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Trecento euro subito e una mensilità e mezzo entro il prossimo 15 luglio per gli operai della Schillacium, la società a capitale misto pubblico-privato cher si occupa della raccolta dei rifiuti sui territori di 26 Comuni della provincia. È questa la “boccata d’ossigeno” emersa dalla riunione-fiume che ieri sera (iniziata alle 17.30 è terminata alle 21.45) si è svolta in Prefettura a Catanzaro, alla presenza di sindaci, tecnici, dirigenti della Schillacium e rappresentanti delle organizzazioni sindacali (Cgil con Bruno Talarico e Cisl) che hanno esposto la situazione al prefetto Antonio Reppucci. Una “mediazione” la sua che ha portato al passo dei Comuni che corrisponderanno una prima tranche di un arretrato complessivo che i 130 operai vantano nei confronti della società: quattro mensilità. Una situazione che nei giorni scorsi aveva portato alla mobilitazione dei dipendenti, che avevano minacciato di incrociare le braccia. Un fatto che, in particolare con l’avvicinarsi della stagione estiva, avrebbe potuto assumere dei risvolti drammatici sia sociali che sotto il profilo igienico-sanitario. Del resto, la situazione della Schillacium non è affatto rosea, anzi. Da anni è in atto un confronto serrato tra gli stessi Comuni (che sono comunque suoi soci) e la società: dal fronte Schillacium, infatti, vengono richiesti i saldi di crediti “importanti”. Da parte degli enti municipali, invece, vi è una sorta di contestazione delle cifre e dei servizi erogati sul territorio. Il dibattito di ieri (che si è svolto a porte chiuse) è stato piuttosto duro e ha delineato una situazione quantomeno impegnativa rispetto al futuro che attende la società, i Comuni e i dipendenti (l’anello vulnerabile). Proprio le maestranze, in effetti, sono quelle che rischiano di più, visto che la maggior parte di loro ha famiglie monoreddito, contratti part-time e, soprattutto, sovente finiscono per essere “soffocati” dal giogo delle società finanziarie alle quali si sono dovuti rivolgere per fare fronte ai frequenti ritardi nel pagamento dei propri stipendi. Su questo, va sottolineato, il sindacato si è anche impegnato scrivendo alle finanziarie spezzando una lancia in favore di questi operai, che talvolta non hanno nemmeno la possibilità – ne è stata data testimonianza a margine dell’incontro di ieri – di acquistare dei farmaci. Ora, dunque, si è addivenuti ad un primo passo – agevolato dai “buoni uffici” di Reppucci – nei confronti degli operai, che potranno avere una boccata d’ossigeno grazie alla decisione che il prefetto ha agevolato: praticamente, i Comuni hanno convenuto di sostenere economicamente la società (che ha una condizione finanziaria critica) a fronte dei debiti che diversi stessi enti locali hanno nei suoi confronti. Da questo, derivano ovviamente anche i debiti che la stessa Schillacium ha contratto nei confronti degli istituti previdenziali, che si sono a loro volta rivolti alla società Equitalia per il recupero dei crediti. Di fronte a questo panorama, il prefetto ha anche invitato i sindaci (i Comuni detengono il 51% – la maggioranza, dunque – della Schillacium) a trovare una soluzione che possa garantire l’integrità dei servizi ma, soprattutto, possa dare una risposta concreta e definitiva ai 130 operai che ormai da anni vivono in una situazione di grave precarietà economica e sociale.

Gazzetta del Sud – Francesco Ranieri

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