liveA casa di Gabriele Pedalino (nella foto il quarto da sinistra), uno dei fermati di venerdì scorso a Santa Maria di Gesù, c’erano 53mila euro in contanti. Si indaga pure su una pistola e un fucile a canne mozze. Il Gip convalida gli arresti.

Nel divano di casa di uno degli arrestati era nascosto un bel gruzzolo. Gabriele Pedalino aveva 53 mila euro in contanti. Soldi conservati in alcune buste sottovuoto. I carabinieri li hanno trovati venerdì scorso, durante il blitz contro il clan di Santa Maria di Gesù.

Pedalino è uno dei sei fermati per i quali il giudice per le indagini preliminari Walter Turturici ha convalidato l’arresto. Gli altri sono Natale Gambino, Domenico Ilardi, Giuseppe Greco e Lorenzo Scarantino. Arrestato pure Francesco Urso che avrebbe tentato di uccidere Luigi Cona, scatenando la vendetta omicida contro Mirko Sciacchitano. Davanti al Gip hanno scelto la strada del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Per i carabinieri del Ros e del Nucleo investigativo il ritrovamento dei soldi apre un nuovo fronte di indagini assieme a quello delle armi. Sempre in casa di Pedalino, in vicolo Buonafede, sotto il letto del figlio, è stato trovato un revolver. Ci vorrà del tempo prima che le perizie dicano se si tratti o meno dell’arma che ha ucciso Sciacchitano. Così come si attendono gli accertamenti su un fucile a canne mozze nascosto in un’intercapedine.

Sul fronte soldi una cosa appare certa: Gabriele Pedalino non ha un lavoro che giustificherebbe il possesso della somma. Ecco perché l’ipotesi è che si possa trattare del denaro del pizzo. Le festività natalizie sono da sempre periodo di raccolta per gli uomini del racket. E gli uomini di Santa Maria di Gesù si sarebbero allineati alle tradizioni. I soldi nascosti nel divano e imbustati probabilmente erano già in uscita. A chi erano destinati? Se davvero si trattava dei soldi del pizzo, chi deteneva o detiene la cassa a Santa Maria di Gesù? (LiveSicilia)

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