In questi giorni i tirocinanti in servizio presso i nostri Comuni, stanno effettuando una forma di protesta pacifica fermando le attività lavorative giornaliere. Si tratta di una mobilitazione generale che coinvolge tutti i Comuni e gli Enti affini, in cui i 6500 tirocinanti sono inseriti in attesa che il Governo nazionale affronti la loro questione decennale.

Sono donne e uomini che da anni offrono il loro contributo affinché la macchina dell’amministrazione pubblica vada avanti, persone che con dedizione ed entusiasmo svolgono il loro lavoro, perché di questo si tratta, non semplicemente di un tirocinio. Un lavoro a tutti gli effetti, svolto in vari settori, dalla manutenzione delle aree verdi, alla viabilità stradale, agli uffici amministrativi.

Persone ormai stanche che da anni aspettano una contrattualizzazione e/o una definitiva stabilizzazione.

Gli emendamenti presentati dal Governo Regionale, inizialmente dichiarati inammissibili e successivamente riammessi, sono risultati, comunque, insufficienti per tutelare un numero così elevato di persone. Per i TIS (Tirocini di Inclusione Sociale) è stata avanzata una proroga del progetto di tirocinio che non può essere accettata, in quanto lede la dignità dì queste persone, già ampiamente formate e pronte, grazie alle competenze acquisite, a proseguire nel loro percorso professionale.

Ricordiamo che i TIS, nati appositamente per consentire un reinserimento di lavoratori provenienti dal bacino di mobilità in deroga, dopo una formazione iniziale, non possono essere utilizzati ancora abusivamente per mascherare un Iavoro nero legalizzato e per sopperire alla carenza di organico nelle pubbliche amministrazioni.

Queste persone non possono più continuare a fornire le proprie prestazioni per una modesta indennità di € 500 mensili, corrisposta ogni due mesi e mezzo e per lo più tassata ai fini reddituali. E’ necessario riconoscere i loro diritti, ma soprattutto, la Ioro dignità.

I Sindaci dell’ambito di Soverato, consapevoli deII’ottimo supporto offerto nella gestione delle attività essenziali, esprimono la loro solidarietà a questi LAVORATORI e si impegnano a sostenerli in ogni sede affinché venga data risposta alle loro giuste rivendicazioni.

Questi lavoratori non vanno abbandonati in nessun modo nel precariato, a fronte di riconoscimenti economici ridicoli, non equiparati alla funzione importante che essi ricoprono nel sopperire alla continua carenza di personale negli Enti Pubblici.

Parliamo di padri e madri di famiglia che dopo anni di precariato rischiano di veder annullato il pregresso acquisito a livello di conoscenza ed esperienza lavorativa e rischiano di essere espulsi dal mondo di lavoro, una circostanza che renderà ancora più grave la crisi occupazionale della Calabria, con una ricaduta sull’economia e sul disagio sociale dei nostri territori.

La politica ha il dovere morale, prima ancora che istituzionale, di intervenire per risolvere, definitivamente, questa situazione drammatica.

I Sindaci dell’Ambito Sociale di Soverato:

Amaroni, Argusto, Badolato, Cardinale, Cenadi, Centrache, Chiaravalle, Davoli, Gagliato, Gasperina, Girifalco, Guardavalle, Isca, Montauro, Montepaone, Olivadi, Palermiti, Petrizzi, S. Andrea, S. Caterina, S. Sostene, S. Vito Sullo Jonio, Satriano, Soverato, Squillace, Stalettì, Torre Di Ruggiero, Vallefiorita.

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