La Giunta Regionale presieduta da Giuseppe Scopelliti ha approvato, nell’ultima seduta, la proposta di legge presentata dall’assessore alla Cultura Mario Caligiuri sull’istituzione di una giornata del Calendario in memoria di Aloysius Lilius. Secondo Caligiuri “l’obiettivo della Regione è quello di riscoprire un calabrese al quale tutto il mondo deve qualcosa perché ha ideato il calendario che dal 1582 scandisce il tempo di quasi tutti i popoli della terra”. Aloysius Lilius era nato 501 anni fa a Cirò.

 

Per riformare il calendario Papa Gregorio XIII nominò una commissione di esperti e tra le proposte presentate fu scelta quella elaborata da Aloysius Lilius che prevedeva il calendario solare che oggi tutti conosciamo, basato sul ciclo delle stagioni e composto di 12 mesi di durate diverse da 28 a 31 giorni, per un totale di 365 o 366 giorni. La proposta di Lilius fu in grado di correggere il ritardo del calendario giuliano, più corto di 11 minuti e 14 secondi, con la conseguenza di un giorno di ritardo accumulato ogni circa 128 anni rispetto al trascorrere delle stagioni. L’Amministrazione Comunale di Cirò, nel 2010, ha organizzato diverse iniziative culturali che hanno visto il coinvolgimento dello scienziato Antonino Zichichi e con l’apporto della Regione Calabria è stato realizzato il Museo Aloysius Lilius. La proposta elaborata dalla Giunta per l’istituzione di una giornata del calendario dovrà essere esaminata prima dalla Terza Commissione e poi dal Consiglio Regionale. L’iniziativa della Regione si aggiunge a quella parlamentare avviata nel 2010 da Maurizio Lupi e Nicodemo Oliverio, mentre Caligiuri ha investito il vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani per l’indizione di una Giornata europea su Lilius.

 

LA SCHEDA Aloysius Lilius è uno scienziato italiano, ideatore della riforma del calendario gregoriano, di fatto l’uomo che ha donato all’umanità il calendario perfetto, quello che dal 1582 scandisce gli anni, i mesi e i giorni di tutti noi, nelle piccole vicende del privato come nelle grandi vicende della Storia.Una storia, quella di Aloysius Lilius, per larghi tratti ancora poco nota, che nasce in una frazione della Calabria, l’antica Ipsicron, oggi Cirò, nel crotonese, e si perde nei rivoli di poche indicazioni giunteci dal passato, per la ricostruzione delle quali si sono cimentati e tuttora si cimentano appassionati e studiosi della storia patria, sebbene senza poter ancora inquadrare completamente un personaggio che, nell’eccellenza della sua genialità, è passato in silenzio tra le vicende della sua terra . Un genio, quello di Lilius, di grandezza assoluta.

 

Fu infatti grazie agli studi di questo medico, matematico e astronomo del 1500 che fu possibile ripristinare la data dell’equinozio di primavera legato al computo della Pasqua cristiana, “invenzione” non piccola, se si pensa che Lilio ricondusse l’equinozio al 21 marzo e non all’11 dello stesso mese, come cadeva ormai al tempo di Gregorio XIII a seguito di uno “sfasamento” del Calendario Giuliano, accumulatosi nel tempo. Una riforma quella del calendario promossa da Lilius, che venne presentata solo dopo la morte dello scienziato, dal medico Antonio Lilio, fratello di Aloysius, al Pontefice Gregorio XIII. La riforma ebbe una tale importanza che il Papa la volle rappresentata, con straordinario realismo, addirittura sulla propria tomba in Vaticano, dove appare la scena con la consegna del Compendio alla Chiesa di Roma, che il pontefice accoglie a braccia aperte, a simboleggiare l’ecumenismo della scoperta.

 

Alla consegna parteciparono i massimi scienziati dell’epoca riuniti in Commissione: il cardinale Guglielmo Sirleto di Guardavalle (che la presiedeva); il vescovo Vincenzo Lauro; l’astronomo Giuseppe Moletti; il patriarca di Antiochia Ignazio Nehemy; il canonico e giurista francese Serafino Olivier; l’interprete e studioso di lingue orientali Leonardo Abel di Malta; il domenicano Pietro Ignazio Danti di Perugia; il teologo spagnolo Pietro Chacòn; il matematico Giovan Battista Gabio e il gesuita tedesco Cristoforo Clavio che si adoperò in tutti i modi per l’accoglimento della riforma anche nei Paesi protestanti. In che modo Lilio sia pervenuto a un valore di 365,2225 giorni, rimane per tutti un mistero, come ha dichiarato anche lo studioso americano di scienze astronomiche Gordon Moyer.

Analogo parere è stato espresso dallo scienziato Antonino Zichichi, che più volte ha sottolineato come Lilius sia giunto al calendario perfetto, ricercato nella storia da tutti i popoli del mondo, prima ancora della nascita della “scienza”, che avvenne con Galileo Galilei, e, fatto ancor più straordinario, prima che fosse noto il terzo movimento della terra, quello sull’asse terrestre. E’ sulla base di queste rilevanti premesse storiche e culturali che è nata l’idea di rivalutare la figura di Lilius in Italia e nel mondo. L’incipit è stato dato dallo stesso prof. Zichichi il quale ha più volte ribadito che “se Lilius fosse stato un inglese, un tedesco o se fosse stata una persona non italiana a scoprire il calendario perfetto oggi lo saprebbero tutti, invece nessuno sa che e’ stato un italiano’’ .

 

La volontà di celebrare l’italianità del genius di Aloysius Lilius è stata quindi recepita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella persona del coordinatore scientifico degli eventi, la dott.ssa Gabriella Cetorelli Schivo che ha ideato, progettato e avviato, con un team di funzionari e tecnici del Ministero, un vasto calendario di manifestazioni che abbraccia il triennio 2010-2012, partendo proprio dalla data del V centenario della nascita dell’astronomo umanista.

Le iniziative hanno preso l’avvio nel marzo del 2010 quando, nel corso di una affollata conferenza stampa a Cirò, alla presenza del sindaco di Cirò e del prof. Egidio Mezzi, uno dei più importanti studiosi della figura di Lilio, la stessa dott.ssa Cetorelli ha presentato ufficialmente il programma liliano. E’ seguita, nell’aprile del 2010, presso il Palazzo dei Musei di Cirò, l’inaugurazione della mostra curata dalla Biblioteca Universitaria Statale di Cosenza “L’ingegno umano nella Magna Graecia: la lingua, la medicina, la filosofia, il cielo” realizzata per onorare le radici culturali magno greche da cui presero l’avvio gli studi di Lilio.

 

In onore della preparazione medica dell’astronomo cirotano sono stati esposti documenti originali sulle prime campagne di scavo nella Sibaritide e nella Crotoniatide: attraverso lo studio delle laminette orfiche è stato possibile, per il visitatore, avvicinarsi alla riscoperta della storia e dell’evoluzione della scuola medica pitagorica, ispirata ai misteri eleusini. La volta celeste poi, più di ogni altra realtà, rappresentava il nucleo del mondo, la postazione preferita per la lettura dei destini dell’umanità o per “affacciarsi” agli imperscrutabili misteri dell’universo, come fece Lilius.

NELLA FOTO – Roma, San Pietro in Vaticano. Particolare della tomba di Gregorio XIII con Antonio Lilio che consegna il Compendium al Papa alla presenza della Commissione Pontificia.

Fonte: http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article19389

 

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