DSC_0176 E’ consuetudine ormai consolidata riunire ex alunni degli anni più belli con una cena di classe, meno frequente è invece celebrare l’incontro tra i banchi della stessa scuola e aula e con gli stessi insegnanti di cinquant’anni fa. Questo evento straordinario è avvenuto, nel mese scorso, con gli ex alunni della media statale “Giuseppe Mazzini” degli anni 1960/63. Si son dati appuntamento nel cortile antistante la scuola, riconoscendosi con non poche difficoltà, e al suono invariato e inconfondibile della campanella sono entrati disciplinatamente, ripetendo istintivamente lo stesso percorso di mezzo secolo fa come se il tempo non fosse mai passato, nella classe dell’allora sezione H. Hanno atteso l’arrivo della loro professoressa di lettere sig.ra Enza Fusco che viene accolta con indescrivibile gioia ed emozione. L’insegnante porta in mano il registro di classe con tutti i nomi degli alunni. Naturalmente all’appello ci sono degli assenti, ma il numero dei presenti è consistente e come un normale primo giorno di scuola, la professoressa conduce l’ora di lezione con sorprendente energia e lucidità ricordando addirittura particolari inediti. Non poteva mancare anche l’ora di ginnastica con il professore di tante generazioni signor Felice Currò che “ordina” di scendere giù in palestra a smaltire il grasso accumulato in questo mezzo secolDSC_0035o. Dopo le rituali foto di gruppo, l’irripetibile giornata si conclude con un pranzo presso un rinomato ristorante di Ganzirri. L’organizzatore ringrazia, per la riuscita della straordinaria ricorrenza, il Dirigente Scolastico e l’ottimo personale della scuola media “G. Mazzini”. Le foto dell’incontro sono su facebook nel gruppo “scuola media Mazzini” aperto a tutti. Nella foto da sx in piedi: Filippo Fusco, Franco Irrera, Massimo Ioppolo, prof. Felice Currò, Giacomo Scarfì, Carmen Pandolfino, Salvatore Cosenza, prof.ssa Enza Fusco, Carmela Lo Cascio, Cesarina Ioppolo, Giovanni Cutugno, Sandro Gemelli, Vittoria Ruggeri, Vincenzo Sgroj; seduti: Peppe Florio, Nicola Mazzù e Giovanni Borrometi.

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