Ciò che sta avvenendo a Riace in questi giorni sarebbe degno di un film di Totò se non fosse per la tragicità delle conseguenze che il tutto sta comportando per decine e decine di famiglie e tanti esercizi commerciali. È successo che una diffida ad adempiere al pagamento dei corrispettivi della fornitura idropotabile che la SORICAL ha fatto pervenire al Comune di Riace il 25 maggio e acquisita al protocollo con n. 2526 sia stata dimenticata da tutti in qualche cassetto sino al 7 giugno quando la fornitura dell’acqua è stata ridotta lasciando così quasi del tutto a secco la popolosa Marina.

La diffida della SORICAL, indirizzata anche al Prefetto di Reggio Calabria e all’Assessorato e al Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Calabria informava il Comune di Riace dello stato di morosità consistente in euro 162.640,67 a tutto il 4° trimestre 2010 e del conseguente decreto ingiuntivo n. 81/10 notificato al Comune e divenuto esecutivo per gli importi dovuti dal 4° trimestre 2008 al 4° trimestre 2009 per euro 114.162,01, iscrivendo successivamente a ruolo la somma di euro 23.223,75.

Così stando le cose la SORICAL diffidava formalmente il comune di Riace a regolarizzare entro 15 giorni il pagamento dovuto pari ad euro 139.416,82.

A questa diffida non solo non si è provveduto ma non si è avvertita nemmeno di quanto stava accadendo la popolazione che si è vista venir meno l’acqua senza un giustificato motivo.

Gravissime sono state le inadempienze da parte degli Amministratori e dei Responsabili dei Servizi (oltretutto lautamente pagati oltre al normale stipendio) che non hanno provveduto a contattare in tempo la SORICAL per far fronte al problema e mettendo una “toppa” solo dopo che è stata ridotta l’acqua e dopo le innumerevoli e giuste proteste dei cittadini che si son visti interrompere un servizio che loro hanno già pagato.

È da sottolineare come la gestione quantomeno “allegra” delle casse comunali stia portando il Comune di Riace ad un prevedibile e quanto oramai certo dissesto finanziario.

Prova ne è che anche gli stipendi dei dipendenti cominciano a non essere più pagati per non parlare dei tantissimi debiti fuori bilancio che sono spregiudicatamente tenuti in stand-by.

Evidentemente la gestione milionaria dei progetti di accoglienza ha distratto tutti da quelle che sono le reali esigenze dei cittadini.

Le dimissioni del Sindaco Lucano che (A PAROLE E SOLO A PAROLE sostiene che l’acqua deve restare PUBBLICA) e dell’intera Giunta sarebbe solo il minimo per chiedere scusa ad una popolazione intera.

Ilfattoonline.com – Antonio Trifoli

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