Mangiacasale, Nisticò, Scalone
Mangiacasale, Nisticò, Scalone

Guardavalle Web riceve e pubblica – Ursini (Ugl sanità) “Una buona opportunità per ridurre i costi e migliorare i servizi” Lamezia Terme (8 giugno 2010) – “Non sappiamo se produrrà gli effetti sperati a breve o medio termine, perché ciò dipende da vari fattori, ma bisogna riconoscere che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, attraverso l’Ufficio Tecnico diretto da Carlo Nisticò, almeno in questa occasione, ha dimostrato grande efficienza elaborando, in tempi esigui e comunque entro la data fissata dal Mistero per l’Ambiente, un progetto di massima, per un intervento di 3,3 milioni di euro, che prevede un netto miglioramento delle condizioni ambientali e dei costi relativi alla spesa energetica dell’Ospedale di Lamezia Terme”. Lo sostiene Vincenzo Ursini, segretario provinciale del comparto sanità dell’Ugl che ha reso noti alcuni dati relativi alla progettazione preliminare inviata nei giorni scorsi dall’Asp al Ministero per il relativo finanziamento, nell’ambito del Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico” illustrato ai direttori generali delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere della Calabria dal neo assessore regionale all’Ambiente, Antonio Caridi, nel corso di un apposito incontro tenutosi nei locali dell’assessorato a fine aprile. “Un plauso, quindi, – continua Ursini – al gruppo di lavoro diretto dall’architetto Carlo Nisticò e composto dall’ing. Benito Rocco Scalone, Responsabile Unico del Procedimento (RUP), e dal Perito Mario Mangiacasale, responsabile del settore Energy Manager, per aver saputo cogliere questa importante occasione attraverso la quale si potrà riqualificare, sotto questo aspetto, in maniera quasi definitiva l’intero complesso ospedaliero lamentino”. “L’intervento – ha commentato il dirigente dell’Ufficio Tecnico – si propone di garantire un effettivo contenimento dei consumi di energia primaria, l’efficienza energetica e il miglioramento delle prestazioni di impianti ed apparecchi, attraverso la produzione di energia elettrica e termica, mettendo in rete anche un frigo, alimentato a metano, con un impianto di cogenerazione ed il contestuale recupero dei fumi e del vapore”. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Scalone – è quello di favorire lo sviluppo e la diffusione dell’efficienza energetica nel settore dell’edilizia ospedaliera, sostituendo anche gli attuali corpi illuminanti con altre fonti di luce ad alta efficienza, ma vogliamo anche garantire la certificazione energetica del patrimonio immobiliare interessato dagli interventi, attraverso la messa in opera di facciata ventilata”. “Siamo in presenza – ha aggiunto Mario Mangiacasale – di un intervento di primo piano che ci consentirà di ridurre sensibilmente i costi attuali di energia elettrica”. Il progetto nel dettaglio prevede “l’efficientamento energetico della struttura e il miglioramento delle prestazioni di impianti e apparecchi, intervenendo sulle coperture, sui pavimenti, sulle pareti esterne e la contestuale sostituzione di tutti gli infissi esistenti con infissi a doppio taglio termico”. Per quanto riguarda il miglioramento di impianti e prestazioni sono previsti interventi sulla rete di distribuzione, sulla ventilazione, sui sistemi di riscaldamento e raffrescamento e sulla illuminazione di tutti gli spazi interni. Tempi rapidi per la progettazione, quindi, ma anche per la conferma, da parte del Ministero, del finanziamento dell’opera, conferma che dovrebbe arrivare – secondo i tecnici dell’Asp – entro qualche settimana. Tutto è nato dall’avviso pubblico del Ministero dell’Ambiente relativo alle manifestazioni d’interesse nell’ambito delle Linee di attività 2.2 sugli “interventi di efficientamento energetico degli uffici e utenze energetiche pubbliche” e 2.5 “sulle reti di distribuzione del calore, in particolare da cogenerazione per teleriscaldamento e teleraffreddamento (Programma Operativo Interregionale 2007-2013). Trattasi in totale di 60 milioni di euro da suddividere equamente tra quattro regioni del Mezzogiorno (Calabria, Sicilia, Puglia e Campania). Alla Calabria saranno pertanto destinati 15 milioni di euro che andranno a finanziare i progetti di riconversione presentati da sei Aziende Sanitarie ed Ospedaliere.

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