palio di ribusa - un cavaliereGuardavalleWeb riceve e pubblica –  Organizzato dal comune di Stilo (Rc), con il contributo della Presidenza della Giunta della Regione Calabria e dell’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria, venerdì 30, sabato 31 luglio e domenica 1 agosto si terrà il Palio di Ribusa 2010, una delle manifestazioni più belle e suggestive della tradizione popolare calabrese, un viaggio inusuale in un’atmosfera medievale e in quel periodo critico e pur interessante e magico (secoli XV, XVI, XVII), che caratterizzò la società e le Istituzioni del Regno di Napoli.un evento storico unico, che richiama la fiera signorilità della Città di Stilo, che Re Roberto nel 1339 chiamò “sua terra” e Giovanni d’Austria identificò come “fedelissima”. Il Palio di Ribusa (ripreso nel 1997 dopo una parentesi di 280 anni) può essere definito il simbolo dell’orgoglio della stessa città, che già nel 1600 era annoverata “fra il numero di cento e dieci Città d’Italia più famose”. La sua istituzione è strettamente legata allo svolgimento della Fera de Rebusa, una delle più importanti delle fiere che venivano organizzate nella Calabria Citra e nella Calabria Ultra, ma soprattutto alla storia di Stilo e del suo regio demanio. Il termine Ribusa (luogo di rovi) richiama, infatti, alla mente le vicissitudini della nobile Città di Stilo e del vasto territorio su cui aveva la più assoluta giurisdizione. Il Palio trova giustificazione, oltre che nelle travagliate e illustri vicende della storia del regio demanio, anche nella fera di Ribusa, che era un rilevante momento istituzionale e tutt’uno con la grande festa popolare caratterizzata da gare e tornei cavallereschi. Della fiera trattano due documenti trascritti dall’archivio notarile di Gerace e rogati dal notaio Scipione Carbonara che nel 1650 scrive di una “fera de Regusa”, e dal notaio Giuseppe Baldaro, nel 1717. La fiera di Ribusa aveva regolamenti rigorosi, che venivano fatti rispettare puntigliosamente dalle autorità locali, affinché tutti i compratori e i mercanti fossero protetti e non si compissero soprusi. Venivano nominati il Mastrogiurato, che sovrintendeva a tutto lo svolgimento delle attività della fiera e due “giudici di confine”, che controllavano i posti assegnati ai venditori. Dal 1473 in poi, a vigilare sull’andamento della fiera, ad ascoltare i reclami e rendere giustizia, troviamo invece il sindaco dei nobili, che aveva il privilegio di dichiarare aperta la fiera; in sua assenza era il primo eletto dei nobili a ricevere la bandiera, anche se nel 1717 alla fastosa cerimonia con la quale veniva inaugurata la fiera, si nota ancora la presenza del Mastrogiurato, che, allora, aveva probabilmente funzioni di rappresentanza. Il Palio di Ribusa, espressione del decentramento amministrativo e dell’identità culturale della città, si svolgeva nello stesso giorno di inaugurazione della fiera, di cui era parte integrante. La gara vera e propria aveva come scenario “lo piano di Santo Francesco”, ma fu probabilmente ospitata, per un certo periodo, anche nei pressi di una delle cinque porte della cinta urbana : quella denominata “Scanza li Gutti”, che era stata prescelta dal parlamento stilese come porta pubblica della città (in tale ambito avveniva, infatti, annualmente la vendita dei corpi di entrata dell’Università). I delegati e i cavalieri della città e dei suoi cinque casali (Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano), esprimevano le loro doti e capacità in tornei cavallereschi e in gare di abilità (tiro al cerchio, tiro all’anello, tiro con l’arco, tiro con la balestra, tiro al montone). Le gare erano precedute da una cerimonia solenne, prima dell’inaugurazione della fiera, a cui partecipavano le autorità locali, accompagnate da cavalieri con stendardi e cavalli bardati, suonatori di tamburi e trombe, araldi e armigeri. Avuta in consegna la bandiera (che sostituiva agli inizi il drappo assegnato in premio al casale vincitore o al rappresentante della città), il sindaco dei nobili lasciava il palazzo del Capitano o del Governatore (queste sono le autorità regie richiamate dagli atti notarili del 1650 e del 1717) per raggiungere il luogo ove si svolgeva la fiera. Nel corteo – preceduto da cavalieri, da sbandieratori e “gente terrazzana di nobili onorati et del popolo” – prendevano posto gli altri sindaci (quello dei nobili procedeva a cavallo), i deputati della città e dei casali, il Capitano o il Governatore, il Mastrogiurato, canonici, magistrati, paggi, damigelle, armigeri, corporazioni delle arti e dei mestieri e la “giunta” eletta dai cittadini (la stessa che, di volta in volta, formulava le capitolazioni da sottoporre al sovrano per il placet). Raggiunto il piazzale di S. Francesco d’Assisi e completato il protocollo di inaugurazione della fiera, la bandiera (donata da Carlo V) veniva fissata su una quercia secolare, che si ergeva maestosa nei pressi della chiesa dei Minimi conventuali e data in guardia al Battaglione della città, che si esibiva, alla fine, in spari e manovre spettacolari, dopo aver permesso il susseguirsi di varie gare popolari. Oggi la rievocazione storica del Palio di Ribusa si svolge ogni anno la prima domenica d’agosto e nei giorni precedenti e risulta sviluppato in giornate di spettacolo, di intrattenimento e di approfondimento (cortei storici, musiche di corte, giullarate, contastorie, cartomanti e chiromanti, sbandieratori, banchetti storici di mercanti e artigiani, cavalieri e dame), per poi concludersi con la competizione. Una festa storica davvero eccezionale. _______________________________ Il tema della edizione 2010 del Palio di Ribusa di Stilo è: “Da le arme ai corpi e dagli corpi alle alme”. In questo verso, tratto dal sonetto 97 della raccolta di Poesie filosofiche, dedicato alla città suprema, alla sua potenza altera, Campanella sopprime una distanza: quella tra armi e colpi, tra corpi e anime. Due immagini totalmente diverse, ciò nonostante conviventi, che creano un alternarsi tardivo di curvature culturali. L’arma, prolungamento dell’essere umano ed emblema di difesa della propria città. Ancora una volta l’uomo (il corpo) e l’arma fusi in un simposio di guerra e vittorie. La quiete dopo la battaglia, il corpo diviene anima e finalmente colui che avrebbe dovuto morire diviene immortale per l’eternità. Il motivo dominante della manifestazione è il desiderio e lo sforzo dell’Uomo a comprendere e manipolare le forze e i significati della Natura. Questo Fuoco che si estrinseca fuori e dentro di sé, sfociando nelle sue espressioni più forti e violente, le armi e l’amore, crea questa lotta continua, che sarà manifestata dalle varie esibizioni: la ricerca dell’equilibrio dei trampolisti, il dominio delle leggi gravitazionali dei giocolieri, la gestione del fuoco degli artisti di strada, le battaglie dei cavalieri, gli spari degli archibugieri, la cooperazione solidale e coordinata delle piramidi umane degli sbandieratori, e via dicendo… Il tutto porta al tentativo utopico ma imperituro del filosofo Tommaso Campanella e alla sua Città del Sole, tentativo di organizzare le forze oscure del caos in un organicità Luminosa… I fuochi finali rappresentano l’addomesticamento della forza trasformatrice e terribile del Fuoco, che ora può esprimersi in tutta la sua forza e magnificenza puntando verso il cielo e il Divino. Di seguito riportiamo il programma della manifestazione: Venerdì 30 luglio 2010 ore 18 – Apertura delle taverne del borgo antico; ore 18 – Gli archibugieri arrivano in città – Sfilata per le vie della città e Bando del Palio di Ribusa 2010; ore 20 – Manovre in parata e dimostrazione di sparo da avancarica. Sabato 31 luglio 2010, ore 17 – Apertura dell’Antica Fiera della Ribusa (mercato stor
ico); ore 18 – Investitura in piazza San Francesco dei cavalieri che correranno il Palio e sfilata generale per le vie del centro; ore 20-24 – Quadri fissi e itineranti di artisti e compagnie per le vie del borgo e nelle piazze, con giochi di bandiera e acrobazie; ore 21 – Spettacolo teatrale “Armi e colpi, corpi e anime” in piazza San Francesco Ore 22 – Fuoco e fiamme dagli archibugi. Domenica 1 agosto 2010, ore 17 – Apertura dell’Antica Fiera della Ribusa (mercato storico); ore 18 – Corteggio storico per le vie del centro; ore 18,30 – Inizio del Palio in piazza San Giovanni; ore 20-24 – Quadri fissi e itineranti di artisti e compagnie per le vie del borgo e nelle piazze con giochi e spettacoli tra il pubblico; ore 23 – L’evento del Palio 2010: “Fra magia e mito si infiammano frammenti di storia” ; ore 24 – Spettacolo pirotecnico “Dalla Terra al Cielo – Il Sole a mezzanotte”. Ecco per ultimo i gruppi che prenderanno parte al Palio 2010: Dionysus – Gruppo di combattenti – As3st di Roma con Gruppo musici – Compagnia Gratulantes: musici (Ghironda e voce, Bombarda e flauto, Viella e Musette Francese, Tamburo Provenzale, darbouka). Il 13 Rosso (maneggio Federazione italiana sport equestri), Cavalieri e cavalli del Palio. Compagnia Lunaif , artisti di strada – animazione, quadri itineranti – trampolisti, fuoco, giocolieri, giullari. Associazione Storico culturale Bardulos, gruppo cavalieri, dame, teatro e animazione rinascimentale. Sbandieratori del Palio, sbandieratori del palio del principe di Bisignano – con tamburi e chiarine, rullanti e acrobati. Archibugieri e tromboni Senatore, gente terrazzana armata – con vessilli, rullanti e chiarine. Associazione Sestriere Castellare, mercato storico – banchi con artigiani specializzati in costume – gli antichi mestieri. Foti Pirotecnica 1793, fuochi d’artificio – spettacolo pirotecnico “Montagna infuocata”.

Per info: www.paliodiribusa.it

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