1 (1)In data 27 gennaio 2015 gli uomini del Corpo Forestale della Regione Siciliana in forza all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina con il coordinamento del responsabile di quest’ultimo sono intervenuti in località Campo Milia, Buculica, del comune di Raccuja ove insite il depuratore reflui del Comune di Raccuja e procedendo, congiuntamente al responsabile dell’Ufficio Tecnico del comune di Raccuja, ad effettuare la ricognizione dello stato dei luoghi è stato constatato che l’intero sistema depurativo al servizio della rete fognante, ormai da anni, non funziona e versa in stato di totale abbandono.

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Inoltre è stato appurato che l’impianto di trattamento secondario ubicato nella località “Vallone Fuoti” si presenta con fanghi asciutti, a dimostrazione del lungo periodo di permanenza nelle vasche di stoccaggio, costituendo substrato ideale per l’insediamento della vegetazione spontanea, così deducendo che i reflui fognari prodotti dalla comunità di Raccuja scaricano liberamente nei corpi idrici della zona, bypassando il sistema di depurazione a suo tempo realizzato. In pari data, contestando ai sensi degli artt. 101 e 105 del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i.; art. 635 C.p.; artt. 142 “lett. c” e 146 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i.; l’ipotesi di reato “sversamento incontrollato delle acque reflue urbane provenienti dagli scarichi fognari del comune di Raccuja nell’alveo del torrente “Mastropotamo”; danneggiamento di acque pubbliche; alterazione dello stato dei luoghi in area sottoposta a vincolo paesaggistico (il torrente Mastropotamo è iscritto nell’elenco delle acque pubbliche di cui al R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775)”, si è proceduto al sequestro dell’intero sistema di depurazione al servizio della rete fognante del comune di Raccuja, consegnando lo stesso in custodia giudiziaria al Responsabile dell’Area Tecnica del comune di Raccuja.

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In particolare è stato sottoposto a sequestro l’impianto di trattamento secondario di località “Vallone Fuoti” dopo aver constatato che il sistema di depurazione è privo dell’autorizzazione allo scarico. Della fattispecie è stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti.

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