videro e credetteroSabato 9 novembre alle ore 19,00 ha avuto luogo dinanzi ad una numerosa ed attenta platea l’inaugurazione e la presentazione dei contenuti della mostra Videro e credettero. La bellezza e la gioia di essere cristiani. E’ intervenuto nell’occasione Don Liborio Di Marco, docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica di Sicilia in Palermo, che ha effettuato una lectio magistralis incentrata sulla figura di Cristo Uomo-Dio essenza dell’incontro e dell’avvenimento Cristiano, che fa del Cristianesimo stesso un fatto e non una dottrina religiosa. Alla relazione di don Liborio, che ha suscitato commozione ed entusiasmo tra i presenti, ha fatto seguito la visita guidata della mostra da parte di Maria Concetta Buttà, coordinatrice della esposizione itinerante per la Sicilia. Giunta nella nostra città per iniziativa dell’Associazione Culturale “Don Giuseppe Riggi”, in occasione dell’Anno della fede, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Messina‐Lipari‐Santa Lucia del Mela e di Comunione e Liberazione di Messina, la mostra Videro e credettero.

La bellezza e la gioia di essere cristiani, prodotta da Itaca con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che ha concesso il logo dell’Anno della fede, del Progetto Culturale della Chiesa Italiana e dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI sarà visitabile fino al 17 novembre nella Basilica Cattedrale di Messina In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto e Gesù semplicemente un grande personaggio del passato» – ha detto Benedetto XVI – occorre «un rinnovato impulso, che punti a ciò che è essenziale della fede e della vita cristiana», cioè l’incontro con Cristo, vivo e presente. È questo l’intento dell’esposizione, che si colloca nell’ambito dell’Anno della fede voluto da Benedetto XVI, e portato avanti con altrettanta audacia dal grande testimone della bellezza di Cristo quale è Papa Francesco, come occasione di riscoperta di una fede ragionevole e piena di speranza. La mostra, costituita da 32 pannelli suddivisi in cinque sezioni, propone un percorso di testi e immagini che, partendo dal contesto di un «mondo dopo Gesù senza Gesù», per usare un’espressione del poeta Péguy, intende mettere in luce il realismo e la ragionevolezza della fede come l’unica che può rispondere al cuore dell’uomo, fatto per l’infinito.