pcdiDi seguito la nota diffusa dal Partito Comunista Calabria: sostegno alla lotta dei lavoratori portuali di Gioia Tauro (Rc): <<Coloro i quali fanno funzionare il sistema dei porti in tutto il mondo, e di conseguenza buona parte del settore logistico, sono detti lavoratori portuali. Questa categoria che appartiene alla grande classe proletaria viene costantemente attaccata dalle classi padronali, che si arricchiscono proprio sfruttando il loro lavoro. Infatti complice una crisi irreversibile di questo sistema economico i diritti dei lavoratori di tutto il mondo sono sotto attacco dai padroni, intenzionati ad aumentare i loro profitti a scapito dei salari e dei posti di lavoro. Complici di questa situazione sono la mancanza di un sindacato di classe, che difenda i diritti dei lavoratori, e un partito comunista radicato che organizzi le lotte operaie. L’ultimo avvenimento di questa lotta di classe transnazionale che il capitale conduce contro i lavoratori, sempre più precari e ricattabili, accade a Gioia Tauro (RC), dove l’azienda italo-tedesca MTC- Contship, colosso della logistica licenzia 442 lavoratori, un terzo del personale.

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Tutti i lavoratori del porto hanno solidarizzato con gli “esuberi” durante i mesi di trattative tra l’azienda ed i sindacati e, in fine, il grande sciopero del 12-13 settembre ha bloccato il porto per due giorni, mettendo alle strette l’azienda. Infine il 17 novembre si raggiunge un accordo tra ministero della logistica (il dicastero di Del Rio, lo stesso della TAV) i sindacati, la regione Calabria e l’azienda. Il risultato? 40 lavoratori verranno reintegrati, mentre i restanti 402 verranno “parcheggiati” nell’ Agenzia del lavoro, un ente creato ad hoc per la situazione che verrà a costare 45 milioni nei prossimi tre anni.

In questo modo lo Stato borghese fa gli interessi dell’azienda perché consentirà ad essa di dare un contentino agli operai, inoltre permetterà ad essa di epurare gli elementi che vogliono resistere alle politiche sempre più intense di sfruttamento e infine porterà ad un arretramento generale dei rapporti di forza della classe lavoratrice locale, che sarà resa ancora più ricattabile. Tutto questo avviene in una Regione fra le più povere d’Europa come la Calabria, dove la disoccupazione è al 21% e la disoccupazione giovanile è addirittura al 65%!

Come partito comunista sosteniamo la lotta dei lavoratori della MTC contro il vile ricatto padronale, volto a renderli ancora più sfruttabili e ricattabili a vantaggio dell’azienda. Ci auguriamo la nascita di un fronte unico dei lavoratori che funga da sindacato di classe, non solo per difendere i pochi diritti che ci rimangono, ma per ottenerne di nuovi. Solo la lotta paga! Partito Comunista Calabria.>>