«Sconcerto e perplessità» ha manifestato Nuccio Barillà, componente della segreteria nazionale di Legambiente, sul rimpatrio di 30 dei 44 migranti che, sbarcati nella tarda serata di martedì scorso a Stignano, a distanza di sole 36 ore sono stati rispediti nella loro terra di provenienza. Una delegazione di Legambiente – sodalizio che fra l’altro avversa ogni forma di discriminazione e ingiustizia sociale – ha visitato, nei giorni scorsi, «non casualmente» Riace, ha sostenuto Barillà, per incontrare il sindaco Domenico Lucano, «esprimergli vicinanza» e sollevare dubbi per l’azione di rimpatrio messa in atto dal governo centrale «ai danni dei migranti approdati in Calabria in cerca di un futuro e ai quali è stato negato preventivamente il diritto inviolabile alla richiesta di asilo politico». «Come denunciato dal sindaco di Riace – ha proseguito Barillà – alle forze dell’ordine e ai rappresentanti delle istituzioni tutti avevano espresso in modo chiaro la volontà di accedere alla richiesta di asilo politico, come sancito dalla Convenzione di Ginevra, cui l’Italia ha aderito». Un passaggio disatteso e per il quale Legambiente si è rivolta al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri affinchè si esprima su quanto accaduto. Intanto i 14 minorenni sbarcati a Stignano ieri sono stati ufficialmente affidati alla custodia del Comune di Riace.

Gazzetta de Sud – Cristina Scuteri