“Le prerogative dello statuto siciliano non rappresentano un limite per conservare i privilegi ma reali opportunità per gli abitanti dell’Isola. Lo statuto non è un mantra sotto cui nascondersi. Abbiamo dei diritti da far valere nei confronti dei cittadini”. Questa è la dichiarazione dell’On. Beppe Picciolo, candidato del Partito dei Siciliani – MPA all’Ars per il prossimo 28 ottobre, in merito alle possibilità di rilancio della Regione Siciliana attraverso la carta “Autonomia”.

“Le normative regionali – spiega il rappresentante del PdS – devono intervenire nella capacità di produrre risorse aggiuntive piuttosto che nei singoli settori. Occorre puntare all’autonomia economica rispetto allo Stato centrale. Ricordiamo che, grazie allo Statuto speciale, la nostra Regione può vantare una competenza esclusiva su una serie di materie tra cui le risorse più preziose del territorio: beni culturali, agricoltura, pesca, ambiente, enti locali, turismo. Queste risorse sono un richiamo per altre risorse che possono diventare un volano per le piccole-medie aziende o per i giovani che vogliono investire o per i professionisti o esperti imprenditori”.

“Lo Stato non può fare da padrone – incalza Picciolo – dal momento che non tutte le proprie leggi sono in vigore nell’Isola. Soprattutto in materia fiscale, la Regione siciliana si può avvalere della completa autonomia finanziaria e tributaria in quanto le imposte riscosse nel territorio restano in loco. Solo così si potrà reinvestire nello sviluppo dei servizi rivolti alla collettività e nei settori a vocazione siciliana quali il Turistico – alberghiero, il Terziario, le piccole attività commerciali”.

“In questo particolare momento storico, più che mai – propone il deputato uscente – occorre aiutare le imprese che non riescono a pagare il DURC. Tramite l’IRFIS (Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie in Sicilia) sarà possibile finanziare le imprese che potranno allinearsi e corrispondere i crediti previsti dalla legge. L’IRFIS potrebbe rappresentare quella sorta di ammortizzatore straordinario delle imprese. La Regione, attuando questa politica finanziaria, può facilmente sostituirsi alle banche ad interessi zero. D’altra parte, la popolazione siciliana deve esigere migliori finanziamenti, maggiori garanzie bancarie”.

“Bisogna guidare – conclude Picciolo – chi si avvicina per la prima volta all’attività imprenditoriale, stanziando una sovvenzione di partenza. L’idea iniziale può essere avviare microimprese finanziate nello start up, mai oltre il 30%. L’obiettivo dovrà essere ampliare il bacino economico di questa terra ed evitare esperienze d’impresa a fondo perduto fallimentari, esempi di un passato abbastanza recente (Termini Imerese, Pirelli).

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