Contro le lungaggini dalle connotazioni bibliche della sanità pubblica siciliana è intervenuta la Consigliera Comunale di Pace del Mela Angela Musumeci Bianchetti con una lettera aperta all’Assessorato regionale alla Sanità nonché alla Prefettura di Messina esortando a migliorare i servizi ai cittadini e riorganizzare le strutture sanitarie, per renderli sempre più efficienti e a misura di paziente.

“Il malato di tumore ha diritto (cod. 048) all’esenzione del pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura, di cui è affetto, delle eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. – ha chiosato energicamente la Consigliera Bianchetti – Questo in Sicilia non viene rispettato: si parla tanto di sanità e come al solito si sentono solo parole e niente fatti. Abito a Pace del Mela, un comprensorio martoriato dall’inquinamento e a causa di problematiche derivanti della mia patologia su consiglio dei medici, che mi seguono, come da prassi, ho contattato a novembre 2022 il numero verde per prenotare una visita da fare al più presto per problemi di osteoporosi.

L’appuntamento in ambulatorio del Policlinico mi viene prenotato dopo il 2024; invece all’ospedale di Patti alla fine del 2024, cioè fra due anni; quindi, chi, come me, ha la disgrazia di avere queste patologie e altro ancora, è costretto a rivolgersi a strutture private e, pagando profumatamente, i tempi per i controlli si aggirano a qualche settimana. Dove sono i nostri rappresentanti politici, che tanto decantano di tutelare il territorio, da cui vengono e dovrebbero tutelare i propri concittadini?”. L’articolo 32 della Costituzione italiana stabilisce: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Essa tutela la salute dei cittadini come diritto fondamentale e le cure devono essere accessibili a tutti dovendo questo costituire la massima realizzazione del principio di uguaglianza sostanziale, sancito dall’art. 3, comma 2 della Carta fondamentale del nostro Stato, per il quale il diritto alla salute viene qualificato diritto primario ed assoluto, pienamente operante anche nei rapporti tra privati.

Esso certamente è da ricomprendere tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione, ancorando i diritti sociali non solo alla realizzazione dell’uguaglianza, ma anche al raggiungimento di una sintesi tra libertà ed uguaglianza o in una parola, alla libertà eguale di tutti i cittadini dinanzi alla legge, che impone allo Stato italiano e, nel caso specifico alla Regione Sicilia, un indefettibile e continuo dovere di prestazione allo scopo d’instaurare e mantenere il benessere di tutti i cittadini.

 

Foti Rodrigo

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