La vicenda del mancato rispetto del patto di stabilità interno del Comune di Messina non può essere liquidata con una semplicistica battuta dal sapore elettorale. Il patto di stabilita interno di un Comune non è un vincolo che può essere superato in modo disinvolto in quanto è  previsto espressamente da leggi dello Stato cui tutti i Comuni sono obbligati ad uniformarsi. Possiamo aprire una discussione sulla opportunità  di istituire deroghe per le spese per investimenti e per opere pubbliche necessarie a ridare slancio all’economia di un territorio in profonda crisi, ma le leggi dello Stato non si derogano con le chiacchiere da bar. Ci rendiamo conto che gli svincoli sono fondamentali per la viabilità  dell’intera città e tutti vogliamo la loro ultimazione, ma è  altresì fondamentale assicurare ai messinesi, manutenzioni, raccolta dei rifiuti, trasporto pubblico, servizi sociali etc. Il Sindaco di Messina incapace di ottenere fondi dall’ex Governo Berlusconi per il finanziamento dell’OPCM sull’emergenza viabilità, non è  riuscito neanche a porre all’attenzione dell’ex governo amico, che tanto amico non si è rivelato, la questione della deroga al patto di stabilità interno al Comune per le somme investite dall’Ente per il completamento degli svincoli. Facendo leva infatti sull’esercizio di poteri commissariali straordinari e derogatori motivati dall’emergenza viabilità, avrebbe dovuto perseguire la strada della deroga al Patto, in alternativa al finanziamento dell’ OPCM. Il fallimento dei rapporti con il Governo nazionale e la necessità di portare a compimento gli svincoli per esibire almeno un trofeo a conclusione di un mandato amministrativo disastroso, ha portato il primo cittadino a bloccare per il futuro la capacità di spesa del Comune di Messina già compromessa dai giochi di  bilancio messi in atto in questi anni che già da soli suggerirebbero cautela nella spesa. L’ avanzo di amministrazione infatti si fonda su un bilancio in cui molte entrate son poco certe ed esigibili e pertanto un esso poggia le sue basi su fondamenta molto fragili. Nonostante il dott. Buzzanca abbia già deciso di non ricandidarsi più alla guida dell’amministrazione cittadina, avrebbe l’onere di lasciare a chi verrà dopo la possibilità di governare la macchina amministrativa. Invece chi verrà dopo avrà forse gli svincoli da tutti i messinesi invocati e desiderati ma probabilmente non avrà più  un’autonomia di spesa e si assisterà ad un blocco totale dei servizi. Gli effetti sono disastrosi :riduzione dei trasferimenti dello stato che si aggiungerebbero ai tagli massicci degli ultimi anni, azzeramento delle spese per manutenzioni ordinarie e straordinarie, riduzione drastica dei servizi essenziali che già a Messina sono ai minimi termini, divieto di assunzione di nuovi mutui e divieto assoluto di assunzione di nuovo personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi forma contrattuale che significa impossibilità di stabilizzazione dei precari storici del Comune.

Noi contestiamo la logica dell’uomo solo al comando tanto cara al Sindaco che come ha fatto sempre in questi anni non ha coinvolto gli organi rappresentativi del Comune ed ha nascosto le difficoltà nell’ottenere le risorse dal governo centrale. Oggi dobbiamo trovare una soluzione nell’interesse della città, partendo dal presupposto che l’irresponsabilità non si può scambiare per coraggio. Il sindaco avrebbe dimostrato coraggio se avesse aperto una vertenza con l’ex Governo Amico per ottenere un quarto delle risorse che hanno ottenuto Palermo e Catania per tappare i buchi dei rispettivi bilanci. Oggi ha dimostrato irresponsabilità e disinteresse per Messina e il suo futuro.

Il Segretario Cittadino del PD – Giuseppe Grioli

 

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