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La devozione per Sant’Emidio rinnova il ricordo di un tragico evento: il terremoto che, il 5 febbraio 1783, rase al suolo interi paesi. La notte prima, quella del 4 febbraio, pare che il santo, all’epoca sconosciuto nella Locride, apparendo in sogno a un cittadino chiese di essere venerato come patrono offrendo in cambio una speciale protezione. Fin qui la leggenda: certo è che quando la terra cominciò a tremare in tutta la Locride, provocando ovunque centinaia di vittime, il popolo placanichese invocò da sant’Emidio la protezione dal sisma e, miracolosamente, il piccolo centro fu preservato da gravi disastri. I placanichesi oggi porteranno in processione il busto ligneo realizzato dall’artista Vincenzo Zaffino nel 1848. Il rito si concluderà con il bacio della reliquia in S. Basilio Magno, con la messa officiata da p. Francesco Ferrero.(i.d.)

Gazzetta del Sud

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