Reggio Calabria – Un uomo di Reggio Calabria deve la vita ai volontari della Misericordia cittadina, diretti da Angelo Cuzzola, che lo hanno soccorso e rianimato durante un arresto cardiaco, aiutati anche dal genero del malcapitato, che è medico di professione. L’uomo aveva accusato un malore mentre si trovava in strada, dopo la telefonata al 118 aveva chiesto aiuto anche ai familiari ed era stato caricato sull’auto del genero che, come medico, aveva comporeso subito la gravità del quadro clinico e stava correndo verso l’ospedale quando l’arrivo dell’ambulanza ha permesso di soccorrere il suocero sul posto. Il centralino del 118, ricevuta la richiesta di soccorso, ha subito cercato un’ambulanza disponibile ma quelle in dotazione alla Asp erano tutte impegnate in altri servizi, l’operatore si è rivolto alla Misericordia “Cuzzola” chiedendo ai volontari di recarsi sul luogo indicato. L’ambulanza dell’associazione è partita in pochi minuti. Il genero del paziente, vedendo l’ambulanza accorrere, ha fermato la corsa della sua auto ed ha permesso ai volontari di soccorrere suo suocero caricandolo sul mezzo di soccorso a bordo del quale non c’era un medico ma erano presenti operatori qualificati ed abilitati alle manovre di primo soccorso. Così, quando il quadro clinico è precipitato e l’uomo è andato in arresto cardiaco, il volontario esperto ha saputo come intervenire praticando le manovre di protocollo ed infine utilizzando il defibrillatore di cui l’autoambulanza è dotata. Il cuore dell’uomo ha ripreso a battere mentre il mezzo di soccorso raggiungeva l’ospedale Riuniti nel quale il paziente è stato ricoverato. Il presidente della Misericordia, Angelo Cuzzola, si è detto orgoglioso del lavoro svolto dai suoi “ragazzi” ed ha ricordaco quanto sia importante la sinergia tra operatori sanitari e volontariato. Ma ha puntato l’indice contro l’Asp: “fanno orecchie da mercante”, ha affermato, riferendosi alle numerose segnalazioni di carenze di personale medico e di mezzi di soccorso. Un potenziale caso di malasanità si è trasformato in un episodio di buona sanità della quale sono stati protagonisti i volontari ed anche l’operatore del 118 che prontamente li ha contattati, nonchè il parente dottore. La cronaca è stata riportata stamani dalla Gazzetta del Sud (16.06.2012).

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