Di seguito la nota che il Consigliere Comunale  Nello Pergolizzi ha inviato al Commissario Croce:

<< Da un esame della documentazione relativa emergerebbe che con nota prot. n. 12986 del 02.03.2009, il Ministero della Giustizia sollecitava l’Amministrazione Comunale di Messina a formulare una concreta proposta per l’immediata utilizzazione dei fondi per l’edilizia giudiziaria sui quali era stato predisposto e non utilizzato un finanziamento di originari €. 17.921.052,00.

Precisava che, trascorso il termine assegnato, il finanziamento (ormai datato, sembra risalente agli anni ’90) sarebbe stato revocato.

La questione veniva portata all’attenzione della Commissione di Manutenzione del Palazzo di Giustizia che, nella seduta del 16.03.2009, esprimeva parere favorevole alla acquisizione di un immobile già realizzato incaricando il Comitato Tecnico di formulare una scheda con l’indicazione delle caratteristiche richieste.

La Commissione Tecnica all’uopo nominata si riuniva e stabiliva che l’immobile dovesse avere una superficie tra 5.000 e 8.000 mq dovesse essere collocato nel Comune di Messina e dovesse essere facilmente raggiungibile da mezzi di trasporto pubblico essendo perciò localizzato tra il capolinea nord del tram (zona Annunziata) e lo svincolo di Tremestieri.

La Commissione Manutenzione concludeva, nella seduta del 30.03.2009, dando mandato al Comitato Tecnico per la predisposizione del bando per l’acquisizione“di uno o più fabbricati, ricadenti nello stesso lotto, da destinare ad Uffici Giudiziari di Messina, già costruiti da adeguare da ristrutturare ovvero adattabili alle esigenze più avanti specificate”.

La Commissione, infine, dopo avere formato la graduatoria finale tra le ditte partecipanti all’invito – Gruppo GMC S.r.l., Neptunia S.p.a., Arcidiocesi di Messina,Formula 3 S.p.a. – aggiudicava l’acquisto dell’immobile offerto da Gruppo GMC in Via Bonino: riteneva migliore tra tutte questa offerta.

Alla aggiudicazione sono seguiti una serie di ricorsi da parte degli altri partecipanti alla selezione rigettati dal TAR con sentenza n. 3701 del 09.09.2010: nelle more dell’appello, in data 11.12.2009, il Comune di Messina ha sottoscritto con Gruppo GMC s.r.l. un compromesso contente le condizioni e le modalità di vendita. In sede di appello, il C.G.A. di Palermo con sentenza n. 651/2011 del 12.10.2011 ha accolto il ricorso, segnalando nelle motivazione anche che sarebbe stato necessario investire il Consiglio della problematica in questione trattandosi di materia che interferisce sulle questioni di competenza dello stesso.

Da qui, avrebbe quindi suggerito due soluzioni:

– la prima, di una ratifica da parte del Consiglio Comunale, dell’operato della Giunta;

– la seconda, di una rinnovazione del procedimento, sin dalla delibera di aggiudicazione illegittimamente assunta dalla Giunta.

Da allora, NESSUN provvedimento è stato adottato in esecuzione della citata sentenza per quanto a conoscenza dello scrivente.

Ad oggi, pur se da notizie di stampa si parla di un edificio che dovrebbe sorgere negli spazi liberi di Palazzo Piacentini, nessun provvedimento formale è stato adottato.

Per converso, questa inerzia dell’amministrazione comunale ha determinato già la revoca parziale di una parte del finanziamento (per circa €. 5 mln.) e, verosimilmente andrà a produrre, quali ulteriori, dirette, conseguenze:

1.       La revoca del finanziamento pari ad €. 17.921.052,00 (che potrebbe essere dirottato altrove);

2.       La impossibilità di acquisire al patrimonio comunale una struttura assolutamente necessaria all’amministrazione giudiziaria oggi notoriamenteimpossibilitata ad operare con le attuali risorse disponibili, ormai al collasso (vedi limitazioni di uso di parti di Palazzo Piacentini);

3.       La perdita di una struttura appositamente realizzata e specificamente destinata ad edilizia giudiziaria in un ambito territoriale assai favorevole (oltrtechè rispondente ai dati dell’invito, anche per la vicinanza al carcere con relative aule ed in prossimità dello svincolo autostradale).

4.       La inutilità delle spese di procedimento sostenute e delle spese legali giudiziarie affrontate davanti al Giudice Amministrativo (2 gradi di giudizio) ed al Giudice Ordinario per difendere il provvedimento di scelta dell’amministrazione oggi apparentemente abbandonato;

5.       La reiterazione di una enorme spesa annuale per oneri di locazione di strutture sussidiarie (sedi del Tribunale Lavoro, Giudici di pace in Via Malvizzi; Corte d’Appello Lavoro e Ufficiali Giudiziari in Via D. Savio; Archivi in via La Farina) peraltro inadeguate e solo in parte fruibili;

6.       Di esporsi al rischio di risarcimento dei danni in favore della società aggiudicataria.

In considerazione di tutto quanto sopra premesso, tenuto conto della colpevole ed ingiustificabile inerzia sin qui manifestata dall’Amministrazione Comunale, e dal Sindaco Buzzanca in primis, appare indifferibile per evidenti ragioni di opportunità che la S.S., si attivi senza dilazione per intraprendere tutte le più incisive iniziative volte a scongiurare il rischio della perdita del finanziamento, di un possibile contenzioso che esporrebbe il Comune a possibili pronunce risarcitorie, nonchè a trovare finalmente soluzione ad una annosa vicenda di interesse certamente generale.

Fiducioso che, anche in ragione delle specifiche competenze e conoscenza della problematica, la S.S. interverrà prontamente, resto in attesa di riscontro per conoscere le iniziative adottate. Distinti Saluti.>>

Il Consigliere Comunale –  Nello Pergolizzi

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