buzzancariunionepiazzeStamani nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del sindaco on. Giuseppe Buzzanca e dell’assessore all’arredo urbano, Elvira Amata, sono stati presentati i progetti di riqualificazione delle piazze, per i quali sono stati assegnati un milione e 115 mila euro dal CIPE, nella seduta del 6 novembre scorso a valere sulle somme per interventi di risanamento ambientale del fondo infrastrutture. La progettazione – come ha ricordato Buzzanca – era stata presentata nel giugno di quest’anno dal Comune di Messina, nell’ambito del “Programma di finanziamento per interventi di sviluppo” per la riqualificazione delle piazze di San Rocco a Faro superiore; della Chiesa Madre al villaggio Santo; della piazza e scalinata di Santa Barbara e di piazza Unità d’Italia. L’intervento di riqualificazione urbana delle quattro piazze ha come comune denominatore la storicità e l’antichità d’impianto, la particolare localizzazione urbana e la loro centralità rispetto a vicende che hanno determinato l’antropizzazione e la caratterizzazione socio-culturale di una parte di territorio. I due progettisti, l’architetto Nino Principato ed il geometra Salvatore Corace, hanno esposto la storia socio-culturale di questi quattro luoghi situati a nord, al centro ed al sud della città. La piazza Unità d’Italia, è il contenitore di una delle più belle fontane del ‘500 europeo, scolpita dal toscano Giovan Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo Buonarroti, nel 1557. Al suo carattere di perfetta centralità nel tessuto urbano cittadino, si unisce la particolare connotazione di “vuoto urbano” che fa da supporto a pregevoli edifici pubblici e privati della ricostruzione di Messina dopo il sisma del 1908: il palazzo della Prefettura, opera di Cesare Bazzani (1913 – 15), e il palazzo Carrozza in stile eclettico neo-medievale di scuola Coppedè. La piazza non è fruita perché circondata da viabilità che ha ridotto la preziosa scultura tardorinascimentale alla funzione, non certo dignitosa e decorosa, di elemento spartitraffico. La piazza San Rocco a Faro Superiore, assume anch’essa la forte connotazione di “vuoto urbano” centrale, confluenza di importanti arterie di attraversamento e luogo deputato a tutte le attività socio-culturali della comunità. Caratterizzata dalla presenza, come una quinta scenografia architettonica, degli avanzi risistemati della chiesa di San Rocco (pregevole altare a tarsie marmoree del XVII secolo), la piazza risale alla fase di più antico impianto del casale (sec. XI) e attualmente è fruita con notevoli difficoltà, per il fatto di essere stata asservita esclusivamente alla funzione di snodo viario. La filosofia di base del progetto di riqualificazione urbana, così come per quella dell’Unità d’Italia, è la sua pedonalizzazione sottraendo alle sedi stradali inutilizzate preziose superfici da destinare esclusivamente ai pedoni. La piazza della Chiesa Madre del villaggio Santo, già interamente pedonale, necessita di una profonda operazione di recupero a fronte dell’importante ruolo esercitato quale supporto della chiesa Madre edificata nel 1929/31 su progetto dell’architetto Francesco Barbaro autore di celebri e pregevoli realizzazioni architettoniche cittadine e per essere l’unica, importante e centrale piazza storica del casale che prese il nome di “Santo” per la venerazione particolare a San Pantaleone, santo per antonomasia. La piazza e scalinata Santa Barbara costituisce un preziosissimo brandello di tessuto storico urbano risalente al periodo storico tra il settecento e l’ottocento. Si tratta di un episodio eccezionale di scalinata con piazza e piazzette intermedie, che si sviluppa lungo un imponete bastione cinquecentesco della cinta muraria fortificata cittadina voluta dall’imperatore Carlo V nel 1537, con interessanti tipologie di edilizia abitativa del ‘700 e dell’800 ai margini, con altre notevoli testimonianze della Messina precedente al terremoto del 1908.

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