Ancora un grande successo per Re-act, il teatro di residenza a Soverato che ha concluso con unanime consenso il laboratorio con l’immaginifico Teatro de Los Sentidos di Enrique Vargas, uno dei registi e ricercatori teatrali più accreditati nel panorama internazionale, che ha portato anche in Calabria i frutti di un lavoro di straordinaria fattura, condiviso con i responsabili di questa stimolante esperienza artistica che animerà ancora per i prossimi due anni la scena culturale della cittadina jonica.

 Drammaturgo, regista, ricercatore di antropologia teatrale e attore, il sudamericano (ma ormai di stanza a Barcellona in Spagna), concepisce i suoi lavori teatrali come forma d’esperienza. Le sue performance nascono dalla volontà di modificare la fruizione ortodossa del pubblico a teatro, imprimendo la poesia e la tenerezza di un’estetica che coinvolge tutti i sensi se non qualcosa di più, come avvenuto per questo lavoro iniziato ad ottobre e concluso nella consapevolezza del “libero” sentire: odori, leggeri contatti con le guide istruite dal Maestro, e conseguente allargamento di prospettiva al ricordo, all’immaginazione e successiva ri-creazione.

Come ribadito dal condirettore artistico di “Re-act” Emanuela Bianchi “l’operazione culturale sviluppata insieme ad Enrique Vargas ha certamente fornito dei risultati entusiasmanti che forse neanche noi ci aspettavamo, per quanto fossero auspicabili: i “viaggiatori-immaginanti” che hanno partecipato al percorso relativo alla “poetica della terra”, hanno poi rilasciato un feedback che ci ha dato conferma di quanto profonda sia stata l’esperienza vissuta. Difatti nei commentari (il pubblico è stato invitato a conclusione dell’esperienza a lasciare un commento scritto), trapela senza mezze misure il coinvolgimento emotivo e sensoriale che è stato vissuto da ognuno di loro. Ho letto di incursioni nelle viscere terrestri, di aver contattato la loro parte più profonda legata all’archetipo della “madre- terra”, ma anche di ricordi e memorie che erano sepolte nelle profondità e che sono prepotentemente riemersi, qualcun’altro ha lasciato andar via pensieri anche pesanti, forse per ritrovare la gioia della nascita e la speranza del futuro.”

L’esperienza è stata vissuta da un totale di 72 persone. Purtroppo non è stato possibile rispondere a tutte le richieste, poiché la possibilità di entrata era per 12 spettatori alla volta, per un percorso di 50 minuti alla volta, condotti da 10 attori-abitanti (oltre alla Bianchi anche Giovanni Carpanzano, Maria Grazia Bisurgi, Adolfo Oliviero, Maddalena Ascione, Stefania Mellace, Giovanni Muraca, Elisa Vignolo, Dario Rapicavoli, Elena Garufi ), 4 esperti che hanno agito sul campo seguendo le istruzioni del Maestro, coadiuvando il lavoro artistico logistico e tecnico compiuto dallo staff di Re-act.

“Decisamente quello che volevamo-riprende la Bianchi- ovvero la possibilità di riuscire attraverso la poetica teatrale nel rinnovare quel potere intrinseco di ogni individuo, la cosiddetta “Immaginazione-immaginante”, ovvero quella capacità che ci permette di agire nella realtà senza sentirci succubi dell’ambiente. Il maestro Vargas, che pone più domande che risposte, ci chiede: “Che succede se un sogno non ha un seme? Che succede se non abbiamo sogni? Noi siamo seminatori di sogni e diamo corpo ai sogni, ma se un essere umano non può seminare i suoi sogni che succede? E cosa succede se un paese non può realizzare i suoi sogni?”

Il percorso è una riflessione sul tema del gioco e della sua espressione, ludico perché solo attraverso il gioco esploriamo liberamente la verità nascosta dentro di noi, contattiamo attraverso il gioco il nostro segreto che è per metà nostro e per metà dell’altro che sta dentro di noi. Il lavoro sulla poetica dei sensi è un lavoro di ascolto e condivisione poiché appartiene alla nostra memoria singola e collettiva.”

La stagione di teatro riprenderà adesso il 23 marzo, con “Storie di briganti calabresi” di Vincenza Costantino, che saranno portate in scena dalla compagnia “Teatro della ginestra” di Cosenza.

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