nel 203 a. C. la città di Crotone e i Bruzi al loro destino per andare a difendere Cartagine che nel frattempo era stata assediata da Scipione l’Africano, il quale con metà legioni aveva attraversato il Canale di Sicilia. Così, le restanti legioni romane, attestate a Locri, poterono fare “terra bruciata” del Bruzio. Ad esempio, la piccola pianura jonica tra Soverato e Montauro è tuttora chiamata “la sanguinaria” proprio per la tremenda strage di Bruzi da parte dei Romani, i quali, vincitori, hanno poi deportato ciò che rimaneva del coraggioso popolo bruzio sulle montagne molisane-abruzzesi che in precedenza erano già state accuratamente “bonificate” e desertificate dopo la definitiva sconfitta dei Sanniti. Su tali montagne i deportati bruzi (che nella loro patria avevano acquisito vasta esperienza nei boschi della Sila e dintorni) furono adibiti, tra tanto altro, al taglio di pini e di abeti per realizzare la flotta adriatica romana. Secondo la tesi di Balletta, almeno 300.000 bruzi furono deportati. Ciò comportò la confisca dei boschi calabresi acquisiti al “demanio romano” e, in seguito, al demanio statale che, in 2.200 anni ha privato la nostra popolazione della sua principale risorsa. Infatti il territorio boschivo della Calabria era esteso allora più di adesso e spesso fino al mare e, comunque, non è mai stato inferiore al 50% dell’intero territorio regionale.

boschi del lago ampollino silaTale tesi ha interessato assai da vicino storici e intellettuali molisani e abruzzesi, che hanno potuto ascoltare attentamente Giovanni Balletta in affollate conferenze tenute ad Isernia, Agnone, Schiavi di Abruzzo. In particolare, nel pomeriggio del 21 aprile 2001, l’incontro di Isernia (dove erano presenti i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali al “Grottino” un ampio ristorante tenuto da Raffaele Froio un nostro simpatico corregionale di Stalettì) è coinciso con l’inaugurazione dell’associazione culturale “Amici della Calabria” (in Molise) promossa da me e presieduta dall’avv. Francesco La Cava di Sambiase (CZ) e dal dott. Domenico Barbaro di Platì (RC). Il nome del comune di “Schiavi di Abruzzo” potrebbe forse indicare che tale paese fosse il centro degli “schiavi” provenienti dal “Bruzio” e probabilmente l’intero territorio regionale si chiama “Abruzzo” proprio per quella massa di schiavi che, provenendo dal Buzio (a Bruttio venio – vengo dal Bruzio), ha costruito città, templi e teatri di tipo italico e magno-greco ad un’inusitata altitudine media di mille metri (oltre, ovviamente, alla strategica e potente flotta romana dell’Adriatico).

boschi e lagop arvo silaIl libro “La Calabria nel suo periodo eccelso” (che molto generosamente l’avv. Balletta permette di leggere e scaricare da questa lettera, assieme ad un altro suo importante documento economico-promozionale che descriverò fra poco e che in parte è proprio legato alle problematiche del “demanio statale”) è uno di quegli indispensabili strumenti culturali che contribuiscono a promuovere la nostra consapevolezza storica e, quindi, a ravvivare l’orgoglio delle nostre origini antiche e gloriose … quell’orgoglio che un altro autore di nostra conoscenza, Salvatore Mongiardo, spinge ancora più in là con elementi poco conosciuti ma di una tale suggestione e importanza da farci ipotizzare che la Calabria possa e debba vivere un nuovo rinascimento.

logo parco regionale delle serreIl che rappresenta un buon augurio per questo nuovo anno e per gli anni futuri. Tra l’altro, Balletta descrive i forti legami tra l’antica e notevole civiltà dell’isola di Creta e la Calabria di quasi quattro mila anni fa (il nostro mitico re Italo, che ha dato nome all’Italia e fondato i “Sissizi”, pare sia stato nipote di Minosse, il famoso re di Creta), dimostrando come la toponomastica di numerosi paesi della Calabria corrisponde ad altrettanti paesi cretesi. La prima e migliore civiltà calabrese è derivata dalla civiltà minoica-cretese o era ancora più antica?… Il libro di Balletta ci dà preziose indicazioni e risposte e, pure per questo, è certamente un libro da leggere, meditare e diffondere al massimo possibile!

logo parco nazionale silaDal gennaio 2004, Giovanni Balletta è presidente dell’associazione culturale “Calabria Prima Italia” da me fondata a Badolato Marina circa venti anni prima (come ho già accennato in altra lettera) e si batte per la valorizzazione di questa grande risorsa che ha la nostra regione e, in particolare, l’Istmo di Catanzaro. Inoltre, Balletta è assai attivo in altri campi della promozione culturale e turistica del nostro territorio. Tra tanto altro, ha proposto l’intitolazione di una piazza di Badolato Marina al grande glottologo tedesco Gerhard Rohlfs (1892-1986), realizzata davanti all’edificio scolastico di Viale Aldo Moro (zona edilizia urbana 167) alla presenza dei due figli del più illustre studioso dei dialetti calabresi. Attualmente è segretario del “Camper Club Magna Grecia” di Catanzaro, mentre dal 2000 al 2004 è stato consigliere nazionale nella Federazione Italiana Camperisti in rappresentanza di tutta la Calabria.Quindi, anche come camperista di lungo corso, è attivissimo nel sensibilizzare numerose amministrazioni comunali non solo calabresi a riservare aree attrezzate per campers e roulottes, la cui motivata presenza di qualità potrebbe dare utile impulso turistico e socio-economico a qualsiasi territorio, marino o montano, fluviale o lacustre, cittadino o rurale.

PARCO NAZ. ASPROMONTE LOGOBalletta da alcuni decenni gira con il suo camper l’Italia e l’Europa occidentale ed orientale, monitorandone i territori e accumulando così notevole esperienza socio-economica che trova il suo culmine nello studio del migliore utilizzo dei boschi e, quindi, del legname su cui si basano floride economie di paesi come l’Austria che, pur essendo molto più piccola dell’Italia, è uno dei maggiori esportatori europei di legnami e derivati. L’osservazione dell’organizzazione socio-economica di altri paesi ha ispirato “Alcuni spunti per il rilancio della politica economica regionale della Calabria” l’altro documento che (risalente al febbraio 2005) qui si può leggere e scaricare. Questi sette spunti di riflessione sono altrettante proposte per contribuire a rilanciare in modo significativo e concreto la Calabria. In particolare, la proposta per il miglior utilizzo del demanio boschivo può essere applicata pure a tutte le regioni che hanno tale ricco patrimonio sociale.

Giovanni Balletta è disponibile a tenere conferenze ed incontri sui temi descritti in entrambi i documenti qui scaricabili. Questi sono i suoi recapiti ai quali contattarlo: mail giovanniballetta@interfree.it e telefonino 338-1666654. Speriamo che soprattutto scuole, associazioni, istituzioni e aziende possano avvalersi dell’esperienza e dell’entusiasmo dell’avv. Balletta che vanta, oltre al notevole curriculum professionale, parecchie altre conoscenze certificate ed utili alla nostra società calabro-sicula.

Scaricabili:

Spunti di politica economica per la Calabria di Giovanni Balletta

La Calabria nel periodo eccelso di Giovanni Balletta

Ancora Buon Anno a tutti. Saluti e baci, Domenico Lanciano

Domenico Lanciano - Giornalista
Domenico Lanciano Giornalista