Il dirigente del Dipartimento Sport De Francesco si è riservato di non procedere all’aggiudicazione qualora non sia chiaro il «progetto migliorativo», ma questo “paletto” non basta ai due consiglieri comunali che, un’interrogazione indirizzata anche alla Corte dei Conti, mettono a confronto il recente bando con quello del 2009, evidenziando «una sequela di modifiche che con tutta evidenza non
sono volte alla migliore tutela degli interessi del Comune». L’”ora X” è arrivata: domani mattina saranno aperte le buste contenenti le offerte relative alla gara d’appalto per la gestione e l’affidamento dell’impianto

natatorio di viale Trapani per i prossimi sette anni. E’, infatti, arrivato da qualche giorno l’atteso parere richiesto all’ Ufficio legale di Palazzo Zanca dal dirigente del Dipartimento sport, Salvatore De Francesco, che si è visto recapitare due offerte con la medesima intestazione: “Waterpolo Messina” (vedi articolo correlato) .Gli avvocati del Comune, interpellati per fugare ogni dubbio su un’eventuale turbativa d’asta, hanno “sentenziato” che si può procedere all’apertura ed alla valutazione delle offerte. L’aggiudicazione, però, potrebbe non essere così scontata ed immediata, come ci spiega telefonicamente De Francesco : «Nel bando mi sono espressamente riservato la possibilità di non firmare il contratto, senza che nulla possa pretendere la società, se l’offerta non è vantaggiosa». Il dirigente allo sport insiste sul fatto che per l’affidamento della piscina Cappuccini non si potrà prescindere dal «progetto migliorativo» contenuto nell’offerta e di cui dovrà farsi carico la società vincitrice. Per De Francesco il “paletto” in questione rappresenta una garanzia assoluta al fine di rendere meno fatiscente l’impianto sportivo di proprietà del Comune, punto di riferimento per tanti messinesi. Il dirigente annuncia che, qualora dall’apertura delle buste non si evincesse con chiarezza la volontà progettuale migliorativa, non si procederà all’assegnazione e chiarisce che, in questo caso, non sarebbe da escludere la pubblicazione di un nuovo bando. Che è, poi, ciò auspicherebbero i consiglieri comunali Nello Pergolizzi e Giuseppe Melazzo, i quali, già nelle scorse settimane, avevano chiesto al dirigente di ritirare l’atto in autotutela (vedi articolo correlato) e adesso rincarano la dose, mettendo a confronto il recente bando con quello del 2009 ed evidenziando «una sequela di modifiche, che con tutta evidenza non sono volte alla migliore tutela degli interessi del Comune». In un’interrogazione indirizzata al sindaco Buzzanca, al segretario e al ragioniere generale Alligo e Coglitore, all’assessore Miloro, al collegio dei Revisori dei Conti, a De Francesco e per conoscenza anche alla Corte dei Conti, i due consiglieri propongono un’analisi dettagliata dei due atti volta ad «esaminare le discrasie tra i singoli articoli ».

 

Vediamo le differenze più significative sottolineate da Pergolizzi e Melazzo. (il documento integrale è visibile su Download)

 

 

 

I rappresentanti del Civico Consesso partono dall’ art. 3. Il BANDO 2009 prevede una cauzione definitiva pari al 25% dell’importo a base d’asta a garanzia degli adempimenti derivanti dall’appalto; mentre il BANDO 2011 prevede dovrà essere costituita una cauzione definitiva, pari al 10% dell’importo di aggiudicazione dell’appalto.

 

L’attenzione dei due consiglieri comunali si concentra, poi, sull’art. 5 “RIPARTIZIONE ONERI”

 

Il BANDO 2009 prevede che: resta a carico dell’Amministrazione il pagamento di tutte le utenze impegnate nell’impianto ( luce , acqua e gas) nella misura del 90% o nella misura offerta dal concessionario in sede di gara; mentre resta a carico del concessionario solo il restante 10%

 

I relativi pagamenti devono essere effettuati entro giorni 15 dalla richiesta dell’A.C che dovrà essere corredata dall’attestazione dell’avvenuto pagamento della fattura relativa all’utenza; che il pagamento del canone mensile deve avvenire entro 5 giorni dalla scadenza mensile; che l’obbligo della pulizia degli spazi interni ed esterni . L’obbligo di posa in opera di teloni a copertura della vasca 50 mt da apporsi tutti i giorni dell’anno. (Ai fini di un consistente contenimento delle spese energetiche ed una migliore tutela igienico-sanitaria della vasca da 50 mt..E’ prevista la possibilità di procedere alla rescissione del contratto in danno del concessionario in caso di mancato pagamento per mesi due oltre i termini fissati sia della quota delle utenze a carico del concessionario sia del canone.

 

Non è prevista alcun possibilità per il concessionario di effettuare compensazioni per lavori dallo stesso eseguiti, per escludere la possibilità di recesso.

 

Il BANDO 2011 prevede che: resta a carico dell’Amministrazione il pagamento di tutte le utenze impegnate nell’impianto (luce, acqua e gas) nella misura del 95% o in misura ridotta in base all’ offerta del concessionario in sede di gara mentre resta a carico del concessionario l’ancor più irrisoria restante del 5%; I pagamenti dovranno essere effettuati dal concessionario, entro giorni 60 dalla richiesta dell’A.C. che avrà cura di trasmettere l’attestazione dell’avvenuto pagamento della somma da corrispondere; Non è prevista alcun termine di scadenza per il pagamento del canone mensile;

 

Non è previsto alcun obbligo di posa in opera di teloni a copertura della vasca 50 mt; Non è previsto alcun obbligo di pulizia degli spazi esterni. E’ prevista la possibilità di procedere alla rescissione del contratto in danno del concessionario in caso di mancato pagamento per mesi tre oltre i termini fissati per la sola corresponsione della quota delle utenze a carico del concessionario. Con ciò prevedendo un termine più favorevole per il concessionario e nessuna possibilità di recesso in ipotesi di mancato pagamento del canone.E’ prevista la possibilità per il concessionario di effettuare compensazioni per lavori dallo stesso eseguiti per escludere la possibilità di recesso.

 

 

 

Secondo Pergolizzi e Melazzo, «ulteriori discutibili modifiche sono state apportate anche nell’Allegato A al Capitolato d’oneri riportante i criteri da applicare nella valutazione delle offerte».

 

 

 

Questo l’elenco dei criteri da applicare nella valutazione delle offerte in base all’ ALLEGATO “A” al BANDO 2009:

 

 

 

1 – Offerta Economica Max Punti 55

 

2 – Capacità tecnico-organizzativa Max punti 10

 

3- Grado di pianificazione delle attività Max punti 6

 

4 – Attività migliorative Max punti 24

 

5 – Personale ______Max punti 5_______

 

TOTALE Punti 100

 

 

 

Questo l’elenco dei criteri da applicare nella valutazione delle offerte in base all’ALLEGATO “A” al BANDO 2011:

 

 

 

 

 

1 – Offerta Economica Max punti 20

 

2 – Capacità tecnico-organizzativa Max punti 20

 

3- Grado di pianificazione delle attività Max punti 10

 

4– Grado di radicamento sul territorio Max punti 20

 

 

 

a) Per sede dell’associazione, Società o Ente:

 

nel territorio del Comune di Messina 20 punti

 

all’interno della Provincia di Messina 5 punti

 

al di fuori dell’area della Provincia di Messina 0 punti

 

5 – Progetto migliorativo Max punti 30

 

Un punto per ogni 1.000 euro di spesa sull’importo totale del progetto migliorativo(max € 30.000,00).

 

 

 

TOTALE punti 100

 

 

 

 

 

In merito a tali criteri , i due esponenti politici ritengono via sia: «una minore tutela economica per l’Ente; un minore appetibilità da parte di realtà esterne alla città di Messina a tutto discapito di una effettiva concorrenza e concorrenzialità delle offerte; una assenza di tutela dei livelli occupazionali ed ancor più di un adeguata presenza di idoneo personale all’interno della struttura». Alla luce di quanto illustrato con documenti alla mano, Pergolizzi e Melazzo considerano quindi «ineludibile l’immediata revoca in autotutela del bando stesso e/o l’assunzione di immediati adeguati provvedimenti equipollenti, essendovi, peraltro, ampi margini per la riproposizione di altro più confacente ai reali interessi dell’Ente Pubblico».

Su questo punto, però, De Franscesco non mostra cedimenti: «Il bando è una garanzia per il Comune, che attraverso l’affidamento dell’impianto sportivo deve offrire un servizio alla città e non certo speculare. Melazzo e Pergolizzi – continua il dirigente – devono anche ricordare che prima del 2009 la gestione della piscina Cappuccini così come quella “Graziella campagna” del viale San Martino veniva concessa per affidamento diretto mentre oggi si procede tramite gara d’appalto e nella maniera più trasparente possibile».

DOWNLOAD:  interrogazione.pdf

Fonte: Tempostretto.it