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Il bubbone è scoppiato. E quello che più si temeva è accaduto. Dall’1 luglio la Schillacium Spa sospende il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e della differenziata a Soverato e negli altri 27 comuni della provincia a tempo indeterminato. Una notizia che pende come una spada di Damocle sui comuni proprio all’ini – zio della stagione turistica quando i paesi rivieraschi e non solo si popolano di emigrati (e anche di qualche turista) e la popolazione si triplica. Lo fa sapere con una nota stampa lo stesso amministratore delegato della società mista a capitale pubblico e privato, Luciano Costanzo. La decisione è stata tempestivamente comunicata ai comuni interessati e al prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci oltre che alle associazioni sindacali che da mesi fanno ferro e fuoco pur di risolvere la vertenza dei 130 lavoratori che non vengono pagati da mesi. L’amministratore delegato della società mista spiega una volta di più che l’azienda si trova in grande difficoltà per via «della carenza di liquidità che di fatto ha bloccato il normale andamento – si legge nella nota stampa – delle attività societarie, in riferimento, oltre che alle competenze stipendiali dei lavoratori, alle somme necessarie per l’ac – quisto del carburante, per l’assicurazione e per la manutenzione degli automezzi destinati alla raccolta». Dunque una società in ginocchio, che non è più in grado di anticipare in nome e contro dei Comuni morosi somme ingenti che, quotidianamente vengono destinate alle spese correnti. «Schillacium Spa – prosegue la nota di Costanzo- ritiene doveroso procedere, lizzando per ciò specifica eccezione di inadempimento ai soci morosi, alla sospensione dele proprie attività, dandone adeguato preavviso ai cittadini utenti ed alle Amministrazioni interessate ». Dunque, una situazione al collasso di crisi conclamata perchè così come i comuni nonpagano la società perchè hanno le casse vuote così la Schillacium non avendo liquidità non può più tappare falle e pagare i dipendenti. E dall’1 luglio, i Comuni dovranno attrezzarsi con un’altra società a cui affidare la raccolta dei rifiuti e farlo in modo tempestivo altrimenti si rischia una vera e propria emergenza igienico- sanitaria senza contare che il 130 lavoratori e le loro famiglie saranno definitivamente sul lastrico. Sono mesi, infatti, che il braccio di ferro tra l’Azienda e i lavoratori, da una parte e la Schillacium e i Comuni dall’altra va avanti. Diversi sono stati gli incontri nei mesi scorsi tra i sindacati e i vertici della Schillacium i sindaci e il prefetto e anche con Equitalia ( la società pubblica 51% Agenzia delle Entrate e 49% Inps) incaricata della riscossione nazionale dei tributi). Ma tutte quelle riunioni non sono riuscite a produrre unasoluzione concreta,ma solo a procrastinare l’agonia. Oggi la realtà è nuda e cruda. E non è più solo il problema delle discariche ormai sature . L’altro ieri c’era stata l’ennesimo Sos lanciato dai sindacati dei lavoratori Fit Cisl e Fp Cgil che chiedevano un incontro urgente ai vertici della Schillacium e al prefetto di Catanzaro per trovare una soluzione perchè i lavoratori minacciavano lo sciopero. Ora a dire stop è stata la Schillacium. Una sospensione del servizio che non sarà certamente indolore. E ai lavoratori non basterà salire sui tetti.

Il Quotidiano della Calabria

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