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Il comitato ha incontrato il commissario dell’asp 3: vanno sbloccati i lavori. Poco da fare per il punto nascite. Una delegazione del “Comitato per l’ospedale di Paternò” ha incontrato questo pomeriggio il Commissario straordinario dell’Asp 3 di Catania, Rosalia Murè. Il Comitato aveva richiesto l’incontro per ribadire con forza la richiesta di sblocco dei lavori di messa in sicurezza del nosocomio Santissimo Salvatore: lavori partiti e subito fermatisi nell’estate del 2008 tra errori di progettazione e scelte scellerate da parte dei governi regionali che si sono susseguiti nel corso degli anni. Il Commissario ha confermato il suo impegno nell’accertare qual è lo stato dell’arte.

“L’incontro con il Commissario Murè è servito a guardarci in faccia e dirci come stanno le cose senza troppi giri di parole o ipocrisie – spiegano i portavoce del Comitato -. Lo sblocco dei lavori diventa un fatto prioritario e su questo non intendiamo indietreggiare di solo un millimetro. Nell’incontro è stato ribadito che l’ospedale Santissimo Salvatore è salvo con la conferma dell’Unità complessa di Chirurgia, dell’ortopedia e del centro trasfusionale che resterà come Unità semplice: risultato, questo, in buona parte delle battaglie sostenute dalla gente in questi ultimi mesi. Apprendiamo, invece, che il Punto nascite è destinato a scomparire, anche se resterà il reparto, così come è stato ribadito nell’ultima conferenza dei sindaci alla quale erano presenti anche i primi cittadini di Paternò, Biancavilla e Bronte”.

“Crediamo che, a questo punto, sia arrivato il momento di tirare le somme – concludono i portavoce del Comitato – e tocca alla politica locale, se ne è in grado, di far valere i diritti dei paternesi. Da parte nostra continueremo la nostra battaglia per il diritto alla salute e nell’interesse esclusivo della persone anche attraverso la costituzione del Tribunale dei diritti del malato al quale gli instancabili volontari delle associazioni paternesi stanno aderendo ad ogni giorno che passa. Ma come detto tocca, ora, alle istituzioni farci comprendere quanto e se abbiano a cuore le sorti della loro gente”.

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