carabinieri arresto pusherNella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Roccella Jonica hanno tratto in arresto L.M. di anni 20, di Marina di Gioiosa Jonica, poiché ritenuto essere il conducente del veicolo che alle prime luci di stamattina ha investito, uccidendolo, L.R. di anni 52, originario di Siderno.

Quest’ultimo, come tanti, appassionato di bicicletta, aveva deciso di mettersi in sella di buon’ora ed infatti, già prima delle sette stava transitando lungo la SS 106, quando, giunto alle porte di Roccella Jonica veniva tamponato da un veicolo che lo sbalzava dalla bicicletta. La caduta, fatale, causava la sua morte. A nulla infatti servivano i tempestivi soccorsi dei sanitari del 118 che ne tentavano una disperata rianimazione sul posto, purtroppo senza esito positivo.

Appena giunti sul luogo dell’incidente i Carabinieri della Stazione di Roccella Jonica, supportati dai colleghi del Radiomobile e delle Stazioni di Marina di Gioiosa Jonica e di Gioiosa Jonica, oltre a procedere ai rilievi del caso e a controllare il deflusso dei veicoli, intraprendevano le attività di indagine finalizzate all’identificazione dell’autore del gesto. Raccolti i primi elementi, acquisite diverse testimonianze e visionate alcune telecamere, i Carabinieri si mettevano alla ricerca di un Fiat Ducato che, per le caratteristiche e le modalità in cui si erano svolti i fatti, si riteneva essere il mezzo che aveva causato l’incidente. Grazie alla conoscenza del territorio, i Carabinieri della Stazione di Roccella Jonica giungevano ad identificare il conducente del mezzo in L.M., abitante in Marina di Gioiosa Jonica. Giunti presso la sua abitazione, ad una prima richiesta avanzata allo stesso circa i suoi movimenti nella mattinata, l’interessato prima tentava di fornire alcune vaghe indicazioni circa i suoi spostamenti, per poi confessare di essere l’autore dell’investimento. Pertanto lo stesso veniva portato in Caserma, ove forniva ulteriori indicazioni in merito all’accaduto.

I Carabinieri dichiaravano L.M. in arresto, restringendolo agli arresti domiciliari, come disposto dall’A.G., in attesa di convalida del provvedimento. Si procedeva inoltre al sequestro del mezzo e di altri oggetti ritenuti utili per le indagini.

 

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