carabinieri arresto autoI Carabinieri della Stazione di Stilo hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero in casa di cura e custodia, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) presso il Tribunale di Locri nei confronti di un 45enne del posto, disoccupato, il quale, dopo le formalità di rito, è stato condotto sotto scorta presso una struttura psichiatrico-giudiziaria di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).

Il provvedimento scaturisce dalle indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Stilo, i quali, il 3 marzo u.s., ricevuta la denuncia degli anziani genitori per i continui maltrattamenti, umiliazioni e minacce patiti – tanto pesanti da costringerli a lasciare la propria abitazione per trasferirsi temporaneamente presso una casa di riposo del luogo – hanno rapidamente raccolto ulteriori elementi di riscontro attraverso l’escussione testimoniale e lo svolgimento di indagine dirette, informando dei fatti la Procura della Repubblica di Locri. Di conseguenza, la Dottoressa Rosanna SGUEGLIA, Sostituto Procuratore della Repubblica assegnataria del relativo fascicolo processuale, ha chiesto al GIP l’applicazione di una idonea misura restrittiva per impedire che il prevenuto ripetesse le proprie condotte violente. In tale ambito, i Carabinieri della Stazione, nelle more di ricevere il chiesto provvedimento restrittivo, hanno attuato una stretta vigilanza sul prevenuto, il quale, a distanza di poco più di un giorno dalla denuncia sporta, raggiunto presso l’abitazione di famiglia, è stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Nella circostanza, l’uomo, in forte stato di agitazione, alla vista dei Carabinieri, nonché del personale medico del 118 e del Centro di Salute Mentale di Gioiosa Jonica, si è scagliato, inveendo contro gli stessi operanti, accusandoli di avergli sottratto i propri genitori, venendo sedato dopo una colluttazione, per poi essere trasportato coattivamente presso il reparto di psichiatria dell’Ospedale di Locri. Questi ulteriori elementi, corroborati da una perizia a cui è stato sottoposto il denunciato, hanno portato il GIP di Locri a emettere l’ordinanza di applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero in casa di cura e custodia, considerato che lo stesso è stato riconosciuto “non pienamente in possesso delle proprie facoltà mentali nel momento in cui ha commesso i fatti”;

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