usb-sindacatoNota stampa dell’USB Lavoro Agricolo: <<Positivo l’intervento della Polizia, ma il ministero dell’interno se accelerasse le pratiche di rilascio dei permessi di soggiorno e delle regolarizzazioni,sicuramente favorirebbe l’emersione dal lavoro nero e dal ricatto adoperato nei confronti dei braccianti stranieri.

Un’operazione di polizia ha stamane eseguito nove ordinanze di custodia cautelare. Datori di lavoro, caporali e faccendieri reclutavano e impiegavano manodopera di origine subsahariana a basso costo.

Il Questore di Reggio Calabria, Megale, ha commentato l’operazione augurandosi che possa essere messa fine allo sfruttamento dei migranti nel nostro territorio. Ne condividiamo l’auspicio, ma riteniamo che lo sfruttamento lavorativo e la vulnerabilità della popolazione straniera, che con il suo lavoro contribuisce enormemente al settore agroalimentare locale e regionale, non possa essere combattuto solo con le pur necessarie operazioni di polizia.

Lo sfruttamento si combatte con il riconoscimento dei diritti politici e sociali; la garanzia di condizioni di dignità che trovano in alloggio e politiche del lavoro la loro completa attuazione; l’avvio di procedure burocratiche e documentali che favoriscano, piuttosto che costantemente ostacolare, la titolarità dei migranti alla presenza legittima sul nostro territorio.

Questi punti sono ancora più decisivi in un contesto come quello pandemico, in cui tendopoli e ghetti continuano ad essere i luoghi di vita dei lavoratori stranieri e durante il quale poco e niente è stato fatto per attribuire tutele sociali ed economiche.

In assenza di questi mutamenti, caporali, faccendieri e sfruttatori senza scrupoli, a prescindere dalla loro nazionalità, continueranno a detenere poteri di vita e poteri di morte su migliaia di esseri umani, fondamentali per l’economia calabrese ma verso i quali l’indifferenza delle istituzioni è enorme.

Da tempo chiediamo che gli Organi ispettivi dello Stato allarghino il loro intervento ai fondi PAC che con troppa facilità arrivano nelle grandi aziende agricole senza alcun controllo di regolarità.

L’Unione Sindacale di base continua la lotta al fianco dei braccianti agricoli supportandoli nelle pratiche sindacali e rivendicando il rispetto dei contratti di lavoro.

Basta sfruttamento, dignità e diritti per tutti i lavoratori agricoli.>>

 

 

 

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