Salvatore_ScalzoL’ufficio stampa di Salvatore Scalzo rende noto in un comunicato che “Gli eventi degli ultimi giorni e le vicende del ricorso presentato grazie all’impegno delle associazioni ha parzialmente rischiato di distogliere l’attenzione dalle vere questioni che stanno dietro un progetto assolutamente grossolano e inattuabile come quello di Safe City. Come ho detto già in una conferenza stampa alcuni mesi orsono il problema è tutto eminentemente politico e di opportunità. Ci sono tre profili che rendono assolutamente inaccettabile un progetto come quello di Safe City nella città di Catanzaro:

  1. ritengo inaccettabile l’idea, che in un momento di crisi economica e di crescente disoccupazione e mancanza di lavoro, 24 milioni di euro possano essere consegnati, sic et simpliciter, ad una società straniera, con le briciole o nulla lasciate all’economia locale.
  2. ritengo inaccettabile l’idea che, piuttosto che trattare la sicurezza come un problema dettato dal disagio sociale e dalla povertà crescente in città, si pensi di spendere una cifra cosi’ importante in telecamere. Voglio ricordare alla cittadinanza che, secondo statistiche ufficiali, le telecamere prevengono solamente un 2 per cento dei reati, il che significherebbe che ci potremmo accorgere tra due anni che, dopo 24 milioni di euro (ripeto, 24 milioni di euro) spesi, i reati sarebbero più o meno gli stessi.
  3. I costi del mantenimento sarebbero completamente a carico del comune e certamente non sono bassi. Continua a rimanere quella mentalità delle cattedrali nel deserto, della spesa improduttiva. Tentativi costanti di costruire cose nuove senza far funzionare le cose esistenti. Oggi nella città di Catanzaro, non riescono a funzionare neppure le telecamere già esistenti e cittadini lo sanno perfettamente. Che senso ha installarne di nuove?

 

A questo gioco allo spreco, dove potrebbero ruotare interessi nobili e anche meno nobili, non ci staremo mai. A dire il vero credo che quella cifra cosi’ imponente in realtà non esista, non prevedendola, come già fatto intendere da autorevoli fonti, la dotazione finanziaria del PON Sicurezza. Tuttavia laddove dovessero essere messe a disposizione quelle cifre, noi faremo tutto quanto possibile per impedire uno spreco così clamoroso, in una città che non puo’ permettersi sprechi e progetti megagalattici, ma cose semplici e fattibili al favore dello sviluppo e del lavoro e dell’economia locale. E’ evidente che stiamo fortemente considerando anche il ricorso, su una questione così importante, agli strumenti di democrazia diretta e, quindi anche al primo referendum cittadino, laddove dovessi esserci il bisogno.”

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