Caro Tito, come ti ho accennato nelle precedenti lettere, il periodo della “Calabria Prima Italia” è stato assai ricco di eventi di così tanta e tale importanza che ne sentiamo tuttora gli utili effetti, come ad esempio quella che possiamo considerare la nascita della “democrazia” ad opera di re Italo che (oltre 35 secoli fa) ha fondato (proprio nel territorio dell’attuale Istmo di Catanzaro) il primo Stato e la prima Nazione denominata “Italia” … una splendida situazione ed una primogenitura che, resistendo ai secoli, è ancora adesso insidiata da improprie e fantasiose rivendicazioni in varie parti della nostra penisola.

La prima democrazia è nata essenzialmente con l’istituzione dei “sissizi” da parte di re Italo (cioè i pasti comuni utilizzati pure come assemblee sociali e politiche del primo Stato-Nazione nato sul nostro suolo peninsulare). I sissizi si diffusero, poi, in numerose città del Mediterraneo, come ha attestato Aristotele (384-322 a.C.) e come ci ricorda lo scrittore calabrese Salvatore Mongiardo nella testimonianza che gli ho chiesto (in modo esclusivo per te e per gli amici lettori di CostaJonicaWeb.it) nella sua qualità di rieditore dei “sissizi” di re Italo dal 1995 e come efficace “profeta” della “Calabria Prima Italia” cui sta dedicando buona parte della sua vita e dei suoi libri. Lo ringraziamo pure per questo! Ecco quanto ci ha inviato da Milano (sua residenza più operativa).

Domenico Lanciano

 

 

 

“Riapertura dei Sissizi” testimonianza di Salvatore Mongiardo

Ho iniziato i Sissizi nel 1995, l’anno successivo alla pubblicazione del mio primo libro “Ritorno in Calabria”. Quel libro era il tentativo di sanare la mia lacerazione tra il mondo di oggi e le mie radici calabresi, antiche e inestirpabili. Mi sentivo continuamente tanto attirato quanto sconfortato dalla Calabria come da Milano, perché non riuscivo a trovare un orizzonte che mi consentisse di volare alto per non rimanere schiacciato dalla vita reale. Capivo, però, che non bastava un libro per vivere meglio: bisognava uscire dai confini letterari. L’idea del Sissizio mi era venuta quando avevo letto, nella Politica di Aristotele, del Sissizio, cioè il banchetto comune, istituito da re Italo che aveva fondato l’Italia nella terra compresa tra i golfi di Squillace e Lamezia. Scriveva Aristotele che i Sissizi si erano diffusi dall’Italia per tutto il Mediterraneo, fino a Creta, Sparta e al lontano Egitto.

Mi affascinava l’idea del banchetto senza distinzione di rango dove ognuno portava il cibo e lo divideva con gli altri. Mi piaceva soprattutto lo spirito di amicizia che animava gli Itali, e che Aristotele ripetutamente menzionava. Un’amicizia che includeva gli animali: Italo aveva convertito il popolo degli Enotri da allevatori di animali in agricoltori e aveva dato a quel popolo il nome di Itali (Politica VII, 10). Aristotele con quella frase certifica la nascita, assieme all’Italia, della dieta mediterranea, perché quella terra produceva frutta, verdure, cerali, castagne e ulive dalla primavera fino all’inverno inoltrato.

Dopo quella lettura cominciai a sognare una vita vissuta come in un convivio, lontano dalle tensioni lavorative, dalle solitudini delle città, dalla lotta al coltello per la sopravvivenza giorno dopo giorno. Così, nel 1995 avevo riaperto gli antichi Sissizi nella pineta del mio paese, Sant’Andrea Ionio. Ora i Sissizi si tengono d’estate in varie parti, come incontri tra amici che cercano unicamente un modo per vivere meglio.

Da una diecina d’anni, uso nei Sissizi un pane a forma di bue, dopo che ho letto che il filosofo Pitagora, in ringraziamento per la scoperta del suo famoso teorema, offrì agli dei un Bue di Pane. Nelle fiere della costa ionica si vendono ancora oggi i mostaccioli di Soriano Calabro, fatti a forma di animali con farina e miele: bue, capra, cavallo, pesce. I mostacciolari di Soriano sono gli inconsci continuatori di una tradizione che risale a Pitagora, il quale usava quelle forme sostitutive per non uccidere l’animale, che considerava un fratello minore al quale l’uomo doveva aiuto e protezione.

L’anno 2012 si sono tenuti cinque Sissizi: Amantea, Locri, Sant’Andrea, Crotone e Viterbo. Digitando Sissizio di Viterbo si possono vedere le foto dal mio sito “www.salvatoremongiardo.com”. Il Sissizio fu la culla dell’eucaristia, come ho dimostrato nel mio ultimo libro “Cristo ritorna da Crotone”. Il convivio comunitario diventò Sissizio Pitagorico a Crotone; trasmesso poi agli Esseni, fu l’Ultima Cena di Gesù, come ormai alcuni teologi ammettono e scrivono.

Salvatore Mongiardo, Milano 16 gennaio 2013

Un pensiero su ““Lettere a Tito” N° 17 – I Sissizi e la nascita della democrazia nella Calabria prima Italia di oltre 35 secoli fa.”
  1. Condivido l’affetto di Mogiardo per la nostra terra, che fu Italìa (con l’accento sulla i). Dall’istmo tra il golfo Ipponiate (Vibo) o napetino (napitia,PIZZO)- e il golfo schillaci,a reggio calabria.il primo territorio di italìa. Penso di poter dire non Italia da Italo,ma Italo da Italia. Italo eroe eponimo inventato ex post, come Elleno per gli elleni (greci),Doro per i Dori,Jone per gli Joni ecc.. Il significato e l’etimologia della parola Italìa (accento sulla i) è lapalissiano,è sotto gli occhi di tutti.basta pensare al…sole. I sissizi non ssono certo i precursori dell’ultima cena ! Cordialità

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