cani cinofili“Il cane dell’Inferno è sulle mie tracce”, cantava l’archetipo Robert Johnson, il bluesman più sulfureo. E in quest’estate che ormai è andata -vecchiaia nemica- potremmo riformulare così: il cane poliziotto è sulle mie tracce. Siamo animalisti, legalitari: amiamo le bestie il Nomos, e vabbé, però sul fatto ci sarebbe qualcosa da eccepire. Vedi quello che è successo qualche settimana fa al Bandafalò di Cannitello. Stavano suonando gli Invece, la nota reggaeband di Monasterace che si portava dietro il solito pienone di spettatori, pare intorno alle duemila persone. Concerto dedicato a una raccolta fondi per i bambini africani, tra l’altro. Arrivano la Digos, le unità cinofile, e perfino i Nas, (casomai ci fosse qualche tortino hippie avariato nascosto in un frigo staccato?). Ivan Lentini, frontman del gruppo, chiede al proprietario se si può continuare. Avuto parere positivo dedica il brano successivo ai nuovi amici appena arrivati e i Marvanza partono con Legalize it, canzone dall’aroma assai antiproibizionista. Scatta la perquisizione collettiva e generale. Ma a quanto ci dicono (potremmo sbagliarci) gli unici caduti tra le maglie della legge sono due fidanzatini appena diciottenni, trovati in possesso di uno spinello. Qualche malfidato commenterebbe: un enorme apparato gruistico per sollevare un tappo, anzi una foglia. Ma i giornali locali nei giorni successivi scrivono cose come: “profumo di mariuana sulla spiaggia di Cannitello” e insistono perfino sulle “bottiglie che deturpano l’ambiente”. Quest’ultima è un’uscita infelice, visto che il Bandafalò a quanto pare sorge dove prima c’era una discarica e ha semmai bonificato un ambiente ben più zozzo di quanto implicherebbero alcune bottiglie. Poi ci sarebbe un ragionamento più generale e serio da fare. Senza entrare nel merito della Bossi Fini, legge che non ci sogneremmo mai di contestare ove temperata da una applicazione tollerante come da tradizione italiana (principi forti con applicazioni duttili), è mai possibile che lo spinello sia diventato il bersaglio per la pistola fumante (sic!) di ogni legalismo pret a porter? E non solo in Calabria. Quest’anno per esempio il festival reggae Rototom Sunsplash, che si teneva a Osoppo, vicino a Udine, ha traslocato in Spagna. Motivo: organizzatori bersagliati a morte da proteste e avvisi di garanzia per gli spinelli dei partecipanti. Risultato, un festival da 150.000 (centocinquantamila) persone, con una portata di turismo e di indotto da qualche milione di euro, ha traslocato a Benicassìm, paesi baschi. Felicemente. Ma il cane, non quello dell’inferno ma il cane poliziotto, a quanto ci raccontano è anche il compagno fedele delle feste in spiaggia e nei locali nella Locride. Pare che la presenza dei graziosi animali in diversi luoghi di pubblico incontro, specie di notte, sia stata una costante dell’estate 2010. Speriamo meglio l’anno prossimo. In chiusura vorremmo citare la vicenda di un musicista della Locride. Perquisizione in casa, qualche grammo di droga leggera, arresto. Davanti al giudice il musicista ha spiegato che, da seguace del reggae e della religione rastafari, per lui la mariuana era un principio attivo non ricreativo ma spirituale, religioso. Il giudice, a cui i cani saranno senza dubbio simpatici come a noi, ha capito. E non ha rinviato a giudizio il musicista. Per l’estate che viene insomma il pronto accomodo ci sarebbe. Giovani freak, convertitevi in massa al rastafarismo, oppure fate come chi scrive, che ascolta reggae, ma resta cattolico appassionato e beve solo vino rosso. Dopo un certo numero di bicchieri e non dovendo guidare si arriva a parlare coi cani poliziotto, anche. E a dimenticare quelli dell’inferno. (31.08.2010)

La riviera on line -Mastro Bruno Blus

2 pensiero su “Le unità cinofile protagoniste dei party estivi in provincia di Reggio”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


× tre = 21