Caro Tito, per quanto ricordi, è almeno dai primi anni sessanta che in Italia (sempre con più insistenza) si parla di consumismi, sprechi delle risorse naturali e di emergenza climatica. E’ uno dei tanti temi della rivoluzione culturale delle contestazioni giovanili ed operaie di quegli anni, assieme al tema della pace. Ovviamente, come spesso accade, in altre parti del mondo tali temi erano già presenti nelle avanguardie culturali, specialmente dopo l’uso americano nell’agosto 1945 della “bomba H” (come si definiva allora quella atomica) che era divenuta il simbolo dell’inizio dell’auto-distruzione del Pianeta e dell’Umanità.

1 – LA FRUGALITA’ DELLA CULTURA CONTADINA

Ma questi valori della pace, dei consumi essenziali e, in una parola, dell’Armonia Uomo-Natura erano ben presenti da sempre nel nostro mondo contadino e artigiano che attuava al massimo possibile la “frugalità” come elemento essenziale degli equilibri basilari della vita anche sociale. Infatti, sappiamo molto bene cosa significhi “frugalità” e “armonia” noi che abbiamo una certa età ed abbiamo vissuto, più o meno, in anni non ancora infettati dal “virus” dell’industrialismo consumista in paesi prevalentemente contadini e artigiani, dignitosamente poveri o, a volte, anche al limite della sussistenza.

Perciò, nel nostro modo di vivere frugale erano già costitutivi quei valori-traguardi che oggi si cerca affannosamente di attuare in mega-raduni tipo G-20 e COP-26 sulla sostenibilità, sul clima e su tutto ciò che ne deriva. Però, in tutti questi incontri ai più alti livelli governativi, manca la premessa di base e di partenza: come ridurre o quasi-eliminare la “corruzione” che i metodi eccessivamente industrializzati hanno provocato e continuano a provocare nei Popoli e nel Pianeta!?… Infatti, non si raggiunge mai un accordo vero e proprio, ma ci illude che ogni volta si facciano piccolissimi ma sempre insufficienti passi in avanti per cercare di non distruggere il mondo … come se costoro che fanno tutti questi Summit (come quello appena concluso a Roma e quello iniziato a Glasgow) pensano di vivere fuori da questo mondo e da questo pianeta!

2 – PARTIAMO DAI LUMINI E DAI FIORI PER I DEFUNTI

Caro Tito, ti sembrerà paradossale ciò che ti sto per dire, ma – non farai fatica a credermi – ha una sua importanza ed un suo peso nell’economia generale della frugalità e persino dei cambiamenti climatici che stanno provocando pure da noi, nelle regioni del profondo sud Italia, i preoccupanti e sempre più gravi disastri alluvionali, incendiari, siccitosi e via dicendo, cui si aggiunge la dolosità umana. Una tempesta perfetta!

Se dobbiamo correre ai ripari per diminuire l’impatto negativo globale attraverso i grandi sistemi industriali e comportamentali, ci dobbiamo interrogare pure su quanto impatto abbiano anche le nostre piccole abitudini quotidiane o dettale dalle tradizioni. Come ad esempio, quanto impatto ha sul deterioramento dell’aria l’uso di miliardi di lumini e di fiori per i nostri defunti? Specialmente in questi due giorni, uno e due novembre?…

Ti sembrerà un discorso strano, quasi inopportuno o addirittura sacrilego. Però, mi riferisco ai nostri anni cinquanta e sessanta, quando ancora non avevamo preso l’abitudine a questo uso consumistico di fiori e lumini eccessivi, ma ci limitavamo a qualche fiore o a qualche candela. Allora si pregava di più per i defunti mentre adesso ci avviciniamo alle tombe dei nostri cari con meno preghiere e più esibizionismo per il cosiddetto “rispetto umano” che per la sostanza dell’affetto e della sacralità del ricordo pure religioso.

Quasi a volersi mettere in pace la coscienza, è diventato talmente eccessivo portare troppi fiori e lumini alle tombe che alcuni Comuni prevedono multe salate per chi esagera (e sporca). E non soltanto per il decoro cimiteriale ma anche per i costi di smaltimento che vengono così moltiplicati e pesano sui bilanci municipali (e, poi, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini, anche di quelli che non vanno al cimitero o ci vanno con più moderazione e stile)!… Così il consumismo ha invaso pure un luogo sacro come il cmitero!…

3 – L’IMPATTO SUL CLIMA E SULL’ECONOMIA

Quanto impattano queste nostre abitudini sul clima e sull’economia?… Ad esempio, quante risorse generali comporta fare lumini e fiori coltivati?… Quanto aria bruciamo con miliardi di lumini accesi in tutto il mondo?…. E non soltanto in questi giorni dedicati ai defunti?…. Proviamo ad accendere un solo lumino in una nostra stanza. Constateremo immediatamente che quel pur esile fiammella consuma l’aria della stanza e ne ammorba pure l’odore, poiché si aggiunge pure il consumo della cera che mantiene la fiammella. E la cera non è sempre prodotta in modo naturale, ma chissà quali e quanti cancerogeni contiene!….

L’ossigeno che avvolge il mondo-stanza o la stanza-mondo non è infinito ed inesauribile. Perciò, dobbiamo cambiare le nostre abitudini affinché le risorse del pianeta ci sostengano meglio. Partiamo quindi dalle nostre piccole abitudini. Aboliamo o almeno riduciamo di molto l’uso dei lumini, ma tutto l’anno, non soltanto per questi giorni dedicati ad onorare in presenza i nostri defunti. Tale atteggiamento farà parte di quella riconversione industriale e di mentalità in modalità “salva-Pianeta” o “salva-Noi stessi”!

Tra l’altro e quasi sicuramente, cambiare le nostre abitudini eccessive o superflue ci porterà ad interiorizzare i valori. Nel questo caso dei lumini e dei fiori, la loro riduzione (la massima possibile) ci porterà magari a pregare di più o a devolvere in beneficenza quanto eviteremo di impiegare per contribuire ad avvelenare il nostro habitat-stanza e, più in generale, il Pianeta.

4 – FESTE E ABITUDINI TERAPEUTICHE?

Caro Tito, come siamo paradossali e inquietanti nello stesso momento noi umani! Illogici, sempre più spesso! Ci lasciamo trascinare dalle mode e tendiamo ad essere più festaioli che frugali e parsimoniosi anche con le nostre feste. Eccessivi pure in questo, quasi in fuga da noi stessi! Mi chiedo con quale spirito, con quale stato d’animo possiamo passare (nel giro di poche ore) dal divertimento celtico di “Halloween” all’omaggio laico o cristiano ai nostri defunti. Anche se Halloween viene presentata come “ricorrenza di omaggio agli spiriti dei nostri morti”. Bestemmio se dico che somiglia più ad un “carnevale”?…. Comunque, ogni occasione è buona per festeggiare e distrarsi!… Mai una buona occasione per riflettere e pensare bene ai rischi e ai danni che lasciano alle presenti e future generazioni!… Persino con un lumino o un fiore in più!

Posso pur capire che talune feste e talune abitudini abbiano una funzione addirittura “terapeutica” come sostiene qualcuno, perché servirebbero ad alleggerire la pressione dello stress degli attuali ritmi di vita, specialmente delle città.

Ciò che resta difficile da capire è il perché sia più facile darsi agli eccessi e allo stordimento festaiolo quando viviamo in stato di emergenza … o addirittura “a un minuto dalla mezzanotte” per il nostro Pianeta, come ha affermato qualche ora fa il Primo Ministro del Regno Unito (inglese) Boris Johnson alla conclusone del G20 d Roma.

Qui non si tratta di essere catastrofisti, ma di guardare in faccia la realtà e di prendere piena coscienza dei rischi che corriamo tutti, indistintamente tutti. Ecco perché parlo sempre più spesso di “suicidio del Pianeta”… un autolesionismo ad oltranza!

5 – STATO DI ABBANDONO

Caro Tito, sono le ore 04,48 e sta andando in onda (in replica su Rainews24) un raccapricciante, lungo e attualissimo servizio-reportage televisivo che avevo già visto pochi giorni fa nella sua ora normale di trasmissione, dal titolo “Stato di abbandono” della serie “Cammina Italia”. L’autore è il giornalista Rai Alfredo Di Giovampaolo, il quale ci mostra lo stato di abbandono e di vergognoso degrado in cui versano, in parecchie parti (pure stupende) del nostro Paese, strutture edilizie sociali di pregio, nel contesto della deriva ambientale del nostro habitat. E’ una situazione che indigna, pure per la non-curanza dei responsabili di un simile stato di cose che inquina, barbarizza e abbrutisce una nazione bella come l’Italia. Doppia colpa quindi per chi mantiene tale “stato di abbandono” alla luce del sole degradando il tutto!

“Stato di abbandono” che si sta impadronendo sempre più anche dell’animo umano, già perché avvilito da troppe offese esterne alla sua dignità ma anche perché non riesce più a reagire al degrado che lo sta divorando pure dal di dentro. Sono sempre più fiero ed orgoglioso, perciò, di aver reagito nel 1986 allo “stato di abbandono” in cui versava il borgo di Badolato, lanciando un SOS “paese in vendita” che è stato recepito pure all’estero da privati cittadini ma non sufficientemente in modo risolutivo dalle istituzioni di Calabria, d’Italia e d’Europa. Dobbiamo stare molto attenti all’avanzamento del degrado che sta impadronendosi del nostro animo anche come simbolo del nostro pianeta!

6 – IL PRESEPE DI TUTTI I SANTI E IL PRESEPE FAMILIARE

Caro Tito, da Luisetta Caporale, nota educatrice parrocchiale di tante generazioni per Badolato e dintorni, ieri sera 31 ottobre 2021 alle ore 20.00 precise ho ricevuto il seguente messaggio (che sicuramente avrà inviato a molti altri) con la foto che qui evidenzio: “Esponiamo su un mobile tutti i Santini che possediamo e accendiamo una candela implorando la loro protezione”! … Ti evidenzio pure la data e l’ora non soltanto perché l’amica Luisetta si aspetta che diffonda il suo messaggio, ma perché sono convinto che da questa sua idea possa nascere IL PRESEPE DEI SANTI o Presepe di tutti i Santi. Sarà una buona abitudine per chi ha la stessa fede di Luisetta. E speriamo veramente che tutti i santi contribuiscano a salvarci dal suicidio! Non abbiamo un altro Pianeta di ricambio!…

Esiste il Presepe Natalizio, persino quello Pasquale … sarebbe utile avere un “terzo presepe” … quello di TUTTI I SANTI, pure come migliore preparazione allo spirito salvifico del Natale, che dista appena 55 giorni dal primo novembre. Al posto dei pastori e della gente semplice e popolana, mi sembra una bella idea esporre pure il PRESEPE DI TUTTI I SANTI … cosa che, in un certo senso, esiste in parecchie abitazioni dalle nostre parti ma senza sapere di essere “presepe” … così come quello che possiamo considerare IL PRESEPE FAMILIARE fatto di tutte le foto di persone o intere famiglie vive o defunte, presenti o lontane, come quello indimenticabile di mia zia Rosa Comito (moglie del mio omonimo zio Domenico Lanciano, classe 1912) che ho fotografato nella casa di Via Pisani 21 nel rione Maiolina a Badolato Marina. Per questa mia ottima zia, rimasta vedova e con tutti i figli lontani (in USA e in Lombardia) e vissuta fino a quasi 102 anni, quella parete di foto rappresentava tutti i suoi riferimenti affettivi, le faceva compagnia e la incoraggiava a vivere ancora a lungo. QUINDI BEN VENGA PURE IL PRESEPE FAMILIARE !!!

In fondo, PRESEPE DI TUTTI I SANTI e PRESEPE FAMILIARE sono la medesima cosa per chi crede nei valori della famiglia, poiché FAMIGLIA SONO I SANTI e FAMIGLIA SONO TUTTI I NOSTRI CARI DI SANGUE E DI AFFETTO. Sono entrambi esercizi utili alla nostra devozione laica e religiosa, poiché entrambi ricadono nella sfera di ciò che abbiamo di più sacro! Ma … attenzione ai lumini a fiamma viva posti nella stessa stanza dove si pratica tutti i giorni o addirittura dove si dorme! In tal caso, almeno arieggiare spesso la stanza! Capito, Luisetta?

7 – SALUTISSIMI

Caro Tito, solitamente è dal piccolo che si salva il grande, così come è il piccolo gesto che può divenire utile esempio. Infatti, non a caso ho portato l’esempio dei lumini in uso per onorare i defunti tutto l’anno e in particolare in questi giorni del primo e del due novembre. Sono miliardi di fiamme che ardono per ore e ore, consumando ossigeno, e che, in tal mondo, contribuiscono nel loro piccolo e impercettibilmente all’inquinamento globale (per non parlare poi del loro complicato smaltimento, essendo composti generalmente da plastica cera e metalli). Si misura tutto a questo mondo, si potrebbe misurare o stimare di quanta aria ci priva un lumino o miliardi di lumini che ardono, a volte per giorni, in ogni parte del mondo. E quanti milioni di tonnellate di rifiuti provocano in tutto il mondo. Anno dopo anno! Sembrano sciocchezze, ma evitando le sciocchezze possiamo stare meglio. Non tutto è possibile o permesso su questo pianeta!…

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Personalmente sono contrario ai lumini, ai fiori e a tutto ciò che non è interiorità sacra, anche se rappresentano una bella ed affettuosa tradizione, anche se esercitiamo i nostri sentimenti. Ma, in questo particolare momento storico e di emergenza ecologica, è bene chiedersi se le nostre (eccessive) manifestazioni cimiteriali di amore ed affetto siano utili alla salute nostra e del pianeta! Il lumino di questa foto (appena fatta sui primi tenui colori della mia Aurora adriatica) è esclusiva opera di mia moglie in onore dei nostri defunti. Personalmente sono contrario e preferisco manifestazioni sentimentali non inquinanti!

Grazie per questa “Lettera 362 del 01 novembre 2021” giorno che la tradizione cristiana-cattolica dedica a tutti i Santi. Una buona ed utile occasione per festeggiare “ecologicamente” anche l’onomastico di tutti, specialmente di chi non ha un Santo in calendario. BUON << ECONOMASTICO >> A TUTTI, quindi! L’affetto non è mai abbastanza!

Un’ultima considerazione (ma dovrebbe essere la prima): SPERIAMO DI RENDERCI CONTO CHE E’ IL MERCATO (e il mercantilismo) CHE STA PORTANDO IN AGONIA IL NOSTRO PIANETA E NOI TUTTI ALLA INFELICITA’! Prima ce ne renderemo conto, ponendo immediato rimedio, e prima ci salveremo. Altrimenti sono tutte chiacchiere!

Alla prossima, quindi, e sempre con tanto affetto e cordialità!

Domenico Lanciano (www.costajoncaweb.it)

ITER-City, lunedì 01 novembre 2021 ore 05.59 – Dal settembre 1967 il mio motto di Wita è Fecondare in questo infinito il metro del nostro deserto”. Le foto sono state prese dal web, a parte quella inviatami dall’ins. Luisetta Caporale e l’ultima fatta da me con il lumino sull’aurora di questo nuovo giorno).