<<Placanica come Vasco… viaggia al massimo! Placanica, però, di sicuro verso il baratro!>> a dichiararlo è Pasquale Aiello del comitato sorto a  sostegno della lista civica locale ‘La Rinascita’. Prosegue il comunicato di Aiello: <<Si,perché con un colpo alla Monti,nel consiglio comunale del 29 ottobre scorso,con i soli voti della sua maggioranza,il sindaco Clemeno ha portato la pressione fiscale al massimo con buona pace dei cittadini placanichesi, soprattutto dei poveri specie di quelli che lo hanno votato. In campagna elettorale prometteva l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, gli hanno probabilmente creduto e lo hanno eletto e invece il nostro ora che fa? Con una fava due piccioni! Non solo,come al solito, ha disatteso la promessa,ma in un solo colpo ha aumentato al massimo le aliquote dell’IMU e dell’IRPEF. E’ stato uno spietato demagogo in campagna elettorale ed ora si rivela uno di quei sindaci,senza anima, freddo e calcolatore col difetto del cinismo che per far quadrare,sulla carta,un bilancio in rosso,gravato da molti debiti,quasi tutti determinati durante il suo mandato,dopo averlo ereditato in attivo,è pronto a dissanguare ulteriormente i suoi cittadini. A Placanica, non è una bella storia. Qua chi ha sempre pagato,paga sempre di più,chi non è abituato a pagare non paga mai perché tanto ogni cinque anni scatta la prescrizione e condona tutto. Un paese che negli anni passati, stava cercando con sforzi immani di risollevarsi ed uscire dall’anonimato per costruire una prospettiva di sviluppo,si ritrova oggi a dover subire l’onta probabile del dissesto,amplificato sicuramente dai tagli del governo centrale,ma causato soprattutto da cinque anni di malamministrazione. Placanica ha un patrimonio di intelligenze e capacità che non può disperdere,ci sono sicuramente le potenzialità per rinascere,ricostruendo il tessuto politico-sociale e riportando all’apice delle priorità quella politica e quella dialettica che tante coscienze hanno formato nel passato. Ma bisognerà,prima, abbattere un sistema arcaico fatto di favoritismo e assistenzialismo ,di familismo e clientelismo,che ha creato un tipo di mentalità rispetto a cui quella che una volta si chiamava moralità pubblica ha segnato il passo lasciando spazio all’immoralità, alla prevaricazione all’ arroganza e alla prepotenza.>>

Conclude Aiello: <<A questo punto solo se la vera politica,quella fatta di passione e idealità, si riapproprierà degli spazi perduti,se diventerà il collante tra i cittadini e le istituzioni,e soprattutto se riacquisterà la sua funzione naturale che è quella di strumento necessario per risolvere i problemi con giustizia ed equità,solo allora si potrà davvero sperare in un futuro migliore.>>

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