giampilieri messa in sicurezzaQualche intoppo nell’esercitazione L’annuncio del nuovo dirigente della Protezione civile regionale Lo Monaco: lunedì partiranno le gare, i lavori al via nel giro di dieci giorni. Illustrati i primi interventi. Esercitazione: le sirene hanno il volume basso e non sempre hanno funzionato Il nuovo dirigente regionale della Protezione civile Pietro Lo Monaco detta tempi e modalità con un piglio che stupisce: lunedì partiranno le gare per l’affidamento degli interventi di messa in sicurezza, nel giro di dieci giorni si avvieranno i lavori, che dovrebbero concludersi entro luglio. Queste le notizie più importanti che emergono dall’incontro tenutosi nella scuola elementare di Giampilieri tra i rappresentanti istituzionali impegnati nella ricostruzione e gli abitanti del villaggio stesso e di quelli limitrofi. Incontro che si è svolto subito dopo l’esercitazione sul piano d’allertamento e al quale hanno partecipato il soggetto attuatore Giuseppe Buzzanca, il responsabile della Funzione 1 dell’ufficio commissariale Antonio Ruggeri, uno degli esperti nominati da Lombardo, il prof. Enrico Foti, il deputato regionale del Pd, originario di Giampilieri, Filippo Panarello, gli assessori alla Protezione civile e alla Scuola del Comune di Messina, Fortunato Romano e Salvatore Magazzù, l’ingegnere capo del Genio Civile Gaetano Sciacca e i sindaci di Scaletta e Itala, Mario Briguglio e Antonio Miceli. Buzzanca ha ribadito che «i rientri, seppur concordati con la popolazione, vanno effettuati perché la permanenza in albergo non è più sostenibile. Ci sono difficoltà da superaree ed è un discorso che vale per tutti. Per quanto riguarda la scuola, la pitturazione è stata ultimata, dopo la disinfestazione e la pulitura si potrà aprire, credo nel giro di una settimana». Lo Monaco ha parlato in maniera molto diretta agli abitanti di Giampilieri e ai rappresentanti dei comitati: «So che siete molto arrabbiati, ma ci sono difficoltà oggettive che vanno superate nel tempo. Abbiamo trovato un grande disordine urbanistico e per questo seguiremo una logica: la riunzionalizzazione del territorio. Le strade devono essere strade e i valloni e i torrenti devono essere valloni e torrenti, non vanno confuse le due cose come è stato fino ad oggi. Si dovrà avere pazienza, tenendo presente che gli interessi del territorio sono gli interessi della Regione, senza altre speculazioni. La protesta è legittima, ma ci sono problematiche oggettive a cui dover fare fronte». Lo Monaco ha poi presentato alcuni dei progetti di messa in sicurezza che a breve partiranno, iniziando da quelli di Giampilieri superiore (in totale, comprendendo anche gli interventi previsti a Briga, S. Margherita, Pezzolo, Altolia, Molino, Scaletta e Itala si arriva a circa 47 milioni di euro di progetti). Partendo da torrente Loco, verrà ripristinato il naturale deflusso del corso d’acqua attraverso un grosso canale largo, mentre nella parte bassa verrà realizzata una vasca di raccolta. Lungo il pendice verranno costruite barriere parafango e realizzati rafforzamenti corticali. Un percorso che comporterà anche la demolizione di una piccola casa. Altro intervento riguarderà la pendice a monte di via Chiesa: qui si punterà, con un’opera idraulica, a deviare l’acqua verso via Vallone, dove si proseguirà con le demolizioni. Oltre ad un canale largo metri, si costruirà un collettore lungo via Chiesa. Altri rafforzamenti corticali e presidi idraulici verranno realizzati nel vallone tra l’ex scuola elementare e il magazzino comunale. Per quanto riguarda il sottopasso, un canale due metri per due farà confluire l’acqua verso il mare. (Sugli altri interventi entreremo nel dettaglio nei prossimi giorni). Per quanto riguarda l’esercitazione, vanno registrate luci e ombre. A coordinare i lavori Ignazio Bacile e Paolo Blandino della Protezione civile, insieme ad Arcangelo Ruffino, anch’egli della Protezione civile, che ha seguito vicolo per vicolo il regolare svolgimento delle operazioni. Tra le “luci”, la pronta reazione della gente: non appena suonata la sirena di preallarme (suono intermittente), come previsto hanno lasciato le auto in luoghi sicuri e hanno iniziati ad avviarsi verso le proprie abitazioni, i negozianti hanno chiuso le botteghe e chi era già in casa non è uscito. Suonata la sirena d’allarme (suono bitonale), chi era ancora nei pressi del torrente si è “rifugiato” nella scuola elementare, chi era in casa è salito ai piani più alti. Qui è finita l’esercitazione di Giampilieri, perché la sirena di cessato allarme (suono continuo) non ha funzionato. Non è stato l’unico intoppo. Da più parti è stato segnalato che il suono ha un volume troppo basso, fatto registrato dalla Protezione civile che provvederà a “riparare”. Il punto è che la sirena non è partita per nulla in alcuni punti (ad esempio ad Altolia e Scaletta) oppure ha funzionato solo in una o due delle tre fasi previste, con alcuni ritardi rispetto all’input inviato via sms dal responsabile della Funzione 4 dell’ufficio commissariale, l’ing. Antonio Amato. «Non è solo un’esercitazione per la gente – spiegano i responsabili della Protezione civile – ma anche un collaudo per noi, provvederemo a correre ai ripari». (foto Dino Sturiale)

Tempostretto.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


5 + = sette